. La meteorologia ha i suoi adepti: se ci sono i professionisti formati prima nell’università dell’Aquila, ottenendo poi i galloni da meteorologo a Bologna, c’è chi svolge questa professione a livello amatoriale ma non sbagliando un colpo ed avendo un notevole successo sui social. È il caso del teramano Mauro Rastelli, autista di bus, a tempo perso piccola star su Tik Tok, Instagram e Youtube, con il suo format molto seguito e con migliaia di visualizzazioni “Meteo Cafone”, piccoli video in cui si rivolge in dialetto al suo pubblico. “Iniziai per gioco a fine settembre del 2019 dove dissi – da oggi arrivava l’autunno -, e così fu. L’azzeccai. Da allora sono andato in onda tutti i giorni. Strano per uno timido come me e che non ha competenze specifiche: da piccolo però ogni giorno segnavo sulla mia agenda Tercas il tempo che faceva, le temperature minime e massime. Poi col tempo mi sono acculturato su libri più specifici”. Ora in città lo riconoscono e lo salutano. I video li gira in campagna o nei parchi fluviali, su di una tavolata o sopra una staccionata. Le previsioni per le prossime ore? “Fa freddo ma domenica il tempo migliora”. Pare che questa volta profano e scienza vadano a braccetto. Almeno nelle previsioni.
. L’appello sui social di Claudia è vibrante. “Aiutatemi, dice, ho mio figlio tredicenne con una grave forma di autismo (disturbo dello spettro autistico di livello 2/3, il più importante) ma da sola non riesco a gestirlo, si infligge gravi atti di autolesionismo, dà le testate per terra, pugni sugli zigomi, eventi che si ripetono tutti i santi giorni e il monte ore a scuola è sempre lo stesso, di 18 ore mentre ne servirebbero di più, un’esigenza certificata anche dalla Asl di Teramo”. Claudia Spielrein Guizzardi da Roseto, oltre a chiedere più cura a scuola, cerca una struttura riabilitativa intensiva e residenziale per minori che faccia al caso del figlio “ma in Abruzzo non c’è, ho chiesto in altre città ma ci sono liste di attesa fino a tre anni”. Claudia è sfibrata nel cuore e nell’animo, lei stessa soffre di patologie importanti: “Finora ho ricevuto troppi no, ci speravo che lo accogliessero a Bellaria, ma anche lì c’è stato l’ennesimo rifiuto che ti dilania il cuore, anche per me non è mica una passeggiata mandarlo fuori, se lo faccio è perché ha davvero bisogni di cure adeguate, mi sento sopraffatta dalla vita”.
. La riapertura degli impianti di risalita a Prati di Tivo scivola da Pasqua, periodo ipotizzato dagli addetti ai lavori fino a qualche settimana fa, a giugno prossimo. Incombenze burocratiche, documenti che non si ritrovano e tempi stretti lavorano contro un’immediata ripartenza. A questo punto, la road map prevede: la convocazione entro venti giorni di un’assemblea straordinaria della Gst (Gran Sasso Teramano), la società in liquidazione che gestisce gli asset di proprietà della Provincia di Teramo; la verifica del gruppo Doppelmayr, la società che dovrà dare l’ok alla loro funzionalità; i conseguenti lavori di manutenzione; ed infine l’indizione della gara “principe” per l’affidamento della gestione degli impianti.
. La ricostruzione Ater entra nel vivo: “La programmazione si fa cantiere”, sostengono dalla sede di Via Roma. “Abbiamo superato la fase progettuale” , aggiungono. Le 67 palazzine da migliorare sia dal punto di vista energetico che sismico (alcune prevedono la demolizione e ricostruzione, per una spesa complessiva di 200 milioni di euro) hanno visto ieri mattina il loro debutto formale. L’annuncio del presidente Ater, Alfredo Grotta, è per lo start ufficiale, per l’inizio dei lavori di svariati cantieri sparsi tra Colleatterrato (con l’edificio 505 che verrà abbattuto e ricostruito per una spesa di 2,8 milioni e con Via Adamoli n.492, per 1,5 mln), Montorio, Civitella, Castelli, Isola e Basciano. “Tempo di consegna: 5 anni” assicura il presidente che conforta i suoi inquilini. “Entro quel periodo avranno tutti un alloggio sicuro e confortevole”. “L’obiettivo ora è accelerare ulteriormente affinché la ricostruzione possa tradursi in una reale opportunità di rilancio per i nostri territori”.
. L’intelligenza artificiale, o meglio “generativa”, entra nelle corsie dei reparti degli ospedali e nelle case, promettendo di rivoluzionare la medicina moderna. Ma se da un lato gli algoritmi accelerano le diagnosi e snelliscono ad esempio le liste d’attesa, dall’altro aprono voragini etiche e cliniche, specialmente tra i più giovani. A tracciare il confine tra opportunità e rischio è Domenico De Berardis, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Teramo, che lancia un monito chiaro: l’IA può assistere, ma solo l’uomo può curare. “È un supporto fondamentale per un medico – chiarisce – il problema è come viene usato, non è detto che dia una risposta esatta su tutto, molto spesso può commettere errori che se fatti notare da un occhio esperto, l’IA riesce pure a correggerli. Il fruitore deve insomma controllare se le informazioni sono corrette, ripete De Berardis. “Ciò che mi ha colpito delle versioni Pro è il fatto che se pongo un quesito preciso ottengo una risposta altrettanto valida: il trucco è quindi fornirgli un prompt (comando) adeguato perché se è generico si può avere il fenomeno delle allucinazioni, cioè delle risposte inesatte”.
. Pagati poco, senza incentivi, per lo più in là con l’età, oberati di carichi burocratici con le scartoffie da inserire nei Pc, e spesso spediti in piccoli centri montani a girovagare tra gli studi. Sono i medici di base che svolgono ormai un lavoro, per dirla con le parole del segretario regionale Fimmg, Mauro Petrucci, “senza più alcun appeal: alla formazione professionale su 30 posti disponibili, si sono presentati solo in dieci”. Molti sono in fuga da questo mestiere un tempo anche romantico: “Scappano, vanno all’estero dove fanno dei corsi e lì rimangono”. Tutto ciò quando in provincia di Teramo ben 14 mila cittadini sono senza medico di famiglia (60 mila in tutta la regione) e 751 sono coloro che andranno in pensione in Abruzzo nei prossimi sette anni, 161 invece quelli in entrata (fonte Fimmg). “Fuggono oppure trovano altre specializzazioni più remunerative”. E nel frattempo diversi cittadini scelgono di non curarsi adeguatamente o peggio “ricorrono di tasca propria alle cure in ambito privato, lo fa un buon 30% degli assistiti”.
. Sale in maniera preoccupante il numero dei casi di aggressione verbale e fisica a bordo degli automezzi pubblici nei confronti di autisti e passeggeri. Solo pochi giorni fa si è avuta una colluttazione a bordo di un mezzo Tua sulla linea Teramo-Giulianova, che a detta degli stessi addetti ai lavori è diventata pericolosa più delle altre, dove sono state ferite la conducente e tre passeggere, episodio nato da un diverbio che ha poi coinvolto gli altri, con l’aggravante che la persona che ha acceso la miccia non aveva il titolo di viaggio (l’evasione tariffaria, a detta della Filt Cgil in molte tratte arriva al 50% malgrado i controlli). Giuseppe Di Pietro, autista Tua, ha il suo mezzo parcheggiato alla stazione bus di San Francesco: è l’una e venti e l’ordalia di studenti e di viaggiatori comuni è al suo culmine. “Oramai – dice quasi rassegnato – la linea Teramo-Giulianova è diventata la più pericolosa, una volta era quella che portava a San Benedetto o a Pescara. I casi di aggressione verbale si sono moltiplicati”. Paolo che fa anche la linea urbana ammette che “non c’è giorno che non capiti qualcosa e la gente non paga il biglietto malgrado i controlli”. Nei parabrezza appaiono spesso volti femminili, ben truccati ma spesso spauriti. “I passeggeri sono molto più nervosi e scattano per un nonnulla, anche in una linea tranquilla come quella che faccio io per Fiumicino dove la gente parte spesso per andare a divertirsi” spiega Iosca, capelli neri e grinta da vendere.