{"id":18156,"date":"2023-10-01T10:37:41","date_gmt":"2023-10-01T08:37:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/?p=18156"},"modified":"2023-12-23T11:03:08","modified_gmt":"2023-12-23T10:03:08","slug":"confusione-passione-e-coraggio-fellini-visconti-e-silone-tra-le-pagine-della-storia-del-cinema-e-della-letteratura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/2023\/10\/01\/confusione-passione-e-coraggio-fellini-visconti-e-silone-tra-le-pagine-della-storia-del-cinema-e-della-letteratura\/","title":{"rendered":"Confusione, passione e coraggio: Fellini, Visconti e Silone tra le pagine della storia del cinema e della letteratura"},"content":{"rendered":"\n<p>Come ormai usiamo fare da qualche anno a questa parte trascorriamo il 15 agosto a casa, nella calma domestica. Dopo uno sguardo veloce ai programmi tv della sera ho visto che avrebbero mandato in onda \u201cIl Gattopardo\u201d di Luchino Visconti, che desideravo rivedere avendo terminato da poco di leggere il libro di Francesco Piccolo <em>La bella confusione<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autore, che \u00e8 anche uno sceneggiatore, racconta la genesi di due dei grandi capolavori del cinema italiano: <em>Il Gattopardo<\/em>, appunto e <em>Otto e \u00bd<\/em> di Federico Fellini. Il romanzo \u00e8 ricchissimo di aneddoti, di nomi pi\u00f9 e meno conosciuti; l\u2019autore ci invita ad entrare nelle stanze private della storia del cinema e del nostro Paese dal \u201954 al \u201963 mediante documenti di repertorio, stralci di articoli, interviste, lettere e telegrammi. La scrittura \u00e8 scorrevole, dinamica. Piccolo alterna momenti del presente e del passato, episodi pubblici e privati, suscita curiosit\u00e0 rendendo il libro piacevole, divertente e nello stesso tempo provocando domande di carattere sociale, politico su quegli anni e sulla contemporaneit\u00e0. L\u2019autore ha la capacit\u00e0 di indagare a fondo le personalit\u00e0 dei due maestri del cinema, evidenziando luci e ombre, il loro rapporto con il cinema, quanto entrambi vivessero all\u2019interno delle loro opere, in una straordinaria&nbsp;operazione di identificazione&nbsp;con i protagonisti dei loro film: il principe di Salina per Visconti e Guido per Fellini. Non \u00e8 un caso che Burt Lancaster, per immedesimarsi nel suo personaggio, osservasse e studiasse Visconti nella vita reale. Da qui in avanti sar\u00e0 questo il modo di fare cinema di Visconti e di Fellini: il primo si concentrer\u00e0 nella ricerca delle radici, il secondo in un\u2019operazione di indagine interiore e dell\u2019inconscio.<\/p>\n\n\n\n<p>Si intreccia alle vicende narrate dei due registi, degli attori, degli sceneggiatori e dello stesso Francesco Piccolo anche la storia controversa e per alcuni versi misteriosa del romanzo <em>Il Gattopardo<\/em> di Giuseppe Tomasi principe di Lampedusa, un eccentrico personaggio. Nel romanzo si racconta che accompagn\u00f2 al concorso letterario del 1954 a San Pellegrino Terme il cugino, Lucio Piccolo, &#8220;esordiente&#8221; poeta. Il principe arrivato in albergo si accorge di aver portato solo un vecchio vestito consumato e con grande disinvoltura senza lasciar trasparire alcun imbarazzo \u201cdecide di indossare, in pieno luglio, un cappotto di cammello chiudendolo fino all&#8217;ultimo bottone [&#8230;]&#8221; Cos\u00ec si reca con il cugino barone al concorso letterario.&#8221; (da: <em>La bella confusione<\/em> di F. Piccolo).<\/p>\n\n\n\n<p>Le riprese de <em>Il Gattopardo<\/em> e <em>Otto e \u00bd<\/em> iniziarono contemporaneamente nel 1962 e curioso \u00e8 il fatto che Claudia Cardinale lavor\u00f2 in entrambi interpretando rispettivamente Angelica e Claudia. \u201cCos\u00ec Claudia riusc\u00ec a passare da un set all&#8217;altro, cambiando epoca, modo, e soprattutto colore di capelli. Ma non fu facile, perch\u00e9 non si trattava solo di due film importanti, e di due registi importanti. La questione era che Visconti e Fellini erano rivali, si detestavano apertamente, e non si parlavano ormai da otto anni.&#8221; (da: <em>La bella confusione<\/em>). Un altro breve aneddoto: dopo l\u2019esperienza de <em>Il Gattopardo<\/em> la parrucchiera di scena si dimise e mai pi\u00f9 avrebbe fatto questo lavoro!<\/p>\n\n\n\n<p>La rivalit\u00e0 tra i due registi nasce alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1954: <em>Senso<\/em> di Visconti \u00e8 un film d\u2019epoca girato a colori, <em>La Strada<\/em> di Fellini una pellicola che narra la contemporaneit\u00e0 in bianco e nero. Il primo \u00e8 sostenuto dalla critica italiana di quegli anni, prevalentemente marxista e che palesa giudizi del tutto negativi per <em>La Strada<\/em> accusando Fellini di aver tradito il neorealismo italiano e bollandolo come un film spiritualista, tanto pi\u00f9 che fu accolto positivamente dalla critica cattolica. Scrive Edgar Morin nel suo libro <em>Sul cinema. Un\u2019arte della complessit\u00e0<\/em>: \u201c(Fellini) al contrario, ha cercato di aprire l\u2019Aldil\u00e0 cattolico sull\u2019infinito. [\u2026] in <em>La Strada <\/em>(1954) aveva saputo aprire la redenzione cristiana alla morale universale del sacrificio. [\u2026] Si sa che il problema di Gelsomina \u00e8 quello di \u201cessere inutile\u201d, e ci ricordiamo bene della sua gioia quando \u201cil folle\u201d le rivela che anche un sasso serve a qualcosa. Gelsomina prova a se stessa e all\u2019universo la propria \u201cutilit\u00e0\u201d votandosi a un bruto che, alla fine, avr\u00e0 il cuore riscaldato da questa fonte di amore\u201d, un amore disinteressato, totalmente gratuito. Gelsomina ci richiama alla mente <em>Severina<\/em> di Silone e la sua speranza \u201cChi ama non pu\u00f2 disperare\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ma torniamo allo scontro dei due registi. Visconti, che gi\u00e0 anticipa in <em>Senso<\/em>, la sua tensione verso l\u2019estetizzazione, viene difeso con determinazione dalla critica di sinistra, \u201cperch\u00e9 uno dei nostri\u201d, che spinge compatta il film certa della vittoria del Leone d\u2019Oro. \u201cDi <em>Senso<\/em> importa meno che sia un film molto bello, importa di pi\u00f9 che diventi una bandiera politica e culturale\u201d. (da: <em>La bella confusione<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p><em>La Strada<\/em> parte dunque sfavorito ma incassa il grande favore del pubblico dopo la proiezione del film in sala. In breve: quell\u2019anno il Leone d\u2019Oro viene assegnato al film di Castellani <em>Giulietta e Romeo<\/em>. <em>La Strada<\/em> di Fellini vince il Leone d\u2019Argento a parimerito con i registi <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Akira_Kurosawa\">Akira Kurosawa<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Elia_Kazan\">Elia Kazan<\/a> e Mizogushi. Si scatenano pesanti contestazioni durante la consegna dei premi da parte dei sostenitori di Visconti, in capo a tutti Franco Zeffirelli, che sfociano in una vera e propria rissa in sala: \u201cnasce la divisione tra viscontiani e felliniani; nasce la divisione tra Visconti e Fellini. Si palesa una rivalit\u00e0 che durer\u00e0 molti anni.\u201d (da: <em>La bella confusione<\/em>). Maggiore il successo che riscuoter\u00e0 <em>La Strada<\/em>, maggiore la netta polemica dalla sinistra, \u201cil test definitivo dell\u2019incapacit\u00e0 e dell\u2019ottusit\u00e0 raggiunta dalla critica di sinistra verso la met\u00e0 degli anni Cinquanta [\u2026]. L\u2019idea che tutto ci\u00f2 che ho amato nella mia vita, nel cinema e nella letteratura, sia stato sottoposto a questo scempio ideologico, non mi fa indignare, mi fa soffrire.\u201d, afferma lo scrittore. Occorre precisare che anche i cattolici si impadronirono de <em>La Strada <\/em>facendone la loro bandiera. L\u2019arte, il genio di questi due giganti furono dunque fagocitati dalle questioni ideologiche. \u201cD\u2019altronde, pi\u00f9 le discipline si avvicinano ai contesti sociali, pi\u00f9 si riempiono di ideologia\u201d (E. Morin, <em>Sul cinema. Un\u2019arte della complessit\u00e0<\/em>). Il cinema racconta chi siamo, la nostra quotidianit\u00e0, i nostri sogni: \u201cLa sua magia risponde cos\u00ec bene alla magia del quotidiano. [\u2026] Il cinema \u00e8 nella vita quotidiana. Gli ingressi dei cinema si trovano fra i negozi. \u00c8 alla vita quotidiana che il cinema si rivolge. L\u2019antropo-sociologia della vita quotidiana \u00e8 inconcepibile senza un\u2019antro-sociologia del cinema\u201d (E. Morin, <em>Sul cinema. Un\u2019arte della complessit\u00e0<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>E arriviamo ad una felice sorpresa: nelle pagine di <em>La bella confusione<\/em> incontro Ignazio Silone! Lui che ha vissuto l\u2019oppressione dell\u2019appartenenza ideologica, scontando l\u2019isolamento, la solitudine pur di non rinunciare alla libert\u00e0. \u201cAvrei potuto difendermi. [\u2026] Avrei potuto persuaderli della mia assoluta indifferenza per i posti e le gerarchie. Avrei potuto; ma non volli. In un attimo ebbi la chiarissima percezione dell\u2019inanit\u00e0 d\u2019ogni furberia, tattica, attesa, compromesso. Dopo un mese, dopo due anni, mi sarei trovato da capo. Era meglio finirla una volta per sempre. Non dovevo lasciarmi sfuggire quella nuova, provvidenziale occasione, quell\u2019\u201duscita di sicurezza\u201d (<em>Uscita di Sicurezza<\/em>, Ignazio Silone).<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro fu pubblicato postumo. Tomasi mor\u00ec a Roma il 23 luglio 1957 pochi giorni dopo aver appreso che anche la Casa Editrice Einaudi si era rifiutata di pubblicare il suo libro. Dopo diverse vicissitudini il manoscritto arriva nelle mani di Elena Croce, figlia di Benedetto Croce, che prima lo perde, poi lo ritrova e lo propone a Feltrinelli. Giangiacomo Feltrinelli, editore coraggioso e imprevedibile ma evidentemente libero, decide di pubblicarlo nel 1958. Il libro vince il Premio Strega causando un grande sconquasso. I malumori della sinistra crebbero a dismisura con il crescere delle vendite del libro, considerato reazionario tanto che alla vigilia del Premio Strega Mario Alicata, critico letterario e responsabile della Commissione Culturale del PCI fece ufficialmente sapere che la candidatura del libro non sarebbe stata gradita a Botteghe Oscure. La posizione del partito resta molto netta e risolutiva finch\u00e9 Louis Aragon un intellettuale di spicco della sinistra marxista francese afferma esattamente il contrario rispetto a quello che dicono in Italia su <em>Il Gattopardo<\/em>. L\u2019autorevolezza di Aragon lascia zittita la critica della sinistra italiana che, Togliatti <em>in primis<\/em>, dovr\u00e0 prendere imbarazzanti provvedimenti, per risolvere la questione con il minore dei danni possibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Vorrei solo aggiungere poche righe per Claudia Cardinale. Sin dagli esordi ebbe un approccio professionale al lavoro; dal libro di Francesco Piccolo si comprende e si ha conferma che oggi \u00e8 una donna capace di vivere i suoi 85 anni, il presente senza sentire il bisogno di rifugiarsi nella nostalgia di quei tempi, consapevole di essere un mito per il cinema italiano e internazionale, della sua epica, dei suoi successi, della sua straordinaria bellezza. Claudia Cardinale non rincorre il suo passato nell\u2019illusione di fermare il tempo, neanche quello biologico: fa dei segni visibili la sua forza di donna, che sa gustare e vivere il presente. La sua professionalit\u00e0 e il suo saper vivere pienamente ogni tempo della sua vita ritengo che siano oggi una riservata scelta rivoluzionaria, un atto di autentica libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>In questi anni raccontati nel romanzo di Piccolo sembra che tutto ci\u00f2 che si voleva cambiare, manc\u00f2 di raggiungere lo scopo, manc\u00f2, credo, una maturit\u00e0 democratica, manc\u00f2 l\u2019onest\u00e0 intellettuale che avrebbe smarcato definitivamente la politica, i politici e gli intellettuali di quel periodo storico, da ci\u00f2 che combattevano e a cui giustamente reagivano: anni di regime fascista. E ancora oggi al nostro Paese necessita fare memoria e imparare costantemente dalla storia, anche da queste storie, per un cambiamento che sia reale. \u201cSe vogliamo che tutto rimanga com&#8217;\u00e8, bisogna che tutto cambi.\u201d (Tomasi di Lampedusa, <em>Il Gattopardo<\/em>) ma noi non possiamo pi\u00f9 permetterci di volere che tutto rimanga com\u2019\u00e8, per noi e le future generazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9 ti sei allontanato dalla vita di partito? La lotta per il potere non m\u2019interessa. [\u2026] I partiti per\u00f2 sono anche portatori di idee. S\u00ec, ma un\u2019idea adottata da un\u2019istituzione diventa facilmente ideologia e i suoi fautori, propagandisti. Che ne pensi dell\u2019impegno degli intellettuali? Lo ritengo degno di rispetto se corrisponde a una vocazione personale; abietto o commiserevole, secondo i casi, quando comporta la subordinazione a un apparato. [\u2026] Credi che l\u2019uomo sia libero? Penso che l\u2019uomo possa essere libero. E anche responsabile dei propri atti? Certo, nella misura in cui \u00e8 libero\u201d (I. Silone, <em>Confiteor<\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come ormai usiamo fare da qualche anno a questa parte trascorriamo il 15 agosto a casa, nella calma domestica. 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