L’opera “Gesù confido in te” è stata realizzata nel 2017 su tavola di legno con colori acrilici (35×25 cm circa). Il soggetto è legato a suor Faustina Kovalska, una religiosa polacca che il 22 febbraio 1931, a Plock, afferma di aver ricevuto una missione da parte di Gesù: realizzare un quadro che lo raffiguri, con una precisa iconografia e una frase da apporre in basso. L’immagine viene dipinta per la prima volta dall’artista Eugeniusz Kazimirowski. Vi lavora per sei mesi, con umiltà, apportando continue correzioni, sotto la diretta supervisione di Faustina, che non era mai convinta dell’operato, ma che racconta che Gesù le diceva di non preoccuparsi, perché l’opera, anche se non perfetta, avrebbe fatto ugualmente del bene.
Nel 1943-44, quando Faustina ormai non c’era più, viene realizzata una seconda versione dal pittore Adolfo Hyla: un quadro divenuto estremamente popolare forse perché più rispondente al gusto comune. Michel Pochet, leggendo gli scritti di Suor Faustina, si rende conto della portata mistica delle sue parole, ma il desiderio di realizzare l’opera nasce dal fatto che sentiva di detestare profondamente la versione popolare che essendo fatta, secondo lui, con l’intento di piacere, non poteva essere rispondente al concetto di vera icona, dove l’arte deve in qualche modo scomparire per lasciare il posto al divino. Perciò, come un atto di espiazione verso quel suo sentimento, un gesto di ammenda, come un ex-voto, si accinge a realizzare un’icona seguendo le precise indicazioni di Suor Faustina, dopodiché…cancellarla: “Dopo averla realizzata l’ho cancellata perché avesse ai miei occhi il valore di icona: quando l’arte è tolta” (Michel Pochet “Conversazioni con Tatiana Falsini”, 2026).Sì, coraggiosamente Pochet elimina il colore dalla superficie di legno: vuole sparire, desidera mettere da parte l’artista e la sua arte, perché possa parlare solo Dio. Dopo aver cancellato, vivendo un momento intimo di meditazione estetica, recupera le brevi tracce rimaste, ampliandole.
Lo sfondo dell’opera di Pochet, graffiato, strofinato, da cui fuoriesce la materia viva della tavola di legno, si trasforma in luce nuova che sembra penetrare nella materia e trasformarla. La figura di Gesù con la tunica bianca fuoriesce da quella stessa luce, al centro del quadro, in posizione eretta. Le sue mani sono segnate con il rosso vivo delle stigmate, la destra benedice, la sinistra apre la ferita sul torace, dalla quale dipartono i due raggi di luce che, nella versione pochettiana, sembrano due torrenti impetuosi in cui l’artista, attraverso il suo tipico linguaggio parla, inserendo nell’uno gocce di sangue e nell’altro onde: sangue e acqua. Il capo di Gesù è sovrastato dall’immagine di Dio Padre, aggiungendo un nuovo elemento e ampliando l’iconografia in una visione trinitaria. In basso a destra, Pochet pone la frase indicata da Santa Faustina, ma la trascrive in francese, nella sua lingua madre “Jésus, j’ai confiance en toi”: diventerà una preghiera intima da sussurrare in tanti momenti della sua vita.
Tatiana Falsini
