{"id":15945,"date":"2021-07-26T17:30:20","date_gmt":"2021-07-26T15:30:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/?p=15945"},"modified":"2021-12-21T16:10:53","modified_gmt":"2021-12-21T15:10:53","slug":"non-solo-fiori-del-male-quello-che-baudelaire-dice-ai-giovani-200-anni-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/2021\/07\/26\/non-solo-fiori-del-male-quello-che-baudelaire-dice-ai-giovani-200-anni-dopo\/","title":{"rendered":"Non solo fiori del male. Quello che Baudelaire dice ai giovani 200 anni dopo \u2026.."},"content":{"rendered":"\r\n<p>Sar\u00e0 che Baudelaire e \u201cLes fleurs du mal\u201d sono stati \u2018l\u2019oggetto\u2019 di un corso monografico per il mio esame di Francese all\u2019Universit\u00e0, sar\u00e0 che il docente era un giovane ma maturo madrelingua dalla pronuncia molle e sensuale e dal fascino \u201cmaledetto\u201dper noi fanciulle, sar\u00e0 che poi nella mia pi\u00f9 che trentennale esperienza di insegnante alle superiori partivo sempre da lui per spiegare il Decadentismo, mi piace ricordarlo nel bicentenario della nascita come si fa con \u00a0un vecchio amico di giovent\u00f9 la cui frequentazione non si \u00e8 mai interrotta.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-15946\" src=\"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/baudelaire.jpg\" alt=\"\" width=\"322\" height=\"375\" \/><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>\u201cApripista della poesia moderna\u201d come lo definisce Marco Cicala (il venerd\u00ec di Repubblica 5 -3-2021), \u201cpadre putativo dei cosiddetti poeti maledetti Rimbaud, Verlaine, Mallarm\u00e8\u201d come lo considera Barberi Squarotti (Letteratura), Baudelaire ha incarnato il disagio della generazione successiva al crollo del Positivismo e dell\u2019impero francese, il suo senso di sradicamento dalle certezze precedenti e di sconfitta dei valori della societ\u00e0 borghese che li aveva rappresentati.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ma non si pu\u00f2 considerare un rivoluzionario rispetto alla classe cui appartiene perch\u00e9 manifesta una continua tensione verso quei medesimi ideali che nello stesso tempo rifiuta, e soprattutto perch\u00e9 il rifiuto avviene con modalit\u00e0 pi\u00f9 simili a quelli di un dandy ribelle. Anche l\u2019accusa di maledettismo si addice pi\u00f9 ai suoi epigoni sopra citati che a lui, per il quale i \u201cparadisi artificiali\u201d erano un mezzo per curare i dolori delle sue malattie e \u00a0uno strumento estetico di poetica, pi\u00f9 che un emblema ideologico e politico.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Lo stesso Baudelaire infatti, nel saggio intitolato proprio \u201cI paradisi artificiali\u201d, articolato in 3 parti dedicate ad hashish, oppio e vino, dopo un elogio delle sostanze stupefacenti come mezzo per raggiungere \u201cil gusto dell\u2019infinito\u201d, le condanna perch\u00e9 uccidono la volont\u00e0, dicendo di preferire il vino che d\u00e0 pure l\u2019ebbrezza utile alla dilatazione e moltiplicazione dei sensi ma senza paralizzare l\u2019immaginazione.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Nell\u2019incipit, il poeta dedica lo scritto all\u2019amica-amante Jane, confessando\u201c: <em>A delle menti sciocche sembrer\u00e0 singolare, e persino impertinente, che una descrizione di volutt\u00e0 artificiali sia dedicata a una donna, la fonte pi\u00f9 comune delle volutt\u00e0 pi\u00f9 naturali. Tuttavia \u00e8 evidente che, come il mondo naturale penetra in quello spirituale, &#8230;la donna sia l&#8217;essere che proietta l&#8217;ombra pi\u00f9 grande o la luce pi\u00f9 grande nei nostri sogni. La donna \u00e8 fatalmente suggestiva; lei vive di un&#8217;altra vita, oltre alla propria; vive spiritualmente nelle fantasie che lei stessa ossessiona e feconda.<\/em>\u201d<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>\u00a0Non solo donna-angelo come la Beatrice di Dante ma anche donna-demonio come la Petra dantesca, in un dualismo senza soluzione in cui per\u00f2 in Dante e nel Medioevo erano allegorie di 2 codici letterari, stilistici e linguistici separati e diversi, mentre ora si fondono nella poesia e nell\u2019anima moderna come espressione della stesso pensiero e dello stesso atto creativo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>L\u2019antitesi insanabile alla radice dell\u2019ispirazione baudelairiana \u00e8 evidente gi\u00e0 nel titolo della sua unica pubblicazione in vita \u201cLes fleurs du mal\u201d (1857), dove i fiori non sono solo simbolo del bello, del bene, della felicit\u00e0 ma anche, e contemporaneamente, del brutto, del male, del dolore. La vita \u00e8 allo stesso tempo felice-infelice, estasi e dannazione, virt\u00f9 e vizi, elevazione e abisso, che rende l\u2019uomo perennemente scisso ma continuamente teso verso l\u2019unit\u00e0 e l\u2019armonia, in un rimbalzo incessante tra illuminazione e buio, vittoria e sconfitta, in un gioco di parti e ruoli scambievoli in cui a volte \u00e8 vittima, altre \u00e8 carnefice come in un\u2019operazione chirurgica.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>\u00a0Il poeta \u00e8 un \u201cAlbatros\u201d, il pi\u00f9 grande uccello dei mari che si eleva al di sopra degli altri in un isolamento sdegnoso ma anche doloroso perch\u00e9 incompreso e deriso dalla massa quando scende sulla tolda con tutta la sua goffaggine.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ai giovani piaceva molto l\u2019immagine di questo simbolo dello sradicamento e del disagio che anch\u2019essi vivevano, e vivono, rifugiandosi nei versi oppure nella comunicazione digitale dei social oppure, purtroppo, nei paradisi artificiali delle sostanze stupefacenti. Colpiva molto la sinestesia che Baudelaire descrive in \u201cCorrispondenze\u201d come fusione dei sensi che la natura stessa ci offre con i suoi simboli profani e insieme sacri e che solo il poeta riesce a raggiungere con l\u2019intuizione per decifrarne il mistero. Ma soprattutto li coinvolgeva lo stato di \u201cspleen\u201d che il poeta mette a nudo nell\u2019omonima poesia, tradotto come \u201cnoia\u201d ma che, come mette in guardia Alessandro D\u2019Avenia in un articolo sul Corriere della sera dal titolo \u201cLa Noia e il Nuovo\u201d, non corrisponde alla comune condizione \u201cdi chi non sa che cosa fare, ma all\u2019angoscia sottostante alla felicit\u00e0 moderna: pieni ma insoddisfatti, ebbri ma vuoti\u201d. E\u2019 un desiderio di infinito che non si pu\u00f2 soddisfare con cose finite e non si pu\u00f2 derubricare a bisogno.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Mi fa pensare alla noia leopardiana, che nello Zibaldone viene definita il sentimento delle animi nobili, perch\u00e8 solo queste possono avvertire lo scompenso tra finito e infinito che la genera. Uno stato filosofico-esistenziale, dunque, che mi evoca anche la noia di Moravia, espressione del disagio dovuto all\u2019impossibilit\u00e0 di aderire pienamente alla realt\u00e0, unito per\u00f2 al disgusto presente anche nell\u2019opera baudelairiana.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>\u00a0E soprattutto mi evoca la nausea di Sartre, in cui questi ingredienti sono compresenti. Sartre stesso defin\u00ec, secondo me molto acutamente, la noia di Baudelaire \u201ca volte il torpore, ma pi\u00f9 spesso un\u2019agitazione febbrile\u201d, come un demone che lo corrodeva per i suoi \u201cdue sentimenti contraddittori, l\u2019orrore della vita e l\u2019estasi della vita\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>\u00a0La componente del disgusto mi fa pensare all\u2019accidia di Cecco Angiolieri, un\u2019insoddisfazione perenne per il mondo e gli uomini, un umore nero (spleen \u00e8 termine inglese che significa milza) che gli generava quella \u201cmelancolia nera\u201d presente anche nei Romantici e poi nei Decadenti. Ovviamente, con le opportune distanze dovute ai secoli, che l\u2019hanno caricata di una componente filosofica e poi di angoscia esistenziale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-15947\" src=\"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/frasi-amore-rosa-baudelaire-700x700-1.jpg\" alt=\"\" width=\"315\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/frasi-amore-rosa-baudelaire-700x700-1.jpg 629w, https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/frasi-amore-rosa-baudelaire-700x700-1-290x300.jpg 290w, https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/frasi-amore-rosa-baudelaire-700x700-1-580x599.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 315px) 100vw, 315px\" \/><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Nella poesia di apertura della raccolta, \u201cAl lettore\u201d, il poeta si rivolge direttamente a chi lo legge, definendolo \u201cipocrita\u201d, nel senso etimologico di uno che finge nascondendosi dietro una maschera, uno che finge di vivere da sano mentre vive da malato, celando la sua noia.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>E quale potrebbe essere l\u2019antitesi della noia? Alessandro D\u2019Avenia, nell\u2019articolo sopra citato, la individua nel Nuovo, opposto ad essa gi\u00e0 nel titolo e ultima parola della poesia \u201cIl viaggio\u201d con cui si chiude la raccolta . \u201cIl Nuovo, l\u2019opposto della Noia che impedisce la partenza,&#8230;\u00e8 oltre ci\u00f2 che &lt;il mondo, monotono e piccolo, oggi\/ieri, domani, sempre&gt; pu\u00f2 dare,&#8230;\u00e8 inquietudine che diventa rischio ed esplorazione\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>\u00a0Come non pensare ad \u2018Al\u00e9xandros\u2019 di Pascoli perso in un sogno del fatale andare, che cercava di placare il suo desiderio d\u2019infinito con la scoperta e la conoscenza?<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>In Leopardi il desiderio di andare oltre la siepe portava al \u2018naufragar dolce nel mare\u2019, ma sempre in presenza di ragione; in Pascoli Alessandro Magno lo dissolve in un sogno onirico che riflette le pulsioni inconsce, diventando un Ulisse moderno.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Direi allora che l\u2019antitesi della noia \u00e8 il viaggio stesso, che spinse l\u2019Ulisse omerico alla ricerca di modi alternativi di vivere, le cui avventure rischiose con Circe, Nausicaa, Polifemo, diventano per Baudelaire una provvisoria evasione dall\u2019<em>ennui <\/em>quotidiano. L\u2019Ulisse di Omero torner\u00e0 a casa, dove altre lotte lo attendono, a differenza di quello dantesco che per aver superato i limiti della conoscenza delle Colonne d\u2019Ercole, trover\u00e0 la morte e l\u2019inferno. Anche il viaggio baudelairiano porta alla morte, ma non come punizione, bens\u00ec come approdo e liberazione.<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>200 anni fa nasceva Charles Baudelaire, un grande della letteratura francese: personalit\u00e0 inquieta, poeta straordinariamente moderno  ancora oggi  affascina i lettori dei suoi versi.<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":15949,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[16],"tags":[94],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v15.2.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Non solo fiori del male. 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