Arriva la bella stagione e subito pensiamo alle lunghe giornate in balcone o in giardino, al mare, in montagna, in città o nelle campagne, al riparo comunque dal sole…
un bella protezione la troviamo direttamente nella natura, all’ombra degli alberi oppure tecnologicamente in casa con i condizionatori…ma vuoi mettere un bel riparo ombreggiato a disposizione e godere della brezza estiva…e allora che c’è di meglio delle tende da sole?
Che siano a caduta a braccio o motorizzate ma sicuramente tecniche e quindi coprenti e resistenti agli agenti atmosferici.
Recentemente le pergotende si sono confermate la soluzione ideale per trasformare terrazzi, balconi e giardini in vere e proprie oasi di relax, proteggendo dal sole intenso e creando nuovi spazi vivibili. Queste strutture versatili uniscono l’eleganza del pergolato alla funzionalità di una tenda mobile, permettendo di godere dell’aria aperta con comfort e design, soprattutto quelle bioclimatiche (con lamelle orientabili) offrono un ambiente intermedio tra casa e giardino perfetto per l’estate ma anche per l’inverno.
La grande fortuna delle pergotende è dovuta al fatto di rientrare in edilizia libera quindi senza permessi, essendo strutture facilmente rimovibili, ma è sempre necessario verificare le normative locali.
Lo spazio di questo mese è dedicato all’amico Simone Gambacorta che mi ha regalato e fatto conoscere questa poesia di Riccardo Held in cui il poeta descrive la condizione delle tende da sole, condannate a restare ferme sotto il sole ardente, evidenziando il logorio fisico del sole che brucia e sbiadisce,
con acuta sensibilità ed empatia nei riguardi di ciò che è altro da noi, e pure ci assomiglia.
-Il dolore delle tende da sole-
Non è la solitudine il problema,
non il solo, anche se pure quella,
“Tende da compagnia” sarebbe meglio;
Ma proprio il sole, lui con quella massa
Ottusa, calda, inerte, indifferente.
Vorrei vedervi tutto il giorno esposti
A una cosa che brucia e discolora,
Senza la libertà di andare via,
Spostarsi appena, mettersi al riparo;
Perché non siamo poi tanto diversi
Noi e i padroni, della stessa stoffa,
Fibra che il giorno sfianca a poco a poco,
Siamo tessuti d’ombra, non da sole.
IL DESIGN di Ioannoni Loredana
Largo Melatini, 2764100, Teramo
