Cucchiella – Luciano Verdone, Due voci, una vita, Amazon 2026
Per i 50 anni di vita matrimoniale non c’è regalo più bello che vedersi scorrere davanti il film degli anni passati e ringraziare e ringraziarsi per essere ancora insieme. Farne un libro, come hanno fatto i nostri coautori è dare consistenza a una testimonianza.
È un valore aggiunto, un prezioso dono non solo per figlie e nipote, ma per chiunque, commosso dalla bellezza del loro amore, voglia cercare di rispondere all’annosa domanda, mai soddisfatta: “A che si deve la riuscita di un matrimonio”? Perché due persone di estrazione, cultura, temperamento diversi riescono a vivere nella fedeltà l’intera vita mentre altri, su cui avresti scommesso la fedeltà eterna, si separano in un breve lasso di tempo?
Molti concludono che il matrimonio felice resta un mistero. Quando due giovani s’incontrano e si riconoscono, amici e parenti azzardano previsioni frettolose, troppo spesso contraddette dalla vita. Forse per questo le scienze sociali non azzardano a formulare diagnosi e terapie risolutrici del dilemma, mentre preferiscono indugiare sulle ragioni del fallimento: tradimenti, invadenza dei genitori-suoceri, difficoltà di comunicazione, mancanza o eccesso di lavoro, malattie…
Questo libro non ha pretese pedagogiche. Offre umilmente una testimonianza, ripercorrendo l’esperienza vissuta, tappa dopo tappa, dagli anni in famiglia, all’incontro, ai grandi dubbi esistenziali che assalgono chiunque sta per fare una scelta definitiva sul proprio stato di vita.
La fede, che entrambi i giovani hanno ricevuto e coltivata, non lascia indifferenti gli animi sensibili. Non vorrebbero offuscarla e tanto meno tradirla. Sono soli di fronte al bivio. Se lui è seminarista, è inevitabile che si domandi in base a quale scelta valoriale deve prendere la sua decisione. Si tratta di una infedeltà, una diserzione, un abbaglio amoroso oppure dell’emergere di una diversa vocazione? Se lei è attenta a non invadere e corrompere l’animo dell’amato, benché personalmente sicura dell’anima gemella, è ugualmente assalita dai dubbi: sarà la scelta giusta per lui? Ne avrà rimorso un domani? Sono stata forse io, involontariamente, a indurlo a cambiare idea, col mio bisogno di una presenza maschile sostituta del papà defunto?
Ce ne vuole di pazienza per acquisire una certa chiarezza sulla strada giusta da prendere. Tanto più che l’ambiente e la famiglia non sempre riescono ad accettare velocemente cambiamenti che scombinano i piani e le dinamiche familiari e soprattutto generano timori fondati sul futuro dei figli.
Questo libro mette in evidenza che certe scelte maturano lentamente nelle anime, anche a propria insaputa. Bisogna darsi il tempo necessario per cercare di cogliere i segni degli eventi, assecondare gli affetti più puri, acquisire la serenità e la gioia della propria condizione di vita.
Per Giuliana e Luciano sono stati preziosi i consigli di sacerdoti che hanno avuto la fortuna di incontrare, che hanno saputo ascoltarli con leggerezza, mettere da parte la ricerca di vocazioni sacerdotali per riconoscere e valorizzare la vocazione laicale e familiare.
Giuliana e Luciano citano con precisione i nomi dei sacerdoti che meglio sono riusciti ad entrare in punta di piedi nelle loro anime. Citano anche quelli degli amici che hanno saputo incoraggiarli, accompagnarli, aiutarli a trasformare le domande e le angosce in preludi di festa, in reti di comunità di fede e solidarietà.
Bisognerebbe che leggessero queste pagine tutti quei ragazzi e quelle ragazze che in piazza vedo dalla finestra atteggiarsi ad amanti insaziabili, avidi di vedere ed essere visti, che sento pronunciare bestemmie e inebriarsi delle volgarità del RAP. Vi scoprirebbero la bellezza di una delicata carezza ad ogni fase della vita, di sguardi che si ritrovano e sostengono, di distanze che sanno essere presenti.
Senza indugiare su dettagli negativi e lasciando da parte toni accusatori, Giuliana e Luciano ci dicono che burrasche di ogni tipo e torti subiti hanno insegnato loro a con-patire le ingiustizie, a lenire reciprocamente le ferite, a riprendere il cammino cercando di salvare il prezioso bagaglio dell’unità coniugale che non solo ha resistito, ma si è affinato nel tempo ed è rinato ogni volta provato e puro.
Ecco cosa scrive Luciano nel retrocopertina: “Desidero una cosa: che il Signore faccia vibrare i nostri due esseri in una sintonia eterna, senza tramonti, in accordi sempre più elevati. Nella nostra vita ci sono state molte prove, e il sentimento che oggi ci unisce è forse meno poetico, ma più storico, più concreto. L’amore ha molte stagioni e molte forme. L’oggi è la somma di tutte le ore vissute. E io, oggi, ti amo”. E Giuliana: “Le pagine dei nostri diari raccontano di un amore tenero e profondo, un amore che ha sempre guardato al Signore come regista della nostra storia. Custodiamo gelosamente questo amore e cerchiamo i non lasciarlo appesantire dal tempo, di non ridurlo ad abitudine. Perché in fondo, è il tesoro più grande che ci resta”.
Giulia Paola Di Nicola
