L’Inghilterra negli anni ’60: Swinging London.

Beatles, teenagers e dintorni.

Gli anni ’60, the sixties per gli Inglesi, rappresentano per il Regno Unito un decennio di profonda trasformazione. Dopo l’austerità post-bellica, con i razionamenti alimentari e la ricostruzione delle città bombardate, si assiste ad un miglioramento lento ma costante del tenore di vita e ad una rivoluzione culturale che enfatizza il nuovo, il moderno attraverso la musica, la moda e la letteratura. E’ una delle tante rivoluzioni incruente che hanno caratterizzato la vita politica e sociale dell’isola d’oltremanica nei secoli.

E’ “l’età dell’oro”, e per comprenderne la natura è necessario volgere lo sguardo verso gli USA perché è lì che scocca la scintilla della nuova epoca. Nel saggio “Dai Beatles a Tony Blair“, il critico anglista Roberto Bertinetti fa un’accurata analisi dei momenti salienti di un cambiamento i cui ritmi, almeno nella fase iniziale, vengono stabiliti oltreoceano. “La rivoluzione – osserva lo scrittore – esplode inizialmente nel 1956, quando un ragazzo poverissimo del Mississippi, Elvis Aaron Presley, fa la sua comparsa in tv e canta Heartbreak hotel. Dopo la sua esibizione, il mondo dei teenagers non è più lo stesso.” In effetti la figura del teenager si impone subito con nuove pretese ed aspettative. La famiglia non è più l’unico modello da guardare e seguire: la radio, la tv, il cinema sono i nuovi punti di riferimento.

Il film “Gioventù bruciata” (1955) con James Dean e il romanzo di formazione “Il giovane Holden“(1961) di J.D. Salinger, stanno a rappresentare il disagio, la ribellione e il profondo malessere adolescenziale che si concretizzano in gesti estremi e drammatici. Il messaggio non tarda ad approdare in Inghilterra, nazione ora molto diversa da quella che fino a pochi anni prima ha dovuto contare su consistenti aiuti americani. E’ un Paese che sta creando un nuovo modo di essere, impegnato a costruire la Swinging London, che da metropoli fuligginosa e grigia si appresta a diventare una città giovane, all’avanguardia e dove la creatività prevale sulle vecchie regole sociali. Anche in questo contesto emerge prepotentemente la figura del teenager, così ben descritta da Colin MacInnes in “Absolute Beginners”(Principianti assoluti, 1959). Il teenager britannico ha abbastanza denari in tasca da spendere in divertimenti e abiti, e vive il cambiamento con più ottimismo rispetto ai coetanei americani.

Imitando il rock USA ed Elvis Presley, si fanno strada quattro ragazzi di Liverpool, i Quarrymen, poi Beatles, che vengono invitati ad esibirsi in Germania. Riscuotono presto un grande successo scalando le classifiche delle vendite in poche settimane. John Lenno, Paul Mc Cartney, George Harrison e Ringo Star, “the fabulous four”, si esibiscono per hobby al Cavern Club di Liverpool. Le loro orchestrazioni sono efficaci, complesse, anche per l’introduzione di nuovi strumenti; hanno anche la fortuna di incontrare sulla loro strada Brian Epstein, un manager sempre in cerca di nuovi talenti. Grazie a lui, i “quattro di Liverpool” capiscono che “la musica poteva diventare business“, come dichiarerà più tardi John Lennon. E’ però necessario “ripulire” il look ed indossare abiti giusti ed appropriati “per un modo diverso di presentarsi al pubblico”, suggerisce loro Epstein.

Londra è il luogo ideale, il centro della moda dei giovani grazie ad una brillante stilista, Mary Quant, che creando la minigonna inaugura una nuova stagione nel campo dell’abbigliamento. I teenagers, stanchi di vestire come i loro padri e le loro madri, indossano abiti attillati, pantaloni alla zuava, calze nere elasticizzate, gonne almeno 10 cm. sopra il ginocchio, vestiti a palloncino e accessori colorati, e tutto accompagnato dal taglio dei capelli a caschetto. Viene alla ribalta anche la figura di Twiggy, un’adolescente dal corpo esile, dalle lunghe gambe e poche curve; in lei si identificano le britanne del dopoguerra, del tempo del duro lavoro e dei veloci spuntini.

Ma “...se Twiggy è l’adolescente della porta accanto – osserva in proposito Bertinetti – la donna fatale degli anni ’60 ha il volto e il fisico di Christine Keeler.” La Keeler è una giovane escort “oggetto” di “attenzioni” da parte di politici frequentatori di locali esclusivi londinesi, visitati anche da agenti segreti e spie d’oltre cortina. La cosa venne presto a galla, provocando le dimissioni del Ministro della Difesa John Profumo e, successivamente, del governo conservatore di Harold Mc Millan. Si è in piena guerra fredda e sulle spie gli Inglesi non sono disposti a transigere “anche perchè – continua il saggista – esiste un vero e proprio eroe della letteratura, un agente segreto senza macchie e senza paura, che tutela (almeno nell’immaginario collettivo), la fedeltà all’Alleanza Atlantica”.

L’agente in questione non è altro che James Bond…Ma questa è un’altra storia.