{"id":17309,"date":"2022-10-15T10:23:14","date_gmt":"2022-10-15T08:23:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/?p=17309"},"modified":"2022-11-24T11:18:28","modified_gmt":"2022-11-24T10:18:28","slug":"il-bambino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/2022\/10\/15\/il-bambino\/","title":{"rendered":"Il bambino"},"content":{"rendered":"\n<p>di Massimo Cecchini, Neri Pozza, 2022<\/p>\n\n\n\n<p><em>Oggi chi potrebbe parlare di minorati, di idioti, di deficienti in un mondo interamente deforme?<\/em> La citazione da Italo Calvino, <em>La giornata di uno scrutatore<\/em>, posta ad esergo del bel romanzo di Massimo Cecchini, <em>Il bambino<\/em>, apre uno squarcio sul mondo che andremo a lambire durante la densa e vorace lettura dell\u2019opera.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 parlare di deformi, di minorati in questa realt\u00e0 in cui assistiamo ad una deriva dei valori, in cui i figli uccidono i padri e viceversa, in cui gli uomini fanno fuori le donne e viceversa? E come far fronte alla nascita di un bambino malato, anzi malatissimo, affetto da idrocefal\u00eca, come Angelo Bonaventura?<\/p>\n\n\n\n<p>Se molti, in questo mondo squinternato, rinnegano quella tipologia di figlio, consegnandolo alle strutture apposite, la giovane coppia di genitori dimostra una dedizione commovente e si unisce nella tutela del bambino. S\u00ec, perch\u00e9 il dolore \u00e8 una medaglia rovesciabile: allontana, divide, corrode, uccide, ma altrettanto unisce, rafforza, cementa i rapporti umani.<\/p>\n\n\n\n<p>La nascita di Angelino irrompe nella vita di Pietro e Anna a scompigliare le carte del destino di un\u2019esistenza ordinaria di due giovani sposi della borghesia romana, che si apprestano a vivere una vita di agi, tra belle amicizie e campi da tennis. Una vita desiderabile, quale quella che sogniamo da giovani, spinti dalla forza impetuosa dell\u2019amore. Tutti abbiamo diritto a costruirci la vita secondo i nostri bisogni pi\u00f9 profondi, massime da giovani. Ecco che il sogno di una famiglia del mulino bianco, con figli sorridenti, forti e vigorosi, in equilibrio psicofisico, quale quello che si augura il medico Erissimaco nel <em>Simposio <\/em>platonico, si infrange contro gli scogli della dura realt\u00e0. La gestazione non faceva prevedere nulla di buono: <em>Prima cominciarono a manifestarsi delle piccole perdite, poi venne il rischio del distacco della placenta, cosa che la costrinse a restare a lungo a letto, coltivando incubi premonitori su un figlio colpito da una sfortuna dai contorni ancora misteriosi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Poi l\u2019evento traumatico: <em>Aveva &nbsp;gli occhi ciechi, la bocca sempre aperta, la saliva libera, il grido gutturale, la forza animale, la risata misteriosa, il capriccio infantile, la parola e il dolore incomprensibili, la purezza dei poveri di spirito<\/em>. Dal potente incipit si dipana la storia di Angelino dagli anni \u201960 fino ai nostri giorni, in cui lo scrittore con uno stile classico, ampio e disteso, ma al contempo aspro e incisivo, ci conduce dentro un\u2019avventura di dolore e coraggio, di tormento e amore, di forza che non recede anche di fronte alla sventura pi\u00f9 atroce: la nascita di un figlio idrocefalo, di cui si pronostica una rapidissima morte.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 la narrazione di una storia reale ( Angelino muore a maggio dello scorso anno), ricostruita con una dovizia di particolari che <em>affannano e consolano<\/em>, perch\u00e9 lo scrittore ci guida per mano con una perizia ammirevole, tipica di chi mastica benissimo la lingua italiana, bench\u00e9 questa sia opera di esordio. Certo lo aiuta la sua navigata carriera di giornalista sportivo della <em>Gazzetta<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni sussulto, movimento, sorriso sghembo, richiamo, grido gutturale, silenzio, orrore, dolore, affanno viene colto dalla giovane coppia con una metafisica laica di estremo coraggio. Il bambino ha bisogno di cure sempre pi\u00f9 attente, perch\u00e9 la sua malferma salute si aggrava crescendo. I tempi si ribaltano, perch\u00e9 \u00e8 sveglio di notte, dorme di giorno. I genitori sono costretti a corse notturne in macchina perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unico modo per tenerlo calmo. Il Bambino concentra su di s\u00e9 tutte le energie della coppia che poi viene supportata dall\u2019aiuto di una serie di personaggi, innanzitutto le due domestiche filippine, Nora e Roselyn che accompagnano i Bonaventura per larga parte della vita. Poi c\u2019\u00e8 l\u2019autista Lorenzo: tutto, insomma, si coagula per aiutare Angelino, che arriver\u00e0, contro ogni pronostico, a toccare la soglia dei sessanta anni.<\/p>\n\n\n\n<p>I primi mesi del bimbo passarono lieti, nulla faceva presagire il dolore insensato che avrebbe toccato senza vie d\u2019uscita la giovane coppia: <em>Il periodo neonatale \u00e8 fatto di suoni. Nell\u2019allungamento di una vocale, la scoperta di una sillaba, ognuno pu\u00f2 indovinare ci\u00f2 che desidera. Probabilmente, per un genitore, non ci sono momenti pi\u00f9 belli di quelli in cui il figlio, appena venuto dall\u2019acqua, sia interpretabile a piacimento, senza possibilit\u00e0 di contraddittorio, come uno strano pesce con le gambe che misteriosamente ci somiglia. In questo, Angelo non fu diverso dagli altri, cos\u00ec da riuscire a vivere agevolmente i primi e ultimi mesi della sua mimetizzazione sociale. Non era tempo di frasi compiute. Il bambino poteva camuffare la propria diversit\u00e0\u2026 Al circolo del tennis tutti sono calamitatati dalla paciosit\u00e0 del neonato: Angelino, fatti regalare una racchetta da tennis da tuo padre. Vedrai che ci metterai poco &nbsp;per diventare pi\u00f9 bravo di lui &#8211; scherzavano gli amici sotto gli ombrelloni del bar.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Come pu\u00f2 essere malvagia la realt\u00e0, come insensato il dolore, come se tutti gli dei concentrassero i loro super poteri perch\u00e9 il gioco dei dadi non torni!<\/p>\n\n\n\n<p>Cecchini, senza nessuna patina di moralismo o di falso pietismo, sviscera con acrib\u00eca chirurgica i sintomi di una patologia altamente invalidante, registrando ogni nota e ogni verso che essa assume, puntando gli occhi fermi \u00a0senza mai recedere o voltare lo sguardo, come sarebbe pi\u00f9 comodo. Cos\u00ec fanno gli amici che si allontanano per non disturbare o chi si vergogna per una occhiata di troppo. Notevole lo scandaglio psicologico della personalit\u00e0 dei genitori e di chi ruota attorno al Bambino fin dalle prime pagine per l\u2019intera durata del romanzo con l\u2019occhio sempre fisso ad indagare, interpretare la realt\u00e0 che si squaderna dura e faticosa, ma anche gioiosa, sulle note delle canzoni di Mina che il Bambino sembra apprezzare. I genitori rinunciano subito a trasferire il Bambino in un Istituto e mettono a dura prova la loro capacit\u00e0 di resistenza, dilapidando tutto il loro ricco patrimonio e rinunciando alla loro professione e alla frequentazione dei circoli di tennis e di amici.<\/p>\n\n\n\n<p>Il romanzo si rivela, fin dalla citazione posta ad esergo, di taglio sociologico: come collocare in questa realt\u00e0 deforme un figlio con gravissimo handicap? Come non rinnegare ma garantire un&#8217; esistenza dignitosa ad un essere umano, anche quando<em> tutto si rivela senza speranza, quando siamo vittime della Necessit\u00e0 divina<\/em>? Come non disperare, ma farsi carico con fede laica della creatura portata in grembo? Anche quando la madre morir\u00e0, sar\u00e0 il padre ad assumersi l\u2019alta responsabilit\u00e0 con le figure di supporto.<\/p>\n\n\n\n<p>Un libro coraggioso e potente che ci pone di fronte a interrogativi di ordine morale, aprendo squarci di riflessione per cui si pu\u00f2 dire ci\u00f2 che si suole dire dei migliori libri: ci trasforma dentro, ci scava, ci comanda urgentemente di assumere una posizione e ne usciamo migliori di quando vi siamo entrati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Massimo Cecchini, Neri Pozza, 2022 Oggi chi potrebbe parlare di minorati, di idioti, di deficienti in un mondo interamente deforme? 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