{"id":17017,"date":"2022-06-03T00:44:22","date_gmt":"2022-06-02T22:44:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/?p=17017"},"modified":"2022-06-03T00:44:26","modified_gmt":"2022-06-02T22:44:26","slug":"matilde-serao-e-il-mondo-della-comunicazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/2022\/06\/03\/matilde-serao-e-il-mondo-della-comunicazione\/","title":{"rendered":"Matilde Serao e il mondo della comunicazione"},"content":{"rendered":"\n<p>La figura di Matilde Serao ha un particolare interesse \u00a0anche per sue \u00a0sorprendenti affinit\u00e0 con una attivit\u00e0 oggi piuttosto estesa tra gli intellettuali ma dominante anche in altri campi sociali, che \u00e8 quella della comunicazione giornalistica\u00a0. E anche per questa caratteristica sarebbe impossibile analizzarla senza fare un esame, anche se per linee generali, dell&#8217;ambiente culturale e, soprattutto giornalistico, di Napoli in quel periodo.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ambiente di Napoli sul finire dell&#8217;Ottocento era molto movimentato, ricco di arte e cultura ma anche socialmente turbolento e contraddittorio: il popolo minuto viveva nella miseria assoluta\u00a0e le classi agiate si disinteressavano dei problemi sociali, oscillando tra la nostalg\u00eca per i Borboni e le simpatie per i Savoia. Sul piano culturale, in questa citt\u00e0 decaduta, dopo l&#8217;Unit\u00e0, da capitale del regno a citt\u00e0 quasi di provincia, esisteva una vistosa divaricazione tra \u00a0la vitalit\u00e0 del pensiero filosofico e il ritardo della produzione letteraria\u00a0che rimaneva\u00a0legata a un realismo istintivo, poco sorretto da una riflessione teorica. Per quanto riguarda la cultura filosofica,\u00a0basterebbe ricordare come molti degli intellettuali esuli per motivi ideologici durante il dominio borbonico, rientrati dopo l&#8217;Unit\u00e0, svilupparono in intelligente adeguamento alle nuove realt\u00e0 un robusto pensiero filosofico legato alla grande sintesi di Hegel. Non erano tutti nativi di Napoli, alcuni erano anche abruzzesi ma nell&#8217;universit\u00e0 napoletana si erano formati e in questa citt\u00e0 tornarono. Pensiamo ai fratelli Bertrando e Silvio Spaventa, a Francesco De Sanctis, a Luigi Settembrini. Alcuni, come De Meis \u00a0e Pasquale Villari, pur rimanendo lontani, a Bologna e Firenze, mantenevano contatti con l&#8217;ambiente napoletano. Alcuni di questi intellettuali scrissero anche opere letterarie ma prevalentemente nel campo della memorialistica come Settembrini e De Sanctis, quindi in qualche modo proiettati verso il passato.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul nuovo presente con le sue \u00a0contraddizioni di miseria e vitalit\u00e0, con le sue decadenze e insufficienze sociali, non si applic\u00f2 una produzione letteraria \u00a0sostenuta da una robusta convinzione teorica e capace, come aveva fatto Verga con la Sicilia, di rappresentare nella particolarit\u00e0 reale del mondo napoletano l&#8217;universale della condizione umana. La letteratura che si rivolse \u00a0a descrivere il mondo di Napoli fu una letteratura di consumo, povera di sostegno ideologico,\u00a0e anche per questo fitta di stereotipi\u00a0e priva di una profonda elaborazione formale. E tuttavia questa paraletteratura era capace di rappresentare con un realismo minuto gli aspetti della vita napoletana. Pensiamo ad esempio a uno scrittore umile e quasi incolto che fu per\u00f2 anche in un certo senso l&#8217;ispiratore di Matilde Serao, Francesco Mastriani. Mastriani fu autore di centinaia di romanzi \u00a0di consumo che si collegavano al feulleiton, al romanzo d&#8217;appendice francese e sempre pi\u00f9 nella sua produzione, pur con la grossolanit\u00e0 dei suoi strumenti stilistici, riusc\u00ec a dare un quadro del mondo popolano di Napoli. Nei suoi romanzi emergono i quadri dei bassi, dei mille mestieri di sopravvivenza inventati dalla fantasia del popolo napoletano e anche le vicende della camorra. I suoi romanzi ebbero successo non per meriti letterari ma perch\u00e8 egli sapeva intessere la narrazione con effetti di thrilling e anche per il suo atteggiamento semplicisticamente populistico che vedeva una automatica corrispondenza tra la povert\u00e0 e la virt\u00f9. Infatti nel \u00a0suo romanzo <em>Ombre<\/em> le prostitute appaiono come martiri.<\/p>\n\n\n\n<p>In una dimensione diversa, pi\u00f9 colta, pi\u00f9 rapportata alla cultura europea con il legame profondo all&#8217;idealismo di de Sanctis, Vittorio Imbriani \u00a0cerca di rappresentare la vita, i valori e anche il linguaggio del popolo. Ma l&#8217;opera di Matilde Serao \u00e8 pi\u00f9 legata alla narrativa del Mastriani anche per la sua maggiore facilit\u00e0 di accaparrarsi lettori, un effetto al quale l&#8217;abile professionalit\u00e0 giornalistica della Serao non era indifferente.\u00a0Del resto \u00a0questa scrittrice, per le vicende stesse della sua vita, \u00e8 completamente immersa nelle attivit\u00e0 culturali della sua citt\u00e0,\u00a0e i suoi \u00a0legami familiari ne indirizzano e determinano anche i percorsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il \u00a0padre era un giornalista liberale che si era rifugiato in Grecia a Patrasso per sfuggire alla persecuzione dei Borboni e qui, facendo un modesto lavoro di insegnante, aveva conosciuto e sposato la patrizia greca Paolina Borely. Qui nacque Matilde e da qui solo nel 1860, col tramonto del dominio borbonico, la famiglia torn\u00f2 a Napoli. L\u00ec l&#8217;adolescenza e giovinezza di Matilde sono segnate dalla forte volont\u00e0 di superare ostacoli oggettivi e soggettivi e, dopo avere lavorato per quattro anni come telegrafista, entra nel mondo del giornalismo. Le prime esperienze giornalistiche nella rivista <em>Capitan Fracassa<\/em> a Roma, il matrimonio con Edoardo Scarfoglio\u00a0che era un audace innovatore nel campo della comunicazione,\u00a0la conoscenza di D&#8217;Annunzio le danno la possibilit\u00e0 di entrare nel vivo non solo dei dibattiti culturali ma anche delle modalit\u00e0 operative della comunicazione a largo raggio, quella che si svolge attraverso i giornali. Lo dimostra anche l&#8217;attivismo con il quale sar\u00e0 fondatrice di giornali, prima <em>Il Corriere di Roma<\/em>\u00a0 in collaborazione con il marito e poi <em>Il Giorno <\/em>in competizione con il marito stesso dopo la separazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra l&#8217;altro\u00a0si dedica con fervore anche alle battaglie spregiudicate di opinione del marito e lo segue anche nelle disavventure giudiziarie per le numerose querele. Il marito la difender\u00e0 a sua volta\u00a0anche dalle accuse di corrruzione ma pi\u00f9 per convenienza propria che per solidariet\u00e0 vera. Anche nel soggiorno romano Matilde si dimostra subito proiettata verso la rappresentazione realistica del mondo. La vita di Roma, soprattutto degli ambienti politici, viene rappresentata nei romanzi <em>La conquista di Roma e Vita e avventure di Riccardo Joanna, <\/em>dove si notano molti influssi dannunziani. <\/p>\n\n\n\n<p>Il mondo della sua rappresentazione privilegiata \u00e8 per\u00f2 Napoli. Napoli \u00e8 rappresentata da lei attraverso l&#8217;inchiesta coraggiosa e appassionata de <em>Il ventre di Napoli<\/em>\u00a0\u00a0o come sfondo delle vicende del popolo napoletano, che \u00e8 il vero personaggio delle sue novelle, nel romanzo <em>Il paese di cuccagna<\/em>, scritto dopo il ritorno a Napoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Le vicende della sua vita ci rimandano comunque l&#8217;immagine di una donna forte, aperta verso la vita e verso il mondo, generosa al punto di prendersi cura della figlia illegittima del marito, coraggiosa al punto tale da lanciarsi nell&#8217;avventura imprenditoriale della fondazione di un nuovo giornale dopo la separazione dal marito. La sua figura tozza mostrata dalle testimonianze fotografiche era ben lontana dal rappresentare un mito\u00a0di attrattiva nelle linee estetiche dell\u2019epoca, eppure la sua determinazione e anche una capacit\u00e0 di azione spregiudicata la aiutano a farsi strada. <\/p>\n\n\n\n<p>La sua attivit\u00e0 letteraria comincia gi\u00e0 nella prima giovinezza sulla scia anche di una notevole ambizione ma c\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 profondo da esplorare: l\u2019atteggiamento sociale determinato\u00a0da una sua avversione ricambiata per gli ambienti mondani e da un interesse privilegiato per il mondo popolare (un atteggiamento criticato dal marito) e la irrefrenabile passione per il giornalismo. Sono anche queste le ispirazioni pi\u00f9 attive della sua opera letteraria. Tra le sue opere pi\u00f9 significative, che sono  quelle del periodo, chiamiamolo cos\u00ec, veristico, non possiamo trascurare la lunga novella <em>La virt\u00f9 di Checchina<\/em>, dove Matilde racconta con felicit\u00e0 descrittiva e con una benevola ironia le disavventure della semplice moglie di un medico rozzo e prepotente, la quale, corteggiata e affascinata da un nobile, non pu\u00f2 corrispondere al suo amore non per una scelta virtuosa di fedelt\u00e0 ma per la mancanza di piccoli oggetti (l&#8217;orologio-il biglietto da visita-il vestito) necessari per l&#8217;adulterio. Qui riesce a dare prova di quella capacit\u00e0 minuta di osservazione e descrizione<strong> <\/strong>che troviamo in forme pi\u00f9 volutamente raffinate in D&#8217;Annunzio. Inoltre la<strong>\u00a0<\/strong>pervasiva ironia<strong>\u00a0c<\/strong>on la quale esamina i tormenti piccolo-borghesi di Checchina sottrae \u00a0questa narrazione al pericolo del patetismo che invece viene sfiorato nelle altre opere. Purtroppo la carenza di un solido impianto ideologico e letterario si rivela nella apparossimativa mescolanza dei punti di vista che oscillano da quello interno alla sensibilit\u00e0 di Checchina a quello\u00a0moralistico dell&#8217;autrice (Di Caprio). Ma \u00a0l\u2019attivit\u00e0 esploratrice del giornalismo \u00e8 sempre l\u00ec a dare impulso alla sua scrittura.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il \u00a0ventre di Napoli<\/em>\u00a0\u00e8 un reportage volutamente\u00a0coraggioso di descrizione &#8211; denuncia della miseria napoletana \u00a0e di quel misto di rassegnazione e fantasia che si manifesta nel gioco del lotto. Il pittoresco viene per\u00f2 drammaticamente evitato con la messa in evidenza dei danni del gioco.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia la forte esigenza di aderenza alla vita che la Serao in persona riconosceva in s\u00e8 la porta dopo sei anni da quel reportage ispirato anche dal <em>Ventre di Parigi<\/em> di Zola a proiettare in forma narrativa l&#8217;osservazione nel romanzo<em>\u00a0Il paese di Cuccagna.<\/em> Qui l&#8217;osservazione della s<em>acra nevrosi<\/em>\u00a0del gioco si incarna ad esempio nella doloroso incontro delle due sorelle. La mancanza del paradigma dell&#8217;impersonalit\u00e0 fa scadere nel patetismo la dolente pietas che Verga era riuscito a sollevare a documento di vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante i difetti presenti anche nello stile sommario e confuso che l&#8217;autrice stessa attribuiva alla sua avventurosa formazione e che il marito aveva causticamente bollato, non possiamo non riconoscere nell&#8217;opera di Matilde Serao un interessante documento di una vita generosa e coraggiosa e il merito di avere portato nei testi le piccole cose della vita quotidiana con incisivit\u00e0 e passione. Forse anche per questo il giudizio di molti illustri scrittori dell&#8217;epoca fu lusinghiero. Noi a distanza di tempo possiamo forse pensare che anche Matilde Serao come altre donne scrittrici riesce in fondo a illuminare quell&#8217;altra faccia della luna oscurata e non illuminata neppure dal grande romanticismo \u00a0che \u00e8 rappresentato dai sentimenti che camminano nelle minuzie della vita quotidiana.<\/p>\n\n\n\n<p>E questo non \u00e8 un merito da poco n\u00e8 per la cultura n\u00e8 per la vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La figura di Matilde Serao ha un particolare interesse \u00a0anche per sue \u00a0sorprendenti affinit\u00e0 con una attivit\u00e0 oggi piuttosto estesa tra gli intellettuali ma dominante anche in altri campi sociali, che \u00e8 quella della comunicazione giornalistica\u00a0. 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