{"id":17139,"date":"2022-09-01T14:58:47","date_gmt":"2022-09-01T12:58:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/?p=17139"},"modified":"2022-11-24T11:15:59","modified_gmt":"2022-11-24T10:15:59","slug":"elsa-morante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/2022\/09\/01\/elsa-morante\/","title":{"rendered":"Elsa Morante"},"content":{"rendered":"\n<p>Un ricordo della scrittrice del romanzo <em>L&#8217;isola di Arturo<\/em>, ambientato a Procida, proclamata Capitale della Cultura per il 2022 <\/p>\n\n\n\n<p> Nel parlare di Elsa Morante, mi capita di avvertire, come accadeva a Gianna Manzini nell\u2019affrontare la figura del padre, una specie di remora, di impuntatura, certamente non per gli stessi motivi profondamente e visceralmente esistenziali che la ostacolavano, ma forse per una ragione del&nbsp;tutto pi\u00f9 banale, di gusto letterario. A me sembra che nell\u2019attivit\u00e0 di questa scrittrice ci sia una tale pienezza di pensiero, di parola, ma anche di sensibilit\u00e0, che diventa quasi difficile rintracciare i fili conduttori della sua ispirazione e anche dei suoi risultati artistici. E tuttavia cercher\u00f2 di penetrare, come posso, in quel groviglio denso di sentimenti e di parole che mi pare di trovare nella sua opera. Forse &nbsp;bisogna partire dalla sua infanzia, non soltanto perch\u00e9 in ogni essere umano ogni momento primario dell\u2019affacciarsi alla vita segna un imprinting particolare per&nbsp;le future attivit\u00e0 ma anche per un motivo tutto specifico: Elsa Morante fu una scrittrice precocissima. Lei stessa in alcune interviste ci comunica che gi\u00e0 prima dei dieci anni&nbsp;aveva iniziato \u201cIl mio primo libro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non si trattava soltanto di una delle tante e diffuse esperienze di scrittura infantile che molte bambine cominciano per bisogno di esprimersi&nbsp;e magari poi&nbsp;abbandonano entrando nella vita adulta: l\u2019esigenza e le capacit\u00e0 erano pi\u00f9 radicate in profondit\u00e0. Elsa continua anche nell\u2019adolescenza e per tutta la vita a scrivere, a pubblicare in riviste varie, da <em>I diritti della scuola<\/em>&nbsp;&nbsp;al <em>Corriere dei<\/em>&nbsp;<em>piccoli<\/em>. Scrive tanto anche perch\u00e9 a solo diciotto anni, con una &nbsp;spregiudicatezza e libert\u00e0 quasi inimmaginabili nell\u2019Italia degli anni trenta, va a vivere&nbsp;fuori della famiglia e deve mantenersi da sola. Scrive di tutto, anche tesi di laurea, poesie (non pagate) e racconti (pagati). Borghese per cultura, la sua \u00e8 una famiglia di insegnanti con un padre solo anagrafico e un padre naturale assente, ma popolana per condizioni economiche&nbsp;e anche per contesto esistenziale. Elsa per\u00f2 ha modo di conoscere anche il mondo dell\u2019aristocrazia. Una parente, sua madrina, ha sposato un nobiluomo e la porta per un certo periodo dell\u2019infanzia a vivere con s\u00e9 nella sua villa del quartiere Nomentano dove lei si fa notare per la sua bravura di piccola scrittrice di favole teatrali. <\/p>\n\n\n\n<p>La prima &nbsp;importante opera di Elsa scrittrice, il romanzo <em>Menzogna e sortilegio<\/em>, che ottiene il Premio Viareggio nel 1948 e le fa raggiungere la fama, sta l\u00ec a testimoniarci la sua ricchezza di sensibilit\u00e0, come avvolta e sostenuta da una ricchezza di parole, da una capacit\u00e0 di immaginare e raccontare che diventano perfino eccessive, quasi barocche e si amalgamano con una sensibilit\u00e0 accesa, ridondante anche nella scrittura. I personaggi di questo romanzo sono tutti affascinati dai miti della nobilt\u00e0 e della bellezza, sperduti in amori intricati e non corrisposti o non corrispondenti, e cercano di evadere dalla realt\u00e0 attraverso la menzogna dei loro miti, appunto i sortilegi. L\u2019ambiente meridionale, forse siciliano di fine ottocento, offre il contesto adatto a questo intrico di passioni mascherate di personalit\u00e0 nevrotiche, tratteggiate in maniera sapiente. A questa &nbsp;tematica di una vita sociale e psicologica contorta e sovrabbondante si adatta perfettamente lo stile, un linguaggio&nbsp;di grande tecnica artistica ma anche enfatico, quasi eccessivo nelle tonalit\u00e0 descrittive, tanto da fare pensare a una voluta esagerazione a scopo ironico. Natalia Ginzburg rimane affascinata dal romanzo, Pavese invece discute sempre con Elsa venuta a Torino perch\u00e9 non ne condivide idee e stile. Pensando alla severa asciutta scrittura di Pavese, non stento a credere che quella della Morante potesse essere veramente lontana dai suoi gusti. <\/p>\n\n\n\n<p>La sua vita, intanto, \u00e8 gi\u00e0 pienamente immersa in un ambiente intellettuale: ha conosciuto Moravia nel 1936, lo ha sposato nel 1941 con matrimonio religioso imposto da lei, per quella sua fede ancestrale ed intensa come la sua scrittura. Nove anni dopo, nel 1957, ottiene ancora un premio: il prestigioso Strega, con la pubblicazione dell&#8217;opera <em>L\u2019isola di Arturo<\/em>, ambientata a Procida, che lo scorso anno \u00e8 stata proclamata Capitale della cultura per il 2022. Romanzo di formazione come lo era stato <em>Agostino<\/em> di Moravia, racconta il passaggio dall\u2019adolescenza alla giovinezza di Arturo, un ragazzo orfano di madre, con un padre misterioso e sfuggente che dopo periodiche assenze, gli riporta in casa come matrigna una ragazza popolana quasi sua coetanea, selvatica e onesta, Nunziatina. Il padre continua nelle sue misteriose assenze, che pi\u00f9 tardi si scopriranno dovute a incontri omosessuali, e Arturo si avvicina sempre pi\u00f9 a Nunziatina anche lei attratta ma che per onest\u00e0 lo respinger\u00e0. Arturo intanto scopre i segreti del padre, si avvia alla vita adulta e abbandona Nunziatina che sar\u00e0 anche abbandonata dal marito. Il pregio maggiore di questo romanzo, oltre al fascino delle descrizioni paesaggistiche, \u00e8 la raffinata indagine psicologica sui personaggi. <\/p>\n\n\n\n<p>Il romanzo pi\u00f9 famoso di Elsa Morante \u00e8 comunque senz\u2019altro <em>La storia<\/em>&nbsp;che lei impose all\u2019editore Einaudi di pubblicare in edizione economica. Il perch\u00e9 di questa scelta \u00e8 determinato dall\u2019intento ideologico di mostrare le sopraffazioni degli eventi storici sugli umili, un intento populistico definito rousseuiano che si manifesta nel delineare l\u2019innocenza calpestata del mondo popolare (che la scrittrice aveva avuto modo di conoscere nella sua infanzia al Testaccio) e soprattutto nel dimostrare, con un atteggiamento quasi di rivolta contro ogni potere, come la storia opprima gli innocenti. L\u2019ambientazione temporale \u00e8 il periodo della seconda guerra mondiale, quella spaziale \u00e8 la Roma popolare della guerra. Gli umili sono rappresentati dalla povera maestra vedova Ida Ramundo, dal giovane e un po\u2019 bullo figlio avuto dal marito, Nino, e dal figlio Useppe che le nascer\u00e0 per uno stupro subito da un soldatino tedesco. Ida \u00e8 una figura vittima della guerra ma quello che colpisce di lei,  come scrive Carlo Sgorlon, \u00e9 &nbsp;il profondo senso della maternit\u00e0. Per suo figlio arriva perfino a violare la sua naturale onest\u00e0 e a rubacchiare. La figura pi\u00f9 incantevole e pi\u00f9 innocente del romanzo \u00e8 quella di Useppe, il bambino che nasce da un incontro non voluto, fragile socialmente e fisicamente perch\u00e9 soffre di epilessia, che vive quasi tutto il giorno con la compagnia del suo cane Bella mentre la madre \u00e8 a scuola. Useppe \u00e8 un bambino innamorato della vita e del fratello maggiore Nino che morir\u00e0 tragicamente. Le pagine che descrivono la sua morte, assistito solo dal fedele cane, sono molto commoventi &nbsp;e la scrittrice non manca di commentarne la profonda ingiustizia<\/p>\n\n\n\n<p>Il successivo romanzo della Morante <em>Aracoeli <\/em>sembra tornare alle cupe e intricate atmosfere del primo periodo nella descrizione di un personaggio di donna&nbsp;quasi misteriosa: una bella ragazza andalusa che dopo una malattia diventa ossessionata dal sesso&nbsp;e che viene rievocata dalla ricerca del figlio Manuele. Questa atmosfera torbida e ombrata dal terrore della malattia sembra quasi preannunciare gli ultimi momenti di vita di Elsa,&nbsp;che dopo avere tentato il suicidio alla scoperta di essere gravemente ammalata, morir\u00e0 nel 1985 . <\/p>\n\n\n\n<p>Certamente Elsa Morante \u00e8 stata una scrittrice di grande capacit\u00e0 narrativa e anche coerente nella sua variegata contestazione delle ingiustizie del potere ma, e questa \u00e8 solo una mia opinione di semplice lettrice, forse una maggiore capacit\u00e0 depurativa degli eccessi sentimentali e stilistici avrebbe reso pi\u00f9 efficace il suo messaggio.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un ricordo della scrittrice del romanzo L&#8217;isola di Arturo, ambientato a Procida, proclamata Capitale della Cultura per il 2022 Nel parlare di Elsa Morante, mi capita di avvertire, come accadeva a Gianna Manzini nell\u2019affrontare la figura del padre, una specie di remora, di impuntatura, certamente non per gli stessi motivi profondamente e visceralmente esistenziali che&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":66,"featured_media":17142,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[16],"tags":[110],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v15.2.1 - 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