L’11 marzo 2024 nasceva a Venezia Franco Basaglia, un grande innovatore nel campo della salute
mentale e un riformatore della disciplina psichiatrica in Italia, ispiratore della Legge 180 del 1978
con la quale venne finalmente decretata la chiusura dei manicomi in Italia.
A 100 anni dalla sua nascita la città di Teramo, per ricordare la forza di un pensiero rivoluzionario
capace ancora oggi di essere uno strumento del presente, vuole ricordare le storie di tanti uomini e
donne ricoverate nel manicomio cittadino “Sant’Antonio Abate” proponendo di istituire ogni anno il
31 marzo la Giornata della Memoria dei Manicomi.
La data del 31 marzo non è casuale, dato che il 31 marzo 1998 l’ex Ospedale psichiatrico di
Teramo in Via Saliceti fu chiuso definitivamente.
La volontà di istituire una Giornata della Memoria dedicata ai manicomi, che da Teramo possa
estendersi a tutta Italia, è dettata dalla consapevolezza che la possibilità di attuare azioni e
politiche efficaci nel campo della salute mentale è legata anche alla capacità di tenere vivo nella
società il ricordo di quello che è stato per lunghi anni un luogo di sofferenza, reclusione e
negazione dei diritti umani. La memoria e la consapevolezza di ciò che è accaduto tra quelle mura
aiuteranno a far crescere una cultura dell’inclusione dei pazienti psichiatrici come persone
bisognose ma con gli stessi diritti degli altri.
La IV Giornata della Memoria del Manicomio è stata organizzata a Piazza S. Anna grazie alla
abnegazione di Claudio Appicciafuoco che ha vissuto dentro il manicomio per 38 anni come
Tecnico; era un esperto dell’elettroshock, esame allora molto in uso per i pazienti, e per 12 anni
dopo la pensione, è restato nella struttura per migliorare la condizione di vita dei malati, tramite
corsi di cucina e altre attività.
La manifestazione ha visto partecipi anche alcune associazioni del territorio come Cafè di San
Nicolò, Teramo Nostra e Il Raggio e ha visto anche la presenza del Sindaco di Teramo Gianguido
D’Alberto, ma la partecipazione più importante è stata quella di alcune scolaresche cittadine, che
non hanno memoria del manicomio, lo hanno visto solo come un immobile in abbandono, anche se
è notizia recente l’affidamento del primo lotto dei lavori di ristrutturazione di una struttura che vedrà
nel futuro nascere in quello che era un luogo di dolore, un luogo di cultura. È previsto infatti che la
facoltà di Scienze Politiche e Scienze della Comunicazione avranno i loro spazi lì insieme a sale per
le varie associazioni della Città di Teramo. Tutto ciò grazie al nuovo rettore dell’Università di
Teramo Cristian Corsi.
In chiusura, speriamo che questa manifestazione abbia lunga vita per sensibilizzare i giovani ad un
aspetto della società sempre più presente: l’aumento dei casi di malattie mentali è esponenziale e
avere coscienza del passato permette di affrontare meglio il presente.
Claudio Appicciafuoco