{"id":17904,"date":"2023-05-01T17:46:16","date_gmt":"2023-05-01T15:46:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/?p=17904"},"modified":"2023-12-23T10:58:44","modified_gmt":"2023-12-23T09:58:44","slug":"il-silenzio-delle-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/2023\/05\/01\/il-silenzio-delle-donne\/","title":{"rendered":"Il silenzio delle donne"},"content":{"rendered":"\n<p>Per le donne il silenzio non \u00e8 stato quasi mai una scelta di libert\u00e0 e di affermazione lungo i tortuosi sentieri della storia, ma si \u00e8 quasi inevitabilmente accompagnato con la privazione della parola. Eppure della donna, attraverso la letteratura e l\u2019arte, la societ\u00e0 umana ha parlato molto nei secoli ma quasi sempre con le voci di uomini (poeti, pittori, musicisti) per i quali le donne sono state sempre\u00a0oggetto del proprio discorrere e spesso del discorrere di s\u00e8, frequentemente con deformazione del pensiero femminile, talvolta con mistificazione del proprio atteggiamento. Dea, peccatrice o santa, la donna nell\u2019immaginario collettivo ha avuto intorno a s\u00e9, tra queste siepi di parole altrui costruitele attorno, la barriera del silenzio impostole con paternalismo protettivo, con mascherata paura della sua supposta irrazionalit\u00e0, con atteggiamento di superiorit\u00e0 benevola o malevola. E sarebbe mistificatorio pensare che questo sia stato appagante per il genere femminile ma, come accade per le forze troppo a lungo compresse, spesso il desiderio di forare il muro di un silenzio costrittivo non ha trovato voci suadenti, parole piane ma il grido, il lamento, l\u2019urlo di dolore o di gioia. <\/p>\n\n\n\n<p>Come non ricordare che la poesia di un mondo civile come quello greco \u00a0e che tuttavia recinge anche lo spazio quotidiano della donna nella chiusura del gineceo rappresenta la parola delle donne nelle grida scomposte delle baccanti? Grida quasi animalesche che lacerano, senza armonia ma con il sotterraneo dolore dell\u2019esclusione da una serena vita sociale, la purezza della notte e la bellezza silenziosa del bosco in <em>Le Baccanti<\/em> del grande tragediografo Euripide. Una esclusione nel silenzio della solitudine domestica che trova la protesta razionale dell\u2019acuta Medea, non a caso donna eccezionale, maga, nel momento in cui riesce a denunciare con le armi della ragione questa ingiusta privazione. E\u2019 sempre il misogino (pare) Euripide cos\u00ec attento al fascino del \u201cmistero-donna\u201d a consegnarci la sua contestazione. <em>Di quanti esseri al mondo hanno anima e mente, noi donne siamo le creature pi\u00f9 infelici<\/em>\u2026(<em>Medea<\/em> vv230-31). <\/p>\n\n\n\n<p>Lo stato di privazione non cambia molto neppure nella grande liberazione portata dal Cristianesimo, anzi dopo la trionfale scelta di una donna, Maria di Nazareth, come prima depositaria del progetto di salvezza, dopo le delicate attenzioni mostrate da Ges\u00f9 verso le numerose donne che Lo incontrano, la Cananea, l\u2019emorroissa, la fanciulla morta, Maria e Marta di Magdala ecc.., la Chiesa dei primi secoli torna a calare sulla donna il velo scuro del silenzio. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 San Paolo a dettarne con chiarezza i precetti nella lettera a Timoteo (Tm.2,11-14) : <em>La donna apprenda in silenzio in piena sottomissione. Non permetto alla donna d\u2019insegnare, n\u00e9 di dettare legge all\u2019uomo ma di rimanere in silenzio\u2026<\/em>; oppure con una precettistica pi\u00f9 concreta : <em>Come in tutte le assemblee dei santi, le donne tacciano nelle assemblee : perch\u00e9 non \u00e8 loro permesso di prendere la parola.<\/em>..E non si tratta solo di un parere individuale, dal momento che lo stesso Giovanni Crisostomo nell\u2019omelia su Priscilla e Aquila ricorda che Priscilla ha potuto svolgere l\u2019insegnamento solo in privato e perch\u00e9 mancava un insegnante maschio qualificato. Tutto questo, nonostante il culto per la Madonna, l\u2019inserimento delle diaconesse nella Chiesa, le numerose sante che si susseguiranno nei secoli. <\/p>\n\n\n\n<p>La parola per le donne nella Chiesa \u00e8 stata possibile nel passato solo nell\u2019ardore dello slancio mistico, altrimenti il silenzio ha avvolto il loro pensiero e i percorsi delle loro ragioni. E\u2019consolante, comunque, poter notare che nel procedere del tempo con la Chiesa di San Giovanni XXIII e ora con quella di Papa Francesco si aprono coraggiosamente sempre pi\u00f9 nuovi spazi alla voce delle donne. Se torniamo al passato della storia,\u00a0possiamo notare che\u00a0nel passaggio dall\u2019antichit\u00e0 al medioevo si \u00e8 stretto senza smagliature quell\u2019 <em>anello silenzioso<\/em>\u00a0per la donna che la\u00a0studiosa Eva Cantarella chiama la <em>Tacita Muta<\/em>. Un anello che circonda anche la bellezza inaccessibile della donna dei trovatori, altera ma condannata all\u2019afasia e spesso senza nome, senza quella definita soggettivit\u00e0 che solo la parola pu\u00f2 dare. <\/p>\n\n\n\n<p>E tuttavia l\u2019esigenza di sfuggire al deserto del silenzio continua a scorrere sotterranea, come un fiume carsico, nella storia delle donne. Superando le solitarie e spesso mimetizzate apparizioni della parola femminile nelle scarse poetesse rinascimentali, \u00e8 alla fine del Rinascimento che tra XVI e XVII secolo nei salotti delle <em>preziose<\/em> si riapre uno dei pochi spazi per sfuggire, pur nella leggerezza della conversazione mondana, all\u2019oscurit\u00e0 del silenzio imposto. Dopo le conquiste della coscienza dei diritti umani portate dall\u2019 Illuminismo e calate nella realt\u00e0 delle leggi dalle richieste delle donne rivoluzionarie in Francia, nell\u2019ottocento si metter\u00e0 in luce con sempre maggiore evidenza l\u2019ingiustizia di una reclusione senza voce sociale nell\u2019orizzonte ristretto del mondo domestico. Nello stesso tempo, l\u2019unico modello di rivendicazione del diritto di uscire dall\u2019afasia e dalla privazione dell\u2019agire sociale appare quello maschile, cosicch\u00e9 anche donne affermate e critiche come George Sand riescono ad uscire dal silenzio solo tramite atteggiamenti androgini. Si cala cos\u00ec ancora una volta il coperchio della sopraffazione di un silenzio in qualche modo imposto\u00a0e forzatamente accettato che crea dolori ai soggetti sopraffatti e carenze di umanit\u00e0 nelle potenzialit\u00e0 negate per tutto il genere\u00a0umano. \u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per le donne il silenzio non \u00e8 stato quasi mai una scelta di libert\u00e0 e di affermazione lungo i tortuosi sentieri della storia, ma si \u00e8 quasi inevitabilmente accompagnato con la privazione della parola. 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