{"id":18290,"date":"2023-11-06T09:35:30","date_gmt":"2023-11-06T08:35:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/?p=18290"},"modified":"2023-12-23T11:08:30","modified_gmt":"2023-12-23T10:08:30","slug":"la-problematica-visione-della-giustizia-nelle-tragedie-di-eschilo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/2023\/11\/06\/la-problematica-visione-della-giustizia-nelle-tragedie-di-eschilo\/","title":{"rendered":"La problematica visione della giustizia nelle tragedie di Eschilo"},"content":{"rendered":"\n<p>In una delle fasi storiche pi\u00f9 evidenti di cambiamento di strutture socio-politiche che accompagnano l\u2019evolversi della civilt\u00e0 europea \u00e8 la grandezza narrativa e poetica del tragediografo ateniese Eschilo a interpretare e segnalarci la complessit\u00e0 dei problemi e delle idee di fondo che sempre accompagnano e anche dirigono le svolte nel cammino umano. Nell\u2019Atene delle battaglie vittoriose contro l\u2019invasione persiana della Grecia, per le quali lo stesso poeta \u00e8 stato non solo commentatore ma anche partecipe personalmente, l\u2019evolversi dello stato verso la visione e strutturazione orizzontale delle istituzioni nella democrazia non fu solo un basilare cambiamento rispetto alla verticalit\u00e0 monarchica e aristocratica ma apr\u00ec la strada all\u2019affermazione di quei nuovi gruppi sociali commercianti, artigiani e operatori sociali che avevano trovato slancio e opportunit\u00e0 nella crescente affermazione della vocazione marittima commerciale dell\u2019Attica. <\/p>\n\n\n\n<p>Lo scenario politico in Atene si ampli\u00f2 progressivamente attraverso una serie di riforme istituzionali da Solone a Clistene fino ad Efialte, che permise una sempre pi\u00f9 ampia partecipazione al governo della polis alle nuove classi sociali e, probabilmente, fu la leva pi\u00f9 potente per far emergere quel senso collettivo di nazione che sarebbe poi stato sorprendentemente vincente nella competizione con l\u2019invasore orientale persiano pur se impari per spiegamento di forze militari. Se una delle condizioni di questa affermazione non solo negli scontri militari ma anche nella potenza economica di Atene sembr\u00f2 procedere trionfalmente e quasi inarrestabilmente \u00e8 anche vero, per\u00f2, che il cambiamento radicale degli antichi equilibri sociali e politici si estendeva con larghezza e ampiezza in una complessit\u00e0 che non solo produceva problemi ideologici e culturali ma imponeva la centralit\u00e0 di strumenti regolatori. Di conseguenza si afferm\u00f2 sempre pi\u00f9 l\u2019importanza della giustizia non solo nella sua organizzazione e apparato strumentale ma anche nel profondo della sua identit\u00e0 e funzione ideologica e culturale. <\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 allora innegabile il valore e, direi, il merito dell\u2019azione culturale svolta dalla produzione teatrale di Eschilo all\u2019interno della straordinaria azione di formazione popolare svolta dal teatro in Atene. Un\u2019azione che non solo imponeva l\u2019identit\u00e0 della Giustizia come valore sacrale ma ne esaminava tutta la complessit\u00e0 e anche le delicate ambivalenze. Anche oggi non si pu\u00f2 del resto, non riconoscere che tutte le tragedie di Eschilo mettono al centro il problema della scelta o del rifiuto della giustizia, un problema non radicato prevalentemente nella psiche individuale ma soprattutto nel contesto storico culturale con tutto il suo corredo di scontri fra diverse culture, da quella del <em>genos<\/em> degli aristocratici a quella della <em>polis<\/em> dei cittadini, da quella della vendetta di sangue a quella di tutela dell\u2019onore, da quella del desiderio di espansione dei potenti a quella del diritto di autonomia di ogni popolo, dalla negativit\u00e0 della <em>hybris<\/em> nella disobbedienza agli ordini divini all\u2019eroismo della ribellione per la solidariet\u00e0 verso gli uomini (Prometeo). Ed \u00e8 certamente merito della grandezza creativa del poeta avere adoperato la acclarata potenza culturale e ideologica archetipica del mito senza disperderla in futili minuzie narrative ma rivolgendo nella potenza evocativa di idee e ideali lo sguardo poetico agli elementi portanti della condizione umana e incanalandoli nella forte incisivit\u00e0 persuasiva della forma teatrale. E\u2019 l\u00ec, proprio sulle gradinate del teatro di Dioniso al quale i cittadini di Atene potevano liberamente e gratuitamente accedere (perfino con il rimborso della giornata di lavoro perduta grazie alla politica culturale della <em>polis<\/em> democratica) che l\u2019illuminazione di valori e comportamenti si poteva accendere di forti e produttive reazioni nella partecipazione emotiva tra suoni e azioni dello spettacolo teatrale dal quale partiva un impatto di sensibilit\u00e0 molto pi\u00f9 forte ed esteso di quello svolto dalla recitazione dell\u2019<em>epos<\/em> o dalla lettura della lirica.<\/p>\n\n\n\n<p>Si poteva cos\u00ec compiere proprio con l\u2019azione teatrale quella diffusa azione formativa che concesse alla potenza imperiale di Atene di resistere oltre le sue forze e di esercitarsi non solo come imperialismo ma come egemonia culturale ad ampia influenza, anche dopo il declino politico. Questo supporto non fu esercitato dagli spettacoli tragici con un\u2019operazione solo celebrativa della<em> polis <\/em>democratica ma attraverso l\u2019ampiezza creativa della riflessione poetica sugli elementi esistenziali nelle variet\u00e0 contestuali. Eschilo ne illumin\u00f2 le drammaticit\u00e0 anche nel momento di dialettica affermazione dei nuovi ordini democratici, e Sofocle con la stessa polisemia del linguaggio nel momento del massimo splendore della <em>polis<\/em> ne fece emergere la tragedia della ineliminabile sete di conoscenza dell\u2019uomo nella sua eroica solitudine, mentre Euripide ne rivel\u00f2 anche i nodi irrisolti della condizione umana dell\u2019individuo e il declino delle ideologie tradizionali. <\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda Eschilo, comunque, la potenza evocativa anche nel suo linguaggio e nell\u2019uso del mito ci consente di scorgere tutta la complessit\u00e0 della regolazione della condizione umana nei suoi rapporti orizzontali e verticali con societ\u00e0 e divinit\u00e0 non solo negli ordinamenti ma nello stesso suo valore identificativo di divina<em> Dike,<\/em> la giustizia. Difatti nella inequivocabile religiosit\u00e0 eschilea la giustizia si presenta come focus dell\u2019azione divina vista soprattutto come mantenimento e riparazione di ordine cosmico. Non si esaurisce, per\u00f2, questa visione in una esaltazione puramente celebrativa ma posa uno sguardo attento sulla drammaticit\u00e0 del conflitto tra la antica religiosit\u00e0 ricca di forze oscure terrestri e  la religiosit\u00e0 uranica dei nuovi dei vista come regolatrice di ordine con una nuova moralit\u00e0 che supera il tradizionale caleidoscopio avventuroso del mito. Di questo contrasto sono evidenti esempi anche le azioni e le figure delle Erinni che inseguono Oreste per punirlo del matricidio vendicatore. Tuttavia queste forze pi\u00f9 disordinate nella loro azione fortemente emotiva e certamente legate ai miti pi\u00f9 antichi della civilt\u00e0 mediterranea della Grande Madre trovano nella poesia di Eschilo la regolazione e, in qualche modo, la pacificazione con il sereno e vincente intervento degli dei celesti garanti, a partire da Zeus, della <em>Dike<\/em> e dell\u2019ordine contro le debolezze e perversioni umane. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo approdo rasserenante comunque non \u00e8 solo una evoluzione di cultura mitico-narrativa ma una ricerca costante in Eschilo di una moralit\u00e0 pi\u00f9 alta e razionale che travalichi gli impulsi disordinati delle passioni in un ordine universale capace di controllare e moderare l\u2019azione umana spegnendo i fuochi devastatori dell\u2019accecamento (<em>Ate<\/em>)di superbia e della aggressivit\u00e0 (<em>ubris<\/em> ). Ce lo dicono la pacificazione &#8211; trasformazione delle Erinni  in Eumenidi<strong> <\/strong>con l\u2019azione moderatrice di Atena e di Apollo e l\u2019istituzione del tribunale Areopago per giudicare i delitti di sangue ma anche l\u2019appello, in <em>Coefore<\/em>, alle antiche Moire perch\u00e9 collaborino con Zeus nel ristabilire con la giustizia l\u2019equilibrio universale. Si pu\u00f2 considerare questa soluzione come una strumentalit\u00e0 culturale opportunistica per acquietare i contrasti e rafforzare i nuovi ordinamenti nella svolta di civilt\u00e0? A me pare che l\u2019azione poetica di Eschilo sfugga completamente a questa restrizione ideale del panorama culturale che potrebbe mirare, magari, a spegnere in una comoda celebrazione le numerose drammaticit\u00e0 di questo passaggio di cultura e civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Numerose e altre sono invece nelle sue opere le drammaticit\u00e0 e anche ambivalenze della sua visione degli uomini e del mondo. Scorrendo velocemente i testi delle tragedie rimaste sorgono alla mente eventi e situazioni che, certo, innegabilmente testimoniano la vittoria rasserenatrice di <em>Dike<\/em> nel panorama conflittuale del mondo su continue violenze in azioni e sentimenti. Ecco quindi ne <em>Le<\/em> <em>Supplic<\/em>i<strong> <\/strong>l\u2019ambivalenza stessa del poeta verso le Danaidi nel rivelarne (in armonia del resto con la stessa posizione conservatrice della cultura sociale ateniese verso le donne) il disordine emotivo nella ribellione come forza eversiva disgregatrice ma, nello stesso tempo, il loro diritto all\u2019accoglienza come profughe. E\u2019 un contrasto che si cala e si riflette nella dilemmatica difficolt\u00e0 del re argivo Pelasgo tra il dovere di salvaguardia della propria citt\u00e0 e il dovere sacrale dell\u2019ospitalit\u00e0, un contrasto come sempre in Eschilo vissuto nella ideologia sociale pi\u00f9 che nella psiche individuale. Allo stesso modo nella posizione di Eteocle, ne <em>I sette contro Tebe<\/em>, si agitano in lotta il dovere patriottico e il grumo affettivo e sofferente del clan famigliare in una posizione di eroica disposizione alla lotta mentre nella figura del sacerdote pacifista Anfiarao si misura e contrasta il disgusto per la guerra visibile anche nello scarno arredo di combattente con il dovere delle armi per la patria. Particolarmente evidente \u00e8 la dilemmaticit\u00e0 dei contrasti sulla figura di Prometeo, in <em>Prometeo incatenato,<\/em> al punto da far individuare nella tragedia nuovi influssi culturali dalla sofistica, allorch\u00e8 la stessa figura divina di Zeus viene quasi appannata di un velo di crudele autoritarismo nel confronto con l\u2019umanesimo eroico di Prometeo. L\u2019<em>Orestea<\/em> tutta poi \u00e8 pervasa da uno scontro tra i legami di sangue e quelli sociali, e non solo nel dramma figliale di Oreste ma anche nella potenza della <em>hubris <\/em>stessa di Clitemnestra.<\/p>\n\n\n\n<p>Particolarmente significativa, fondante e anche radicale mi appare questa visione travagliata ma ampia della condizione umana nella continuit\u00e0 di una sofferenza non solo causale ma quasi finalistico-provvidenziale, nel dolore che approda alla conoscenza. Un abbinamento che ha la forza di sottrarre l\u2019uomo alla passivit\u00e0 di puro strumento della giustizia divina mentre ne delinea una maturazione positiva con l\u2019ascesa verso una pi\u00f9 alta moralit\u00e0 sui faticosi gradini della sofferenza dilemmatica. E\u2019 una visione a spettro ampio e anche sostanzialmente positiva che possiamo individuare gi\u00e0 nei primordi della creazione drammatica del poeta ne I <em>Persiani <\/em>dove la celebrazione patriottica non si chiude in un orgoglioso e angusto sovranismo ma si apre, gi\u00e0 con il focus narrativo sui sentimenti dolorosi degli sconfitti invasori, a una visione direi ecumenica dell\u2019uomo. Si \u00e8 portati allora a pensare che fu anche, forse, questo atteggiamento culturale a consentire all\u2019antica Atene non solo l\u2019affermazione di potere ma la permanenza dell\u2019egemonia culturale per secoli. <\/p>\n\n\n\n<p>Pensando all\u2019oggi tutto questo mi appare malinconicamente distante dalle violenze ottuse dei poteri militari ed economici nella politica internazionale, dalle meschine trame di affermazioni particolari spesso tracimanti in beghe individuali e corporative dei politici attuali, dagli spesso futili chiacchiericci dei commentatori politici e anche dal silenzio, temo, apatico ed evasivo degli intellettuali di questo nostro opaco tempo presente. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una delle fasi storiche pi\u00f9 evidenti di cambiamento di strutture socio-politiche che accompagnano l\u2019evolversi della civilt\u00e0 europea \u00e8 la grandezza narrativa e poetica del tragediografo ateniese Eschilo a interpretare e segnalarci la complessit\u00e0 dei problemi e delle idee di fondo che sempre accompagnano e anche dirigono le svolte nel cammino umano. 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