È pòlvere de štèlle lu pohète

Coccia ‘ngiambate sùgne a vocch’apèrte,

guarde lundane e vole senza scèlle,

si jètte a mmare, annaspe, ma nn’è cèrte

che lò se tòcche oppure cale a fònne.

Coccia scartate e core trasandate,

cande li lode e sprème lu cervèlle,

abbozze a lu spartite ‘na sunate,

l’arrange, la sulfègge e l’appatèlle.

Ùcchje pezzùte e core de frechine,

se ‘ngande a ‘na levate o nu tramonde,

cammine a pite nute tra li spine,

pe’ bbève l’acqua frèsche de la fonde.

Ragge de luce e fare de paranze,

dèndre a lu scure cèrche lu chiarore,

te’ sìmbre nu penzire de creanze,

pe’ mètte su la tèle lu culore.

Fiore de sale su nu mure a prète,

ànem’arpošte ju dèndr’a lu core,

è pòlvere de štèlle lu pohète,

nu štipe che cunserve nu tesore.

Pohète è chi l’accùcchje na sunate

e sfide lu giudizie de la ggènde,

pohète è chi sa fa’ la serenate,

‘nche nu trumbone d’accumpagnamente.

È polvere di stelle il poeta  (Traduzione)

Testa confusa sogna a bocca aperta,

guarda lontano e vola senza ali,

si butta in mare, annaspa, ma non ha la certezza

che lì si tocchi o si vada a fondo.

Testa brillante e cuore trasandato,

canta le lodi e spreme le meningi,

abbozza allo spartito una sonata,

l’arrangia, la solfeggia e la farfuglia.

Occhi aguzzi e cuore di bambino,

s’incanta a un’aurora o a un tramonto,

cammina a piedi nudi tra le spine,

per bere l’acqua fresca della fonte.

Raggio di luce e faro di paranza,

dentro al buio cerca il chiarore,

usa sempre la buona creanza,

per mettere sulla tela i colori.

Fiore di sale su di un muro a pietra,

anima riposta nel profondo del cuore,

è polvere di stelle il poeta,

uno stipo che conserva un tesoro.

Poeta è chi rimedia una sonata

e sfida il giudizio della gente,

poeta è chi sa fare la serenata,

con un trombone d’accompagnamento.

Poesia 1a classificata al concorso di poesia dialettale “Concezio Talone”:  È polvere de štèlle lu pohète

Motivazione:

La poesia “È polvere de štèlle lu pohète” si distingue per originalità delle immagini, l’intensità emotiva e la raffinatezza espressiva, tutte qualità che le conferiscono un valore artistico di grande rilievo.

Essa ci offre un ritratto luminoso e delicato del poeta, presentato come una creatura sospesa tra sogno e realtà, capace di trasformare emozioni, sofferenze e visioni in arte pura.

La metafora centrale è quella della “polvere di stelle”, immagine di rara bellezza e di elevato valore simbolico, che ne racchiude pienamente l’essenza: il poeta diventa così un essere fragile e al tempo stesso prezioso, leggero come la polvere e brillante come la luce, capace di illuminare anche il buio più fitto.

L’opera celebra la sensibilità creativa, la ricerca della perfezione estetica e la forza interiore necessaria per affrontare le difficoltà e il giudizio della gente, pur di spargere, imprimere, su di una tela di fantasia, tutti i colori dell’anima.

Le immagini poetiche “camminare a piedi nudi tra le spine per bere l’acqua fresca della fonte”, “cercare il chiarore nel buio” e “custodire un tesoro nello scrigno del cuore” risultano avere un elevato potere suggestivo, riuscendo, con grande raffinatezza ed eleganza, a trasmettere al lettore la fatica e, al tempo stesso, la gioia della creazione artistica.

Densa e ricca di figure retoriche, la poesia sorprende per l’uso di metafore ardite e visionarie, di ossimori impliciti come ”testa brillante e cuore trasandato”, di allitterazioni che ne accrescono la musicalità e di personificazioni che danno vita alla luce, al buio e ai colori.

Non mancano sinestesie, come nella fusione tra immagini visive e tattili “fiore di sale su un muro a pietra”, che ne amplificano la pecezione sensoriale, e ancora anastrofi che confreriscono al verso una cadenza originale e intensa. Anche le enumerazioni, presenti nella sequenza di azioni del poeta, trasmettono ritmo e continuità creativa, quasi un respiro che diventa musica, accompagnando dolcemente, l’intero testo poetico.

Tutto concorre nella realizzazione di un componimento armonioso, intenso e ricercato, capace di evocare emozioni profonde e riflessioni che, da personali, diventano universali.

Per la forza evocativa, la padronanza tecnica e la capacità di racchiudere in immagini luminose l’essenza dell’arte poetica, “È polvere de štèlle lu pohète” si afferma come opera di straordinaria bellezza e sensibilità artistica, meritando a pieno titolo il primo premio.

Altino 30 agosto 2025                                         Prof.ssa Graziella Talone