Anche l’Abruzzo ha la sua Guernica, conservata nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. È “Il voto” di Francesco Paolo Michetti, celeberrimo e imponente quadro di 7 metri di lunghezza per 2.5 metri di altezza. Il soggetto è la processione di San Pantaleone, patrono di Miglianico in provincia di Chieti. In occasione della festa dedicata al santo, il 27 luglio, i fedeli assistevano al rituale voto penitenziale che consisteva nel leccare il pavimento dal sagrato fino alla statua del santo, strisciando come rettili fino al busto d’argento del Patrono. Un giovanissimo Gabriele D’Annunzio rimase folgorato dall’opera e ne trasse il racconto “San Pantaleone“, incluso nelle “Novelle della Pescara” con il titolo “Gli idolatri“.Nel 1883 la tela fu presentata da Michetti all’Esposizione internazionale di Belle Arti di Roma. Le polemiche deflagrarono come bestemmie in chiesa, ma il successo esplose e consentì al pittore di vendere Il voto al Ministero della Pubblica Istruzione per ben 40.000 lire.
Grazie alla cospicua somma Michetti acquista un antico convento quattrocentesco a Francavilla a Mare, dove creò un vero e proprio cenacolo con un gruppo di giovani artisti attratti dalla sua carismatica personalità, tra i quali lo scultore Costantino Barbella, il compositore Francesco Paolo Tosti e il giovane Gabriele D’Annunzio.
È esistito un tempo, durato fino a pochi decenni fa nelle aree rurali, nel quale l’uomo aveva piena coscienza di essere poca cosa e bruciava del desiderio di potersi umiliare dinanzi all’effigie del Santo Patrono, di strisciare sul pavimento fangoso, di lordarsi la lingua del lerciume per giungere al premio dell’abbraccio con il santo busto. Il tutto mentre la folla piangeva di ammirazione ed esprimeva la smania, la brama, l’ambizione di essere meno di nulla al cospetto dei compaesani e della divinità. Quegli uomini, sdraiati faccia a terra e lingua in fuori, toccarono l’animo dello Stato che vi riconobbe la verità della devozione popolare e comprò il quadro per farne capolavoro e testata d’angolo del Museo nazionale di arte moderna e contemporanea di Roma che nasceva proprio in quel 1883. Grazie a quella devozione, alla tradizione religiosa abruzzese, a quelle lingue lorde di fango, Michetti divenne un caposcuola, D’Annunzio divenne il Vate, l’Abruzzo occupa un posto d’onore nella storia dell’arte e nella storia d’Italia.
Christian Francia
