L’umanità di Agostino, i dogmi di Tommaso

Per quanto mi senta agostiniana, abbia asceso i territori impervi delle montagne, abbia valicato i Pirenei e il Monginevro, messo piede dopo piede sui cammini di San Francesco, io che vivo nella terra dello Spirito, l’Umbria, non mi sono mai convertita al Cattolicesimo. Dentro me c’è un dibattito, tra carne e spirito, tra male e bene, tra maschile e femminile, tra energia e vuoto, tra ricerca e abbattimento. Forse inabissato nel mio embrione, coltivato dallo spirito umbratile di mio padre, che faceva a pugni con l’efficientismo di mia madre, con la sua praticità del vivere, che non lasciava nulla al Caso né alla preghiera. Insomma armiamoci e partiamo! Va con sé che avere una madre con una forma solida, partigiana di bosco Martese, di origini operaie, dirigente delle donne comuniste, docente e pure cuoca, faccendiera, per me un’icona come la madre di Agostino o di Pier Paolo, crea una frattura tra essere e voler essere. L’affinità fisica, la sua parte maschile che è anche mia, mi hanno costretta a credere che sarei stata lei.

In questa Confessione agostiniana, mi scopro diversa da lei e dal prototipo Donna del dopoguerra, ma anche dalle mie coetanee, da mia sorella che risponde al modello materno. Ci divide il desiderio, l’unico che non si piega alla volontà. Sono d’accordo con Lacan e ora Recalcati: il desiderio ci orienta dai primi passi alla fine. Mi sento diversa nei desideri anche dalle donne anni sessanta. Datemi un un uncinetto o una lavatrice da stendere: sono morta. Mi ribello: non desidero stirare, indi non lo faccio . Non è sovrana la volontà per me, ma l’inclinazione. Questa nasce con noi: il tormento di ragazza, mettere a posto la camera. Per fortuna, nessuno mi ha costretta. La scuola non deve puntare sulla volontà, ma sulla potenzialità. La volontà è impotente in assenza di talento. Un insegnante volenteroso non è erotico come uno talentuoso. I ragazzi colgono la differenza tra arte e tecnica, un artista può diventare sistematico, un tecnico difficilmente artista. E così, io come Agostino, mi dibatto tra volontá e desiderio. L’alto intelletto artistico di Pasolini non ha piegato il suo desiderio sessuale. No, cari miei, la volontà non può orientarci nel desiderio, tanto meno in quello sessuale. Non è la societá che orienta i sessi, questa é stantia ideologia, ma l’inclinazione naturale. I criptogay sono riconoscibilissimi, stanno in un posto sbagliato per loro. La sessualitå è più desiderio che dato biologico. Tempo al tempo, quello che siamo emerge. Un gay può in fase della vita essere un don Giovanni, ma tornerà alla sua fonte: la gaytå. Freud insegna che l’intimo non è violabile, pena la nevrosi, che poi è occupare un posto sbagliato.

Agostino cerca per tutta la vita il posto giusto per sé , mostra ferite e talloni di Achille, passa per disordinate esperienze anche sessuali. Un giovane perso, oggetto delle preghiere della madre Monica. Un uomo fragile e potente, un consapevole della doppiezza dell’uomo, del Bene e del Male. Un manicheo che ha conosciuto sulla sua pelle l’aberrazione del Male e L’’ascesa del Bene. Il Male per lui ė il concupiscibile, per me l’ovvietà dell’ Uomo, l’assenza di qualità di Musil, la codardia di don Abbondio, l’ipocrisia, quella di tutti, specie dei Cattolici. Agostino è ammissione del dubbio, ricerca spirituale nel mare magnum/ magma/ dei desideri basculanti, lui conosce il saliscendi dell’anima, la sua fallacia, l’uomo come tentativo. Lui ha ispirato Manzoni e Pasolini e me, che lotto e cado, consapevole dei termini della lotta suprema, ma anche bassa, tra gli elementi che stanno anche nei miei amati presocratici. Agostino e io, dei tentativi percossi dal dubbio: perché il Male? Noi con gli occhi sulla terra lo vediamo l’uomo contraddittorio. La sua conversione consapevole non è definitiva perfezione, ma perfettibilità, consapevole del Male, ingaggia una lotta con lui, esito incerto, impegno infinito, anche negli studi.

Nell’età del disimpegno pubblico, nel disprezzo per la cultura, soprattutto classica, ricordo che Tommaso e Agostino, prima che Padri della Chiesa, erano classicisti, filosofi e teologi. Agostino con gli occhi aperti del dubbio, Tommaso pronto a cadere nel pozzo di Talete. Per iper razionalismo dogmatico, perché spostato verso L’ Essere perfetto, Tommaso ha preso un grande abbaglio: l’uomo volto al Bene, dono gratuito di un Dio buono, è sconfessato dalla Storia.