romanzo d’amore, umiliazione e vendetta.
Cime tempestose (1848), il celebre romanzo di Emily Bronte, che esplora l’amore tormentato e distruttivo fra Heathcliff e Catherine, arriva nelle sale cinematografiche nel mese di febbraio. Numerose sono state le serie televisive e le trasposizioni cinematografiche, la prima delle quali risale al 1939; il regista William Wyler scelse Laurence Olivier e Merle Oberon come attori protagonisti.
Emily Bronte, con le sorelle Charlotte – autrice di Jane Eire – e Anne, che compose La signora di Wildfell Hall (ritenuto dalla critica il primo romanzo femminista), rappresentano assai bene il periodo di transizione fra il romanzo “gotico” del principio del secolo e il romanzo borghese vero e proprio. Le circostanze che favorirono la nascita dei loro versi e romanzi sono numerose e singolari; le tre sorelle e il fratello Branwell trascorrono l’infanzia e l’adolescenza ad Haworth, un paesino dello Yorkshire dove il padre, Patrick Brunty, entra in possesso della canonica. L’uomo, un reverendo anglicano, è un grande ammiratore di Horatio Nelson, nominato da Ferdinando IV primo Duca di Bronte (cittadina siciliana ai piedi dell’Etna). Il prelato decide di cambiare nome in Bronte, aggiungendo la dieresi per garantire una pronuncia corretta.
Nello Yorkshire c’è ben poco da vedere e ancor meno dove andare; l’elemento dominante è quello del vento nelle brughiere ( Wuthering è infatti una parola dialettale che, oltre al luogo delle vicende del romanzo, è anche riferita al sibilo del vento di tempesta). Le tre sorelle si dedicano alla lettura di testi di vario genere ed iniziano a riempire pagine scrivendo di mondi immaginari narrati in versi ed in prosa. Contrarie ad esporsi personalmente, pubblicano i loro scritti sotto gli pseudonimi di Currer, Ellis e Acton Bell perchè le autrici non sono ben viste – confessa Charlotte – e ad esse si guarda sempre con pregiudizio.
Emily, in modo particolare, costruisce l’ossatura di un romanzo grazie alle letture sulla natura e sul genere umano, ed è così che nasce Cime tempestose. Il nome si riferisce ad una tenuta padronale; il romanzo narra vicende ambientate nella desolata brughiera ricoperta di erica. Esse non sono altro che il riflesso degli stati d’animo dei due protagonisti, Catherine Earnshaw e Heathcliff, il trovatello, “lo zingaro dalla pelle scura”, che il padre di Catherine accoglie e fa crescere nella famiglia.. I ragazzi nel tempo stabiliscono un forte legame affettivo; la narrazione è complessa e tutt’altro che lineare e si incentra, con molti flashback, sulle vicende di due famiglie, Linton e Earushaw.. Il rapporto fra i personaggi, non solo fra i protagonisti, si esprime attraverso un duplice schema: l’umiliazione e la vendetta. Heathcliff e Catherine condividono per anni umiliazioni quotidiane ma coloro che li hanno feriti e separati un tempo diventano gli umiliati distrutti dalla vendetta. Soprattutto in Heathcliff, il villain – osserva il critico e saggista Roberto Bertinetti – la vendetta assume la forma di delirio di possesso che trasforma il personaggio in antieroe romantico per eccellenza.
Il capolavoro di Emily Bronte viene inizialmente giudicato dai critici come libro rozzo e illeggibile ma che, secondo altri, finisce per coinvolgere il lettore nella narrazione di vicende umane che danno al libro una forza incredibile. Il romanzo viene pubblicato nel 1848 ma Emily non assapora il successo del suo scritto perché la famiglia è funestata da una serie di tragedie. Il fratello Branwell muore distrutto dall’alcool e dall’oppio, e subito dopo la tubercolosi si manifesta in Emily che rifiuta ogni cura, come testimoniano alcune lettere di Charlotte. La scrittrice muore appena trentenne nel dicembre dello stesso anno. Il suo genio, cupo e sfolgorante, le sopravvive grazie al suo unico romanzo, intriso di tormento psicologico.
Wuthering Heights è un racconto ancora attuale che mostra conflittualità e disperazione, un racconto di un “amore tossico” che porta infine all’autodistruzione.