Le ateniesi, Alessandro Barbero, Mondadori, 2025
Il professore di Storia Medievale si è spinto, con Le Ateniesi, volando sulle ali di un falco – personaggio chiave del romanzo, capace di guardare il mondo dall’alto, che tutto vede, nota e scruta – nella Atene del 411 a.C., quando, “Di tutta la Grecia, è in mano alle donne la salvezza.”
Con la vista acuta dello storico, pari al falco, sua creazione, ha dipinto la società ateniese in ogni suo particolare; con l’intelligenza dello studioso, abile a tracciare confronti e paralleli tra mondi persi nel tempo, ha accostato la nostra epoca a quella apparentemente uscita di scena ; con la sensibilità, cifra che lo contraddistingue, fa rivivere tra le pagine del suo romanzo, la democrazia ad Atene: i suoi punti di forza e le sue crepe, attraverso dialoghi e monologhi di uomini diversi per classi sociali ed età e donne, solo formalmente fuori dalla società, ma intimamente immerse nel vivere quotidiano, al punto da sentirne il sapore acre del dolore.
A latere il Teatro, con tutta la sua forza sociale, politica, educativa; con il suo palcoscenico, il coro, le marce, le musiche, che incitano il pubblico a pensare, a schierarsi, ad assumere atteggiamenti accesi, irosi, sguaiati, increduli, perplessi, ma comunque tesi a promuovere una vera e propria catarsi emotiva.
L’emozione più grande è la assoluta similitudine tra la Atene del 400 a. C. e i nostri anni duemila.
È un libro da leggere non solo per conoscere il passato, ma per interpretare il presente e individuare la via da intraprendere senza zigzagare tra errori e orrori.
