{"id":17519,"date":"2023-01-02T14:41:16","date_gmt":"2023-01-02T13:41:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/?p=17519"},"modified":"2023-04-21T10:55:03","modified_gmt":"2023-04-21T08:55:03","slug":"londa-sonora-nel-carme-foscoliano-dei-sepolcri-ritmi-e-significati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/2023\/01\/02\/londa-sonora-nel-carme-foscoliano-dei-sepolcri-ritmi-e-significati\/","title":{"rendered":"L&#8217;onda sonora nel carme foscoliano &#8220;Dei Sepolcri&#8221;: ritmi e significati"},"content":{"rendered":"\n<p>E&#8217; indubitabile il carattere argomentativo&nbsp;e in qualche modo filosofico di questo carme&nbsp;che espone i valori esistenziali e sociali del Foscolo. Lo si nota non soltanto nei concetti espressi ma anche nella struttura stilistica del discorso che procede per blocchi di idee e per connessioni numerose articolate con sapiente attenzione sintattica, non bisogna dimenticare, per\u00f2,&nbsp;che comunque il carme \u00e8 espressione forte e ampia non solo di pensiero ma anche di poesia appassionata. E\u2019 allora che sorge l\u2019impulso a cercare in esso anche l\u2019abbandono sensitivo ai suoni delle parole e alla costruzione di ritmi sonori che ne sottolineino i concetti o li contrastino o accompagnino. E\u2019 come soffermarsi sulle qualit\u00e0 corporee di un essere amato e stimato. Purtroppo dovr\u00f2 cercare di farlo senza avere l\u2019aiuto di una competenza musicologica che non posseggo affidandomi alle impressioni ed emozioni di semplice lettore o ipotetico ascoltatore.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 dai versi iniziali &nbsp;il rimo apparentemente quasi bloccato nella sacrale pietrificazione&nbsp;dell\u2019iscrizione latina si movimenta nell\u2019affanno emotivo di una interrogativa esistenziale densa di termini sensitivi <em>(confortata, pianto, duro..)<\/em>&nbsp;e dilatata nel ritmo dall\u2019inversione discorsiva&nbsp;dei complementi rispetto al verbo&nbsp;e nei concetti dalle due spazialit\u00e0 del fuori (<em>all\u2019ombra dei cipressi<\/em>&nbsp;e il <em>dentro<\/em> della tomba). Gi\u00e0 da qui si intuisce che il nodo fondamentale dell\u2019ispirazione risiede nel contrasto vita-morte. La risposta alla prima domanda &nbsp;\u00e8 una nuova interrogativa retorica che si svolge come premessa a tutta la tesi foscoliana per un ampio passo dal v.3 al 14. In essa, oltre all\u2019ampiezza discorsiva, altri elementi&nbsp;vitalistici (<em>bella&#8211;famiglia, mesta armonia, dolce amico) <\/em>con il sostegno di sostantivi e aggettivi creano un campo di contrasto all\u2019annullamento della morte&nbsp;potentemente rappresentata in quel campo infinito di un cimitero immenso (<em>infinite ossa&#8230;),<\/em>&nbsp;dove l\u2019annullamento vitale \u00e8 sottolineato dalla durezza della doppia esse. E anche il ritmo si dilata in un progressivo allargamento operato dalle frasi con anafore negative e poi culmina nel desolato adagio dei versi 17- 18 <em>Ultima Dea fugge i sepolcri&#8230;e involve tutte cose l\u2019obblio nella sua notte<\/em>, dove l\u2019alito della vita anche di pensiero sembra sciogliersi nella liquida dell\u2019allitterazione in elle. Di qui parte poi con il connettivo asseverativo <em>Vero \u00e8 ben<\/em> l\u2019ampia solennit\u00e0 dell\u2019argomentazione concettuale dove le anafore, ripetute in polisindeto, dilatano il ritmo nella solennit\u00e0 quasi cosmica della storia umana ma con incisiva movimentazione al verso 23 una nuova interrogativa, raddoppiata dal verso26, riprende il ritmo volontaristico della scelta umana vitale. E successivamente si adagia con tenerezza nell\u2019abbandono di un ampio passo che riguarda gli affetti umani fino al verso 40 dove il campo semantico degli affetti famigliari, sostenuto anche nei suoni dalla ripetizione di suoni chiari in e anche dall\u2019immagine di una natura accomunata nella dolcezza materna (<em>odorata di fiori arbore amica<\/em>),&nbsp;con la successiva allitterazione delle liquide, crea una melodia quasi di notturno chopiniano. <\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 pur vero che subito dopo riprende con decisione ricca di riferimenti culturali,&nbsp;letterari e filosofici il tono argomentativo nella delineazione non solo storica ma esistenziale fra il passato e il presente quasi aggredito da un accumulo di incisivi toni polemici rivolti all\u2019aridit\u00e0 umana e culturale della contemporaneit\u00e0. Questo ritmo mosso e anche impetuoso si abbandona dal verso 62 alla dolcezza del richiamo alla poesia &#8220;<em>o bella Mu<\/em>sa&#8221;, nell\u2019immagine&nbsp;sacralizzata del vecchio poeta e appena sfiorata dall\u2019appello impetuoso del verso 72. Ma da qui ancora &nbsp;una volta un passo polemico ricco di elementi negativi non solo nel campo semantico (<em>mozzo, insanguina, ladro, delitti<\/em>&nbsp;)&nbsp;e non solo umano ma anche naturale (<em>raspar derelitta cagna<\/em> <em>famelica<\/em> nella delineazione di &nbsp;uno spazio cupo ( <em>foss<\/em>e ) ma anche nei suoni duri e allitteranti in u (<em>ululando, luttuoso<\/em>), che infine precipita nel lamento del verso 88. E a &nbsp;questo punto sembra quasi spegnersi il ritmo incalzante dell\u2019assalto polemico per adagiarsi con solennit\u00e0 nella riflessione storico-antropologica del progredire della civilt\u00e0 umana. <\/p>\n\n\n\n<p>In un lungo passo panoramico, l\u2019argomentazione con il paradigma della umanizzazione come ricerca di perennit\u00e0 dei valori esistenziali e sociali attraversa&nbsp;le varie fasi storiche del culto sepolcrale sempre con la scelta ideologica della negativit\u00e0 e dell\u2019aridit\u00e0 presente in opposizione alla felice armonia del mondo antico. Il neoclassicismo foscoliano \u00e8 indubitabile ma non si rinchiude &nbsp;nella contestazione puramente culturale o addirittura retorica perch\u00e9 le contrapposizioni tra il mondo classico e il presente si evidenziano soprattutto sul piano dei valori affettivi individuali e sociali dove si affaccia con evidenza il calore della memoria. E\u2019 ancora una volta anche il ritmo a dirci questo attraverso dilatazioni di respiro e larghezza dolce di panorami sostetenuti da una parte da campi semantici e da polisindeti connettivi <em>\u201c e\u2026e\u201d<\/em>&nbsp;, dall\u2019altra da negativit\u00e0 di vocaboli e durezza di suoni &nbsp;che delineano l\u2019opposizione tra il mondo della pietas antica e quello dell\u2019avidit\u00e0 e aridit\u00e0 presenti. L\u2019andamento argomentativo sfocia, quindi, nella insistita scelta del poeta attraverso&nbsp;il martellante ritmo di condanna nei versi 137-145,&nbsp;sancito anche &nbsp;in una epigrafica solennit\u00e0 nella scelta ai riferimenti della vita personale nei versi&nbsp;145 -150. <\/p>\n\n\n\n<p>Ora un lungo passo dal tema pi\u00f9 specifico della sepoltura si sposta a quello pi\u00f9 ampio della cultura e della civilt\u00e0 in una panoramica delle tombe dei grandi italiani culminante al v.185 nel valore sociale della memoria. Da qui in poi sempre pi\u00f9 la memoria assume il valore non solo esistenziale ma anche ideale di custodia collettiva, e non in una funzione puramente consolatoria ma, come \u00e8 chiaramente espresso nel futuro del verso 188 e come nota Luperini, in funzione di attualizzazione e permanenza dei valori. L\u2019aggiunta della figura drammatica di Alfieri sembra poi compendiare incisivamente questa armonizzazione tra negativit\u00e0 del presente e affidamento al futuro in &nbsp;un verso (190), dove le allitterazioni sembrano sottolineare questa armonica fusione tra esistenza e societ\u00e0, tra idee e sentimenti. Nella molteplicit\u00e0 dei riferimenti storico- culturali ai grandi italiani, il discorso foscoliano sembra poi trovare la sua apertura spaziale e la sua armonia nello sciogliersi del ritmo attraverso &nbsp;la dolcezza delle liquide ( <em>lieta dell\u2019aer tuo veste la Luna di luce limpidissima.. i tuoi colli ,<\/em>&nbsp;vv 168-69) e neppure il riferimento amaro alle \u201c<em>alterne onnipotenze delle umane sorti\u201d<\/em> (vv 182-83o) n\u00e8 il movimento rotatorio delle allitterazioni in rotante nella descrizione delle guerre \u201c<em>cozzanti brandi &nbsp;fumar le pire<\/em>&#8230;&#8221;(vv 202-203) riesce a spegnere la luminosit\u00e0 armonica al mondo antico che trova una sua solennit\u00e0 epigrafica nell\u2019inversione sintattica di \u201c<em>delle Parche il canto<\/em>\u201d( v212). Sembra allora naturale lo slancio quasi gioioso del ritmo che parte dall\u2019esclamazione dei vv 213-14&nbsp;allietata dall\u2019immagine dei <em>verdi anni<\/em>. E\u2019 uno slancio ritmico, per\u00f2, che non si estingue nei suoni ma conduce&nbsp;a un atteggiamento vitalistico che si contrappone sentenziosamente alla morte nei vv 220-221, quasi sconfiggendo cos\u00ec la funzione deprivante della privazione di vita.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 a questo punto che, con l\u2019approdo alla vicenda personale, il ritmo si allarga sempre pi\u00f9 nella visione del mondo antico assumendo dalla molteplicit\u00e0 delle figure mitiche femminili Elettra, Cassandra, le \u201c<em>iliache donne<\/em>\u201d, le \u201c<em>nuore di Priamo<\/em>\u201d, una straordinaria mitizzazione dei valori pi\u00f9 alti dell\u2019umanit\u00e0. E non \u00e8 la prima volta che nel discorso foscoliano il riferimento femminile si riveste della luce dei movimenti e sentimenti pi\u00f9 alti della civilt\u00e0 umana. Certamente non \u00e8 una glorificazione trionfalistica perch\u00e9 \u00e8 intrisa della malinconia delle sconfitte e del pianto della sofferenza ma, comunque, \u00e8 capace&nbsp;di esaltare il valore degli affetti e del diritto assalito dalla violenza. Il mondo mitico con ampiezza di orizzonte si affaccia sul presente in una sinfonia di memoria che accoglie generazioni, vittorie e sconfitte, priva di ogni retorica celebrativa nel calore dei sentimenti umani di dolori, malinconie e speranze per rendere laicamente sacra la storia umana.&nbsp;E\u2019 qui che la poesia nel pensiero foscoliano raggiunge la sua vetta di funzione esistenziale e sociale. E\u2019 significativo, quindi, non&nbsp;lo spegnersi ma l\u2019affidarsi di questa celebrazione dei vaori umani alla figura di poeta che nell\u2019ultimo passo sulla immagine e la funzione di Omero riesce a legare in un armonico valore la debolezza &nbsp;del \u201c<em>mendico cieco<\/em>\u201d con la sacralit\u00e0 eternatrice del canto.<\/p>\n\n\n\n<p>La figura di Ettore &nbsp;sconfitto e perennemente onorato chiude il messaggio &nbsp;in una visione capace di &nbsp;sconfiggere con l\u2019ottimismo sui valori conservati dalla memoria poetica il pessimismo della osservazione razionale. E\u2019 cos\u00ec che l\u2019uso del verbo al futuro&nbsp;a partire dal v.279 scandisce in un passo solennemente mosso la chiusura epigrafica della splendida sinfonia foscoliana con uno &nbsp;splendido finale \u201d<em>finch\u00e9il Sole risplender\u00e0 sulle sciagure umane\u201d<\/em> (vv 294-295). Ed&nbsp;allora \u00e8 proprio vero quanto nota Franco Fortini riferendosi a uno dei problemi antropologici pi\u00f9 inquietanti del tempo presente cio\u00e8 l\u2019ammutolirsi del passato in una civilt\u00e0 <em>che celebra il presente, l\u2019eterna giovinezza, l\u2019occultamento della morte<\/em>,&nbsp;che sembra necessario &nbsp;e vale la pena il trasmettere alle giovani generazioni, che hanno subito pi\u00f9 di una cesura con il passato, il valore foscoliano della memoria. Essa permette non solo all\u2019individuo di sopravvivere alla distruzione materiale ma anche alla civilt\u00e0 sociale di conservarsi in un progresso crescente con i suoi valori positivi che continuano ad agire sfuggendo alla&nbsp;cancellazione del tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; indubitabile il carattere argomentativo&nbsp;e in qualche modo filosofico di questo carme&nbsp;che espone i valori esistenziali e sociali del Foscolo. 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