{"id":17646,"date":"2023-02-06T14:32:42","date_gmt":"2023-02-06T13:32:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/?p=17646"},"modified":"2023-04-21T10:56:19","modified_gmt":"2023-04-21T08:56:19","slug":"il-cambiamento-climatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/2023\/02\/06\/il-cambiamento-climatico\/","title":{"rendered":"Il cambiamento climatico"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019evidenza raccolta dalla comunit\u00e0 scientifica a dimostrazione del cambiamento climatico in atto causato dalle attivit\u00e0 antropiche \u00e8 ormai inconfutabile. E ne osserviamo gli effetti da decenni: ritiro dei ghiacci artici, scioglimento dei ghiacciai, estremizzazione degli eventi atmosferici con alluvioni lampo e ondate di calore, siccit\u00e0, diminuzione delle precipitazioni, erosione delle coste, innalzamento dei mari. Il cambiamento che il pianeta Terra sta subendo a causa delle varie attivit\u00e0 antropiche \u00e8 tale da indurre la comunit\u00e0 scientifica a valutare l\u2019opportunit\u00e0 di introdurre una nuova epoca geologica, chiamata Antropocene.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi sappiamo che la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera non \u00e8 mai stata cos\u00ec alta sulla Terra. Gli studiosi del clima sono stati in grado di ricostruire questa informazione dall\u2019analisi di campioni di aria intrappolata nelle carote dei ghiacci antartici e della Groenlandia e dalla concentrazione dei due isotopi 16 e 18 dell\u2019ossigeno nei gusci di alcuni organismi marini negli Oceani. La concentrazione di anidride carbonica in atmosfera non \u00e8 mai stata cos\u00ec alta negli ultimi 2 milioni di anni almeno e la velocit\u00e0 con cui \u00e8 aumentata negli ultimi decenni \u00e8 senza precedenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Gran parte dell\u2019aumento della concentrazione di gas serra in atmosfera \u00e8 dovuto alla combustione delle fonti fossili: petrolio, carbone e gas. L\u2019aumento di anidride carbonica e di altri gas serra si \u00e8 tradotto, ad oggi, in un aumento della temperatura media globale di circa 1 \u00b0C dovuto al cosiddetto effetto serra. I gas serra in atmosfera, infatti, hanno la capacit\u00e0 di intrappolare la radiazione infrarossa emessa dalla superficie della Terra; pi\u00f9 \u00e8 alta la concentrazione di questi gas in atmosfera, pi\u00f9 aumenta la capacit\u00e0 dell\u2019atmosfera di assorbire le radiazioni infrarosse ed intrappolare il calore.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici <\/em>(UNFCCC) di Rio de Janeiro in Brasile (1992), \u00e8 stata il primo accordo ambientale in grado di raggiungere un consenso sulla necessit\u00e0 di limitare le emissioni di gas serra, a cui ha poi fatto seguito nel 1997 il <em>Protocollo di Kyoto<\/em>, che ha avuto il merito di fissare limiti di emissione legalmente vincolanti. Dal 1990 l\u2019Europa \u00e8 stata in grado di ridurre le emissioni di gas serra del 28% mentre gli Stati Uniti di un 2%, ma a livello globale tali emissioni continuano ad aumentare, principalmente per l\u2019ascesa economica della Cina e di altri paesi emergenti. La concentrazione di anidride carbonica in atmosfera ha raggiunto i 418 ppm (parti per milione) dai 280 ppm circa dell\u2019era preindustriale ovvero prima dell\u2019avvento della rivoluzione industriale.<\/p>\n\n\n\n<p>Se siete curiosi di scoprire come \u00e8 cambiata la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera, insieme ad altri indicatori climatici chiave che monitorano il cambiamento climatico, vi invito a visitare il sito dell\u2019Agenzia NOAA (<em>National Oceanic and Atmospheric Administration<\/em>) degli Stati Uniti. Contiene la serie storica continua di dati pi\u00f9 lunga sulla concentrazione di anidride carbonica in atmosfera iniziata nel 1958. \u00c8 chiamata curva di Keeling, dal nome dello scienziato che inizi\u00f2 le misure dall\u2019Osservatorio di Mauna Loa, un vulcano sulle isole Hawaii. La curiosit\u00e0 in questa curva, oltre al fatto di essere crescente, \u00e8 la ciclicit\u00e0 annuale della concentrazione di anidride carbonica ovvero essa diminuisce in primavera ed estate mentre aumenta in autunno e inverno. Questo \u00e8 dovuto all\u2019intensa attivit\u00e0 della fotosintesi durante le stagioni calde nell\u2019emisfero boreale dove si trova la maggior parte delle terre emerse.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultimo rapporto del IPPC (<em>Intergovernmental Panel on Climate Change<\/em>) sul cambiamento climatico avverte che non abbiamo pi\u00f9 molto tempo per invertire la rotta ed evitare la catastrofe climatica ed il collasso degli ecosistemi. Dalle proiezioni climatiche si evince che la temperatura globale continuer\u00e0 a salire e molto probabilmente, a meno di drastiche riduzioni delle emissioni di gas serra, non saremo in grado di mantenere il riscaldamento della Terra entro gli 1,5 \u00b0C fissati come soglia di sicurezza nell\u2019accordo di Parigi nel 2015. Nel rapporto si evidenzia anche che l\u2019area del Mediterraneo \u00e8 a grave rischio siccit\u00e0 con rovinose conseguenze sull\u2019agricoltura, gli ecosistemi e l\u2019uomo. I benefici economici che deriverebbero dal limitare l\u2019aumento di temperatura eccedono i costi di mitigazione.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019umanit\u00e0 ha dimostrato in altre occasioni di sapere affrontare e risolvere minacce globali con stupefacente celerit\u00e0 e risolutezza. Due esempi recenti sono significativi: il buco dell\u2019ozono e l\u2019epidemia da COVID-19. La prima emergenza, di carattere prettamente ambientale, fu causata dalle emissioni di clorofluorocarburi (o CFC), composti utilizzati soprattutto come liquido refrigerante, nocivi per lo strato di ozono stratosferico che ci protegge dalla componente ultravioletta della radiazione solare. Nel 1987 fu firmato il <em>protocollo di Montreal<\/em> che mise al bando queste sostanze e che consent\u00ec allo strato di ozono di riformarsi nei decenni successivi. Grazie a questo accordo, lo strato di ozono oggi si \u00e8 quasi completamente ricostituito e i composti chimici nocivi sono stati sostituiti da nuovi composti innocui per lo strato di ozono. La seconda emergenza, di carattere prettamente sanitario, \u00e8 stata causata da un nuovo virus. Grazie alla scoperta di un vaccino, raggiunta dopo soltanto un anno dall\u2019inizio della pandemia, si \u00e8 riusciti ad avere uno strumento efficace per proteggere la popolazione. In entrambi i casi il progresso tecnologico ci ha salvato da conseguenze peggiori. Queste emergenze ci hanno anche insegnato che nessuno si salva da solo, che siamo tutti interconnessi e che siamo parte di un delicato sistema naturale con cui dobbiamo vivere in equilibrio.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9, allora, non siamo in grado di rispondere con altrettanta celerit\u00e0 e risolutezza alle minacce del cambiamento climatico? Questa volta, non sar\u00e0 sufficiente il progresso tecnologico o un\u2019invenzione a salvarci. C\u2019\u00e8 bisogno di una transizione culturale, non solo tecnologica. La lotta al cambiamento climatico non \u00e8 seducente o attraente perch\u00e9 ci indurr\u00e0, volenti o nolenti, a cambiare stile di vita e a fare qualche sacrificio; certamente sar\u00e0 cos\u00ec nel breve e medio termine ovvero nella fase di transizione tecnologica e di adattamento al cambiamento climatico.<\/p>\n\n\n\n<p>La lotta al cambiamento climatico ci induce anche a riflettere sulla compatibilit\u00e0 del nostro modello di sviluppo, fondato sul culto fanatico della crescita economica infinita in un pianeta di risorse finite, schiavo del consumismo e del produttivismo spesso fini a s\u00e9 stessi. <em>Siamo dventati dei tossicodipendenti della crescita <\/em>secondo l\u2019espressione di Serge Latouche nel suo libro Breve trattato sulla crescita serena o, come affermava l\u2019economista americano, Kenneth Boulding, \u201c<em>chiunque creda che si possa avere una crescita economica infinita in un mondo finito o \u00e8 pazzo o \u00e8 un economista\u201d<\/em>. Dobbiamo rendere la nostra economia circolare ovvero minimizzare gli scarti e massimizzare il riutilizzo e riciclo dei materiali.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 ora di emanciparci dal PIL come unico indice di ricchezza di una nazione e focalizzarci, piuttosto, sulla crescita umana, nel senso di qualit\u00e0 della vita, dell\u2019ambiente in cui viviamo e della felicit\u00e0 collettiva. Un sistema economico che pensi a massimizzare la qualit\u00e0 della crescita e non la quantit\u00e0. Come gi\u00e0 denunciava J.F. Kennedy nel 1968, Il PIL come indice di ricchezza di una nazione conteggia anche le spese per la produzione di armi, l\u2019inquinamento, la pubblicit\u00e0 di sigarette o alcol, la produzione di programmi televisivi violenti e la deforestazione, per fare soltanto alcuni esempi. <em>L\u2019indice Human Development Index (HDI) dello United Nations Development Programme (UNDP) o il Genuine Progress Indicator<\/em> (GPI) sono nuovi approcci per superare il PIL.<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo ridurre l\u2019impronta ecologica: consumiamo le risorse naturali ad un tasso maggiore del loro tasso naturale di rigenerazione che significa che abbiamo bisogno di circa 1,7 pianeti Terra per soddisfare il consumo annuo globale. Dobbiamo sprecare meno cibo: siamo 8 miliardi di persone ma ne produciamo per 12. Dobbiamo consumare meno carne: utilizziamo oltre il 30% delle terre coltivabili per produrre foraggio per animali. Dobbiamo riforestare, investire massivamente nel risparmio energetico, nella produzione di energia rinnovabile, soprattutto da solare ed eolico, e nello stoccaggio di energia, aumentare l\u2019efficienza energetica in tutti i settori, ammodernare la rete elettrica per adeguarla ad un sistema di generazione dell\u2019energia distribuita e capillare sul territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa transizione potr\u00e0 avvenire solo grazie a massicci investimenti pubblici e privati. \u00c8 recente la notizia dell\u2019approvazione da parte dell\u2019amministrazione Biden di un pacchetto di aiuti, denominato <em>Inflation Reduction Act<\/em>, che comprende sussidi finanziari pari a circa 370 miliardi di dollari per combattere il cambiamento climatico. Questa notizia \u00e8 di buon auspicio per il pianeta, visto che gli Stati Uniti sono il maggior emettitore di gas serra. Ma \u00e8 paradossale che gli Stati Uniti abbiano anticipato l\u2019Unione Europea nelle politiche industriali per la trasformazione \u201cverde\u201d, considerato che il partito repubblicano americano per decenni ha negato il cambiamento climatico e fatto ostruzionismo a qualsiasi intervento in favore della transizione ecologica.<\/p>\n\n\n\n<p>La transizione potr\u00e0 avvenire solo con una politica che sia all\u2019altezza di questa sfida, coraggiosa, che abbia una visione di lungo termine e che pensi ai giovani di oggi e a quelli che verranno. \u201c<em>La Terra non \u00e8 un&#8217;eredit\u00e0 ricevuta dai nostri Padri, ma un prestito da restituire ai nostri figli\u201d<\/em> secondo un noto detto degli indiani americani. Questo \u00e8 ci\u00f2 che mi preoccupa pi\u00f9 di ogni altra cosa, molto di pi\u00f9 della sfida tecnologica. Questa volta ognuno di noi dovr\u00e0 prendere coscienza del problema e dare il suo piccolo contributo per realizzare questa transizione. <\/p>\n\n\n\n<p>I giovani lo hanno gi\u00e0 capito e si stanno mobilitando perch\u00e9 \u00e8 in gioco il loro futuro e, al limite, la loro sopravvivenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Mariano Marinari, Ingegnere ambientale presso ARPA Lombardia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019evidenza raccolta dalla comunit\u00e0 scientifica a dimostrazione del cambiamento climatico in atto causato dalle attivit\u00e0 antropiche \u00e8 ormai inconfutabile. E ne osserviamo gli effetti da decenni: ritiro dei ghiacci artici, scioglimento dei ghiacciai, estremizzazione degli eventi atmosferici con alluvioni lampo e ondate di calore, siccit\u00e0, diminuzione delle precipitazioni, erosione delle coste, innalzamento dei mari. 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