{"id":17413,"date":"2022-12-03T18:19:39","date_gmt":"2022-12-03T17:19:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/?p=17413"},"modified":"2024-01-11T18:36:47","modified_gmt":"2024-01-11T17:36:47","slug":"ludovico-ariosto-parla-al-nostro-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/2022\/12\/03\/ludovico-ariosto-parla-al-nostro-tempo\/","title":{"rendered":"Ludovico Ariosto parla al nostro tempo"},"content":{"rendered":"\n<p>Tra la variet\u00e0 &nbsp;degli aspetti del poema dell\u2019Ariosto&nbsp;che si &nbsp;potrebbero esaminare e ai quali porre domande mi sembra particolarmente intrigante l&#8217;analisi di&nbsp;che possa dire questo affascinante arazzo dell\u2019<em> Orlando furioso<\/em>, intessuto nello splendido Rinascimento, al nostro Duemila aggrovigliato e anche oscuro. Del resto,&nbsp;tutti sappiamo che &nbsp;un classico \u00e8 tale proprio perch\u00e9 il suo fascino non si esaurisce con lo scorrere del tempo ma vive anche dopo&nbsp;l\u2019inattivit\u00e0 segnata dall\u2019interruzione viitale dell\u2019autore. A tal fine, ho svolto alcune riflessioni su questo geometrico volo della fantasia che \u00e8 il poema di messer Ludovico.<\/p>\n\n\n\n<p>Ariosto apparentemente non \u00e8 un grande innovatore, perlomeno&nbsp;non un rivoluzionario: sceglie con il poema un genere tradizionale di scrittura, un grande contenitore narrativo modificato&nbsp;nel empo secondo il modificarsi del costume e adatto al suo pubblico di corte, perfettamente inserito negli schemi sociali e intellettuali del suo tempo. E tuttavia, se volgiamo lo sguardo alla sua personalit\u00e0, ci colpiscono alcune caratteristiche notevoli per la diversit\u00e0 rispetto al clich\u00e9 dell\u2019intellettuale tradizionale. Ariosto vive una vita non avvolta da quella sacralit\u00e0 della scrittura che appariva in Petrarca ma occupata e misurata&nbsp;dalle incombenze&nbsp;della vita comune famigliare e sociale con le sue fatiche, gli impegni e i problemi di accettazione quotidiana. Lo vediamo bene nella sorridente amarezza delle&nbsp;sue <em>Satire<\/em>. In questa chimiamola normalit\u00e0, gi\u00e0 ci appare una prima prssimit\u00e0 all\u2019autore moderno.&nbsp;Quello che per\u00f2 \u00e8 quasi prodigioso in lui \u00e8 la capacit\u00e0 di &nbsp;restare fedele a se stesso senza partire lancia in resta contro i condizionamenti esterni, quella sua &nbsp;leggerezza nel mantenere&nbsp;una interiore libert\u00e0 senza strombazzamenti eroici attraverso la mirabile competenza della complessit\u00e0&nbsp;del mondo e degli uomini, con il &nbsp;la difesa sempre presente del senso del limite&nbsp;umano attraverso uno sguardo razionale. E allora in questa sua lucidit\u00e0 della ragione appare la fondamentale distanza da un tempo come il nostro, dove la cultura cede spesso all\u2019ebbrezza della spettacolarit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, da questo poeta che non si pu\u00f2 considerare nostro contemporaneo (e non solo per lontananza temporale) e da questo poema che pare&nbsp;pi\u00f9 lontano dalla nostra terra come un\u2019aerea&nbsp;mongolfiera sopra il nostro cielo, emerge una notevole possibilit\u00e0 di trovare confronti e perfino similarit\u00e0 con i nostri orizzonti .<\/p>\n\n\n\n<p>Se proviamo a partire dall\u2019osservazione del contesto&nbsp;nel quale si svolgono&nbsp;la&nbsp;vita e la scrittura di Ariosto, potremmo definirlo epoca della contraddizione. Una contraddizione tra la grande&nbsp;fioritura artistica dell\u2019Italia da &nbsp;una parte&nbsp;e dall\u2019altra&nbsp;il suo declino politico nel cedimento sempre&nbsp;pi\u00f9 rischioso ai poteri forti di Spagna&nbsp;e Francia. Qualche similarit\u00e0 nel nostro tempo per il contrasto tra la collocazione ancora storicamente prestigiosa dell\u2019Italia&nbsp;nel collocamento europeo e la &nbsp;sua crescente marginalit\u00e0 economica minata da sclerotizzazioni, incertezze politiche e inaffidabilit\u00e0 finanziarie. Si manifesta quindi una comune atmosfera dell\u2019ambivalenza e duplicit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Su un altro &nbsp;piano vediamo similarit\u00e0 pi\u00f9 nette, pur nelle particolari sfumature: nell\u2019epoca dell\u2019Ariosto assistiamo all\u2019aprirsi spaziale degli orizzonti dopo la scoperta&nbsp;dell\u2019America, un allargamento che sembra quasi rispecchiarsi nella vastit\u00e0 geografica del poema attraverso i mille luoghi prevalentemente europei attraverso i quali si dipanano le avventure dei &nbsp;cavalieri. Luoghi reali come Parigi, Lipadusa, l\u2019Africa, il nord Europa con Anversa e le Ebridi ma anche favolosi&nbsp;spazi orientali come il Catai, fantastici come l\u2019isola di Alcina, il castello del mago Atlante e, perfino, ultraterreni come la Luna, l\u2019inferno ecc. Un universo globale come il nostro ma non pi\u00f9 teocentrico come quello di Dante e dove tutto si muove e trascorre nello spazio e nel tempo con rapidit\u00e0 e mobilit\u00e0 infinite, certamente&nbsp;inferiori rispetto al nostro spostarci telematico ma, comunque, un mondo aperto Aperto non solo&nbsp;nella dimensione spaziale ma anche nella valutazione etica. Difatti niente \u00e8 pi\u00f9 aperto all\u2019accettazione delle diversit\u00e0 e della molteplicit\u00e0 delle tipologie umane dei personaggi ariosteschi: la fedelt\u00e0 di Bradamante e la volubilit\u00e0 di Angelica, l\u2019amore&nbsp;dolce&nbsp;di Isabella&nbsp;&nbsp;e quello sensuale e ingannatore&nbsp;di Alcina, la cortesia cavalleresca&nbsp;di Rinaldo e il progetto utilitaristico di Sacripante e, nella stessa Angelica,&nbsp;l\u2019autonomia decisiva&nbsp;e il sottoporsi naturale all\u2019idea di donna come oggetto di desiderio. Sembrano infinite queste antinomie e duplicit\u00e0 umane nel quadro della convivenza armonica tra il quadro epico della lotta di civilt\u00e0 del modello letterario da una parte e dall\u2019altra parte la convivenza tra opposte culture con la prevalenza dell\u2019 eroismo non collettivo ma individuale, dominato&nbsp;da desideri terreni mobili e talora volubili.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa cornice di armonica&nbsp;relativit\u00e0&nbsp;dei valori umani si delinea sempre pi\u00f9&nbsp;un universo non medievalmente&nbsp;teocentrico ma antropomorfo. E\u2019, naturalmente, una visione del tutto laica nell\u2019accettazione di tutte&nbsp;le diversit\u00e0 dello sguardo naturalistico. Un naturalismo che si coglie con immediatezza nella visione della donna e nella concezione dell\u2019amore. Si &nbsp;tratta allora di una visione edenica e trionfalistica dell\u2019uomo che potrebbe essere infinitamente lontana dalle angosce dei nostri tempi? Assolutamente&nbsp;no: brividi e crepe sulla bellezza della vita&nbsp;umana e sui poteri &nbsp;dell\u2019uomo appaiono ad&nbsp;ogni istante; a partire gi\u00e0 dalle infinite difficolt\u00e0 della <em>quete<\/em> cio\u00e8 della ricerca che muove le avventure: difficolt\u00e0 che spesso sono gli intrecci del caso cos\u00ec ben emblematizzati nei labirinti del palazzo di Atlante e poi anche le attese deluse&nbsp;delle ricerche deviate dagli imprevisti gi\u00e0 nella selva degli inseguimenti e forse soprattutto nel trionfo s\u00ec della razionalit\u00e0, insidiata per\u00f2 dalla follia che di Orlando deturpa perfino la dignit\u00e0 estetica di cavaliere. Un pessimismo, certo, molto legato alle inquietudini dei tempi ma non esaurito in una sola figura&nbsp;emblematica perch\u00e9 il confinamento del senno in un mondo&nbsp;alieno alla terra, nella Luna,&nbsp;dove &nbsp;Astolfo vola a recuperare il senno di Orlando, dice molto dello sguardo consapevole di tempi oscuri che si preparano per &nbsp;gli stati e per &nbsp;il territorio italiano. <\/p>\n\n\n\n<p>In &nbsp;questa visione con al centro l\u2019uomo possiamo vedere tutto&nbsp;tranne un ottimismo trionfalistico. E &nbsp;tuttavia non c\u2019\u00e8 la resa alla disperazione perch\u00e8 la capacit\u00e0 di adattamento (resilienza&nbsp;e resistenza ma anche mobilit\u00e0 evolutiva o distrattiva) crea capacit\u00e0 di muoversi&nbsp;tra&nbsp;gli ostacoli. La regia sapiente del\u2019<em>entralecement<\/em> da parte dell\u2019autore fa ritrovare il filo della vita nell\u2019affollarsi delle sorprese&nbsp;negli intrichi del caso, il senso del limite&nbsp;e del codice genetico umano rende capaci di comprendere e conoscere la legittimit\u00e0 del vario pensare. D\u2019altronde, quello che \u00e8 negativo e&nbsp;precluso al mondo ariostesco \u00e8 proprio la rigidit\u00e0 del pensiero unico, dell\u2019atteggiamento razzistico ( Rodomonte \u00e8 africano ma altrettanto eroe quanto Orlando), del leaderismo prepotente (tutti gli &nbsp;eroi sono quasi sullo stesso piano ),&nbsp;della violenza contro la donna pur desiderata nella sua bellezza. <\/p>\n\n\n\n<p>Ed ecco&nbsp;perch\u00e9 mi sembra che si possa dire che questo poema non possa definirsi attuale,&nbsp;perch\u00e9 lontano da noi non solo per le modalit\u00e0 tecnico-produttive o per i sistemi politici e i costumi di vita, ma anche&nbsp;per una cultura basata allora sull\u2019approccio raziocinante cos\u00ec diverso&nbsp;dai nostri modelli di spettacolarit\u00e0 emotiva. Ma da esso pu\u00f2 venire una lezione utile al nostro tempo che a volte&nbsp;sembra&nbsp;stia&nbsp;percorrendo&nbsp;un pericoloso crinale di culture e poteri arroganti, di affermazioni pesantemente asseverative non discorsive (l\u2019esilio crescente del congiuntivo dice gi\u00e0 qualcosa), di &nbsp;tentazioni particolaristiche, di una gara continua dei vari poteri a costruire&nbsp;sopraffazioni materiali e mentali. Una lezione che possa riconquistare le nostre menti al sentimento del limite nelle pur talora giuste ambizioni umane, una spinta al gusto&nbsp;della variet\u00e0 umana, al riconoscimento dei diritti non solo individuali ma anchecollettivi, all\u2019uso intelligente&nbsp;e rispettoso della ragione e, soprattutto, alla curiosit\u00e0 e al rispetto del diverso da noi nell\u2019acquisizione profonda che la bellezza dell\u2019umanit\u00e0 sta in tutta la sua libera&nbsp;vastit\u00e0 e variet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;immagine in evidenza \u00e8 una xilografia del sec.XVI, in World History Archivie<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra la variet\u00e0 &nbsp;degli aspetti del poema dell\u2019Ariosto&nbsp;che si &nbsp;potrebbero esaminare e ai quali porre domande mi sembra particolarmente intrigante l&#8217;analisi di&nbsp;che possa dire questo affascinante arazzo dell\u2019 Orlando furioso, intessuto nello splendido Rinascimento, al nostro Duemila aggrovigliato e anche oscuro. 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