{"id":17025,"date":"2022-06-06T11:40:02","date_gmt":"2022-06-06T09:40:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/?p=17025"},"modified":"2022-06-07T10:39:20","modified_gmt":"2022-06-07T08:39:20","slug":"escursione-fra-natura-e-storia-nella-valle-degli-scoiattoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/2022\/06\/06\/escursione-fra-natura-e-storia-nella-valle-degli-scoiattoli\/","title":{"rendered":"Escursione fra natura e storia nella Valle degli Scoiattoli"},"content":{"rendered":"\n<p>La <em>Valle<\/em> \u00e8 attraversata da un torrentello, <em>Fosso Grande<\/em>, alimentato da fossi laterali fra cui uno, il pi\u00f9 importante, porta il nome di Fosso S.Angelo. All\u2019altezza di Nocella riceve le acque da Fosso Bianco un altro caratteristico fosso della montagna di Campli e da questo punto \u00a0prende il nome di Fiumicino che a S. Nicol\u00f2 confluisce nel Tordino.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sentiero si insinua tra Monticchio e la montagna delle Tre Croci terminando ad un valico detto <em>la Forchetta<\/em> a 1260 m . Il tracciato parte da <em>Case all \u2018Orso<\/em> di Battaglia a 650m e segna una via importante e praticata per secoli di collegamento tra i villaggi montani come Macchia da Sole con Campli eTeramo .<\/p>\n\n\n\n<p>Percorrendolo ci si imbatte in tre realt\u00e0 di valenza storica e di cui vale la pena riportare qualche riflessione:<\/p>\n\n\n\n<p>a) ruderi del convento dei SS.Mariano e Giacomo, \u00a0b) toponimo di nome S.Eremo, \u00a0c) toponimo di nome <em>li Bifari.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il primo \u00e8 adiacente a <em>Fosso Grande <\/em>e si presenta come una struttura articolata. Una parte era adibita a mulino difatti \u00e8 ancora visibile il locale che ospitava la ruota fatta muovere dalla spinta dell\u2019acqua proveniente dal bacino di accumulo ancora evidente. \u00c8 da notare che pi\u00f9 a valle, a 300 m circa, vi \u00e8 un altro mulino, anch\u2019esso diruto, noto alle genti di Battaglia perch\u00e8 ha lavorato fino al secolo scorso, quindi se si chiede dove sia il mulino l\u2019indicazione ci porta a quest\u2019ultimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le notizie sul convento sono scarse; il Palma nella sua <em>Storia ecclesiastica e civile della provincia pi\u00f9 settentrionale del Regno di Napoli <\/em>dice<em>:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E\u2019 degno di attenzione che alle radici de\u2019 monti, sotto la grotta appellata S.Eramo, nelle pertinenze di Rojano, vicino Fiumicello, si discernano vestigj di fabbriche nella contrada ancora detta S.Mariano.<br>Vuole la tradizione che un terribile scoscendimento delle soprapposte montagne del Cimaltese e del Poggio (due volte a d\u00ec nostri rinnovato ) del quale restano le pruove nella denominazione delle Lame che ora hanno quei luoghi, e nei grossi abeti che vi si trovano sotterrati a grande profondit\u00e0, avesse minacciato in modo il vecchio monastero e l\u2019adjacente casale Rojano, che gli abitanti di questo si videro costretti a fondare un nuovo Rojano in sito pi\u00f9 sicuro: i Monaci ad andare a stabilirsi in Nocella, seco portando la reliquia del Santo titolare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ho per vera s\u00ec fatta emigrazione, anche al riflettere che ne\u2019 dintorni dell\u2019antica S.Mariano stanno le principali possessioni della Badia, comech\u00e8 diminuiti dopo una certa permuta col Can. Andrea Fumi, Vicario generale di Campli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Comunque siasi, \u00e8 indubitabile che in S.Mariano di Nocella la conventualit\u00e0 era estinta nel 1128&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0La frana di cui parla il Palma si stacc\u00f2 da Monticchio, splendido cono con la cima a 1470m e ricoperto sul versante sud da un bel lecceto, e probabilmente si indirizz\u00f2 sul versante est che guarda <em>Case all\u2019Orso<\/em>. La data 1128 ci dice che il convento \u00e8 molto antico e che almeno nel sec XI i monaci si insediaraono nella valle. Pi\u00f9 avanti il nostro Autore dice:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8230; <em>Il Vannuzj, prescrive all\u2019Abate Giuseppe Manieri, ed al Rettore di S.Giacomo Giammaria Montorj, che ivi celebrassero la Messa festiva, un semestre per ciascuno: e permise a quei naturali lo scavare le sepolture.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nella visita del 1587 S.Giacomo non avea peranco il fonte battesimale. Suppongo importante che S.Pietro di Colle-Orsello sia stata curata, unita di buon\u2019ora alla Badia , e che ad essa si fosse surrogata S.Giacomo. Forse in questa s\u2019impiegarono eziandio i materiali di S.Pietro, leggendosi sull\u2019architrave della porta piccola l\u2019anno 1403 il quale alla fabbrica di S.Giacomo autorizzata nel 1449 non pu\u00f2 convenire.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nell\u2019eminenza in fatti che sovrasta alle Case all\u2019Orso, tutta di propriet\u00e0 dell\u2019Abate, non si scorge alcun rimasuglio di Chiesa: sebbene di S.Pietro si fosse rispettata la memoria, col dipingere l\u2019immagine di lui, insieme con quelle del nuovo titolare e de\u2019 SS Mariano e Giacomo, nella Chiesa sostituita.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Questa erigendosi, si commise lo sbaglio di piantarla poco lungi da un torrente, po\u2019 cui guasti, a giorni nostri, ha fatto mestieri abbandonarla e ricostruirla economicamente nell\u2019interno della superiore Battaglia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Non si era riflettuto che la soverchia legna, le quali tagliavansi alle lignature, vale adire il devastamento dei boschi avrebbe prodotto l\u2019ingigantimento di quel ripido fosso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La lettura di quest\u2019ultimo stralcio ci dice che l\u2019edificio conventuale venne riutilizzato per ospitare le chiese prima di San Pietro e poi di S.Giacomo per\u00f2 trovandosi contiguo a Fiumicello e sottostante ad un ripido pendio che nei tempi passati doveva essere spoglio a causa delle <em>lignature<\/em>, sottoponeva la chiesa ad azioni di natura idrogeologica che la rendevano insicura.<\/p>\n\n\n\n<p>Recentemeente, nel 2021 \u00e8 stato riaperto un bellissimo sentiero denominato <em>dei muretti<\/em>, opera realizzata un secolo fa, di esemplare maestria, che ha permesso un significativo miglioramento ambientale..<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi il versante, minaccioso un tempo, \u00e8 ricoperto da una bella lecceta mista ad altre specie conifere e cipressi etc che rendono l\u2019ambiente totalmente dominato dal verde e sicuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Andando oltre, si perviene alla seconda emergenza, in un punto in cui la valle stessa diventa pi\u00f9 stretta e cambia direzione quasi a fare angolo: sotto una modesta parete rocciosa si colloca un toponimo, <em>Grotta S.Eremo<\/em>. La carrareccia che passa tangente le rocce fu opera degli anni \u201860 del novecento e nella sua realizzazione le ultime vestigia dell\u2019eremo ne pagarono le conseguenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Di esso lo storico teramano Francesco Savini, nell\u2019opera <em>I Signori Di Melatino,notizie storico-critiche 1881<\/em>, dice:<br><em>Questa Chiesa, detta pur S.Eramo, ed ora distrutta, esisteva gi\u00e0 presso le scaturiggini del torrente Fiumicello e \u2019l villaggio Bifari ancor oggi scomparso. Nel luogo della Chiesa havvi una grotta appellata tuttora con l\u2019antico nome di S.Eramo. Riguardo al patronato melatiniano sulla medesima, possiamo arguirlo vuoi per vederla posta nel territorio di Melatino e vuoi per quel che siam per dire. Invero vedemmo noi gi\u00e0 (&#8230;.) nel libro censuale del capitolo aprutino del 1348 alcuni della famiglia Di Gozzano godere del possesso di una parte del feudo di Melatino ed ora veggiamo in quel libro apparire il patronato de\u2019 medesimi sulla Chiesa di S.Erasmo de Melatino&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Altri studiosi contemporanei per\u00f2 attribuiscono l\u2019eremo fra le dipendenze di S.Angelo a Volturino, importante archicenobio sulla montagna dei Fiori.<\/p>\n\n\n\n<p>A tal proposito, osservando la toponomastica, sono pervenuto alla conclusione che il nome antico sia S.Angelo di Nocella, successivamente &nbsp;cambiato in S.Erasmo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi spiego:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>La scintilla \u00e8 scoccata nell\u2019osservare la cartina della Valle, fra i nomi dei numerosi fossi ve n\u2019\u00e8 uno importante che porta il nome di <em>fosso S.Angelo<\/em> e passa vicino al nostro eremo, e poich\u00e8 non vi \u00e8 altro possibile referente, ho supposto che il nome del fosso sia l\u2019antico nome dell\u2019eremo.<\/li><li>Esiste un documento di Innocenzo IV del 1252 in cui si elencano i possedimenti e gli eremi dipendenti da S.Angelo a Volturino, l\u2019elenco si chiude citando S.Angelo di Nocella.<br>Allora mi sono posto alla ricerca di S.Angelo alla Nocella ,ma ivi si notano solo SS. Mariano e Giacomo. Per\u00f2 un S.Angelo c\u2019\u00e8, lo dice il Palma ricordando che un tempo la Nocella aveva tre porte : da capo, da piedi e S.Angelo a settentrione! Quest\u2019ultima porta, ora non pi\u00f9 esistente, si indirizzava verso la scarpata fluviale di Fiumicino, strada naturale per il nostro eremo.Il cerchio si stringe ancora.<\/li><li>\u00c8 illuminante il libro di Raniero Giorgi : <em>La grotta di S.Angelo e l\u2019Ordine Eremitico di S.Benedetto<\/em>. In uno degli ultimi paragrafi si legge : <em>Con la fine del secolo XIII intanto, incomincia il processo di disgregazione del patrimonio degli eremiti, causato dalla dilapidazione che i Priori Generali, seguendo il triste esempio di Ildebrando e Campone,famigerati abati di Farfa, andavano operando.<br>Da un\u2019energica lettera, spedita al Vescovo di Teramo da Bonifacio VIII il 26 marzo 1302, veniamo a conoscere infatti che alcuni priori avevano ceduto a chierici e laici -decime,terre,case, vigne,selve, prati, molini<\/em> &#8230;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>I Melatino potrebbero aver colto il momento opportuno per ampliare il loro feudo incamerando S.Angelo di Nocella, il che determin\u00f2 anche il cambio di nome da S.Angelo in S.Erasmo. Monticchio era detta la montagna dei Melatino, non lontano il colle dei Melatino coll\u2019omonimo Castello, la Nocella con la splendida torre. Tutto ci\u00f2 ci ricorda che questi luoghi furono la culla del loro feudo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ormai quasi alla Forchetta vi \u00e8 una zona pratosa e pianeggiante, circondata dal bosco: sulla carta vi \u00e8 segnato un rudere, <em>Casa Menghini, <\/em>pi\u00f9 in l\u00e0 un toponimo<em>, i Bifari.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il nome di questa valle per la gente di Battaglia \u00e8 <em>li Bifari o<\/em> anche <em>lu ciardin<\/em> ; ilcambio di nome in <em>valle degli scoiattoli<\/em> \u00e8 una acquisizione recente.<\/p>\n\n\n\n<p>Villa Bifari era un abitato ora scomparso: \u00e8 quello che vien fuori se si chiede.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad una decina di metri da <em>Casa Menghini<\/em>, invece, in un boschetto, se si guarda attentamente fra le radici degli alberi ed i muschi che ricoprono il terreno, ecco che la Villa riemerge da quei lontani anni di met\u00e0 seicento, quando per combattere il banditismo il governo di Napoli fece distruggere pi\u00f9 d\u2019un villaggio di questi monti.<\/p>\n\n\n\n<p>Pancrazio Palma dice in <em>Compendio della storia civile del Pretuzio detta nei bassi tempi Aprutium<\/em> (ed. 1856)<br><em>In una nuova numerazione dei fuochi ordinata nel 1656, ma inviata nel 1658, allorch\u00e8 cess\u00f2 il contagio, s\u2019incontra pi\u00f9 di un profugo a causa delle passate rivoluzioni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Per Villa Bifari nei pressi di Battaglia si porta \u00a0un sol fuoco per essere stata desolata ai tempi del preside Pignatelli, insieme con altre che avessero avute meno di dieci famiglie.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ci\u00f2 spiega cosa fossero le demolizioni delle fortificazioni dei banditi riferite dal Parrini, cio\u00e8 la distruzione di abituri di poveri villani.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Con un po\u2019 di attenzione si intuiscono profili di muri a pietra ormai al pari del terreno, fra le radici coppi, frammenti di ceramiche , chiodi, insomma <em>una foto<\/em> di quasi 400 anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p>Se ci si affaccia sulla Valle e si guarda in direzione del mare, la valle si chiude su S.Eremo (S.Angelo) e si ha l\u2019impressione che sia stato messo l\u00ec a protezione degli abitanti di questo antico nucleo.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardando le pareti rocciose della montagna di Campli, si nota lo sviluppo verticaleggiante di un bel sentiero denominato <em>ciammarichella<\/em> in ricordo di un <em>brigante<\/em> dei primi dell\u2019ottocento.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre la Forchetta, una grotta appollaiata sotto le <em>murate <\/em>\u00e8 detta<em> dei Briganti, <\/em>dove<em> qualcuno vi trov\u00f2 un tesoro e si arricch\u00ec<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>P.S. Il Comune di Campli, in collaborazione con il CAI Val Vibrata, si \u00e8 adoperato egregiamente al ripristino dei sentieri e della segnaletica, rendendo la montagna pi\u00f9 facilmente praticabile.<\/p>\n\n\n\n<p>In rete \u00e8 disponibile la carta dei sentieri all&#8217;indirizzo:<\/p>\n\n\n\n<p>https:\/\/montigemelli.it\/cartografie\/openlayers.html  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Valle \u00e8 attraversata da un torrentello, Fosso Grande, alimentato da fossi laterali fra cui uno, il pi\u00f9 importante, porta il nome di Fosso S.Angelo. All\u2019altezza di Nocella riceve le acque da Fosso Bianco un altro caratteristico fosso della montagna di Campli e da questo punto \u00a0prende il nome di Fiumicino che a S. 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