{"id":18655,"date":"2024-03-08T22:09:56","date_gmt":"2024-03-08T21:09:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/?p=18655"},"modified":"2024-05-02T09:28:57","modified_gmt":"2024-05-02T07:28:57","slug":"differenza-e-liberta-in-francoise-collin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/2024\/03\/08\/differenza-e-liberta-in-francoise-collin\/","title":{"rendered":"Differenza e libert\u00e0 in Francoise Collin"},"content":{"rendered":"\n<p>Marisa Forcina,<em> Francoise Collin. Pensare nella differenza, pensare nella libert\u00e0<\/em>, ed. Franco Angeli, Mi 2024<\/p>\n\n\n\n<p>In questo libro l&#8217;autrice, Marisa Forcina, che ha al suo attivo numerosi studi sulle problematiche relative alla condizione femminile, propone una riflessione sulla figura e l&#8217;opera della scrittrice e filosofa Fran\u00e7oise Collin. Il lavoro non \u00e8 concepito come uno studio accademico, ma come un dialogo con un&#8217;amica nell&#8217;intento di<em> \u201cconservarne la memoria, nella consapevolezza che\u2026la memoria intrattiene un dialogo incessante con il presente\u201d. <\/em>Dal discorso dell&#8217;autrice, che condivideva con Collin amicizie e letture, emerge il profilo del pensiero e dell&#8217;appassionata militanza della scrittrice belga, che \u00e8 stata una voce importante <em>\u201cdel femminismo critico dagli anni Settanta fino al primo decennio del Duemila\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Francoise Collin sottolinea come il femminismo pone questioni molto importanti non solo per la donna, ma per tutta la societ\u00e0: avendo vissuto lei stessa le vicende del femminismo fin dagli anni Sessanta e Settanta, ne individua l&#8217;evoluzione nell&#8217;arco di mezzo secolo. Mette in evidenza come partendo dalla prima fase, centrata sulla riflessione intorno alla differenza sessuale, all&#8217;uguaglianza di fronte alla legge e alle istituzioni, alla parit\u00e0 dei diritti e alla differenza sessuale che si ripercuote sul ruolo familiare e sociale della donna, il femminismo attuale ha spostato la riflessione sul piano culturale e politico. Questa posizione si concretizza nella fondazione della prima rivista di teoria femminista in lingua francese,<em> Le Cahiers<\/em> <em>du Frif<\/em>, a cui collaborano donne provenienti da vari ambiti culturali, con l&#8217;obiettivo di avviare la discussione su cosa sia il femminismo e quale ne sia la funzione. Attraverso la discussione sui rapporti di forza cui le donne sono state da sempre assoggettate emerge la necessit\u00e0 di trasformare tali rapporti attraverso l&#8217;impegno politico. In tal modo la differenza dei sessi viene riletta come ricerca di una nuova identit\u00e0, diversa da quella implicita nel concetto di <em>\u00e9galit\u00e9.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per questo rifugge dalla terza persona, neutra, in nome dell&#8217;impegno assunto in prima persona: bisogna prendere partito, stare da una parte, difendere la propria posizione contro il<em> politicamente corretto<\/em>. Diffida anche dei concetti di uguaglianza e democrazia perch\u00e9 l&#8217;uguaglianza nega la pluralit\u00e0 e la democrazia rappresentativa limita la partecipazione al momento elettorale, arrivando a definire l&#8217;urna elettorale come <em>\u201cl&#8217;urna funeraria della democrazia\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;autrice nell&#8217;ultimo capitolo affronta il tema dell&#8217;identit\u00e0 di genere e della differenza, offrendo un&#8217;ampia panoramica del dibattito in corso e ponendo in primo piano la convergenza della posizione di Collin con quella di Hannah Arendt; sottolinea come secondo Collin dal punto di vista filosofico e politico si tratta di vedere la differenza non come opposizione n\u00e9 come nozione teorica, ma come strumento <em>\u201cche apre alla libert\u00e0 dei soggetti\u2026e si pone come risorsa per se stessi e per tutti\u201d<\/em>. Si tratta di capire quali sono le condizioni e le modalit\u00e0 per la valorizzazione dei soggetti attraverso una conoscenza <em>\u201cin qualche modo unitaria della soggettivit\u00e0\u201d<\/em>, mediante il superamento dei concetti e delle metodologie tradizionali, che facevano riferimento a categorie assolute non pi\u00f9 adeguate all&#8217;analisi dell&#8217;epoca attuale. Oggi il teme pi\u00f9 importante \u00e8 la differenza, ma \u00e8 necessario chiarire il rapporto tra identit\u00e0 e differenza. Secondo Collin l&#8217;affermarsi della globalizzazione sia sul piano economico sia sul piano culturale, con il decisivo apporto dei <em>media <\/em>e dei <em>social, <\/em>ha portato a un progressivo depotenziamento delle caratteristiche singolari a favore di una assimilazione delle differenze individuali, che, se da un lato rassicura e sembra essere capace di superare le distanze di razza, religione, classe e \u201cgenere\u201d, dall&#8217;altro spersonalizza e priva gli esseri umani di quelle specificit\u00e0 che rendono ciascuno unico e irripetibile, in fondo privandoli della libert\u00e0. L&#8217;identit\u00e0 mentre si sostituisce alla libera soggettivit\u00e0 si richiama a una universalit\u00e0 indefinita, come avviene nel campo della sessualit\u00e0, che <em>\u201csi presenta come un insieme di variabili indipendenti che possono coesistere nello stesso soggetto (\u201cnomadismo identitario\u201d)<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel capitolo sulle radici filosofiche del femminismo radicale di Collin l&#8217;autrice sottolinea da un lato la presa di posizione critica della filosofa belga verso il positivismo e <em>\u201cla dialettica hegelomarxista\u201d<\/em> di Sartre, come pure verso le filosofie dell&#8217;esistenza, dall&#8217;altro l&#8217;apprezzamento per la posizione di Simone De Bouvoir, assunta a<em> \u201cpunto di riferimento imprescindibile per il femminismo internazionale\u201d.<\/em> E proprio a partire dal pensiero di De Bouvoir, Collin elabora il <em>\u201cpensiero della differenza\u201d<\/em>, considerato come il mezzo per collegare la teoria alla pratica, nel senso che il pensiero della differenza pu\u00f2 assurgere a pratica politica. In questo modo la scrittrice belga si incontra con la posizione di Hanna Arendt, che concepisce la mente non astratta bens\u00ec radicata nella realt\u00e0 politica.<\/p>\n\n\n\n<p>Collin nel trasformare le sue radici filosofiche in un percorso politico, intende il femminismo come <em>praxis<\/em>, come pratica politica, che non si rif\u00e0 a un modello, ma \u00e8 basata sulla pluralit\u00e0 dialogica e sulla ricerca di spazi in cui si possa affermare la singolarit\u00e0 di ciascuno. In questa prospettiva rifiuta la concezione secondo cui l&#8217;anatomia della donna determina il suo destino: il soggetto \u00e8 incarnato perci\u00f2 \u00e8 sessuato; la differenza sessuale \u00e8 un dato di fatto che non si pu\u00f2 rappresentare: \u00e8 sbagliato cercare di creare un&#8217;identit\u00e0 femminile (ci\u00f2 che \u00e8 e che deve essere la donna), e ci\u00f2 si evince dal rifiuto di parlare della<em> donna<\/em> e dal riferimento sempre alle <em>donne <\/em>al plurale. La riflessione intorno alla differenza non pu\u00f2 prescindere dalla libert\u00e0, cos\u00ec la differenza assume una valenza epistemologica, etica ed estetica, oltre che politica.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella filosofia tradizionale si \u00e8 affermata la \u201cragione dialettica\u201d (il pensiero al maschile) a fronte della quale Collin propone una \u201cragione dinamica\u201d, una riflessione che supera le strade gi\u00e0 percorse e riflette sul presente. Il nuovo femminismo attraverso la riflessione attua un percorso di libert\u00e0; non si riferisce a un modello predefinito o ad un \u201cprincipio\u201d, ma \u00e8 un <em>iter<\/em> che si fa storicamente, e afferma la libert\u00e0 di agire rispetto alla situazione contingente. Il nuovo femminismo \u00e8 un invito alla libert\u00e0 e all&#8217;autenticit\u00e0, ma la libert\u00e0 richiede la convergenza di donne di generazioni e origini differenti, costruendo un linguaggio capace di rivolgersi a tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Forcina pone l&#8217;accento sul ruolo che in questa ricerca di convergenza assumono la parola e il dialogo nel pensiero di Collin: per lei le parole annunciano la verit\u00e0, l&#8217;essere delle cose, delle persone e dell&#8217;intera realt\u00e0, e individua nella cura della parola un&#8217;apertura all&#8217;infinito; per questo fare filosofia significa scegliere il campo dove le parole hanno <em>\u201cun&#8217;apertura all&#8217;infinito\u2026il campo in cui \u00e8 possibile cercare \u2013 e trovare \u2013 la verit\u00e0\u201d.<\/em> Collin propone una rilettura della cultura e della filosofia occidentale, da un lato sostenendo che il femminismo deve lavorare sull&#8217;ordine simbolico, dall&#8217;altro mettendo in discussione sia il soggetto sia i principi della politica, della morale e dell&#8217;epistemologia tradizionali. Preconizza una trasformazione basata sulla parola; tutte le donne devono avere accesso alla parola: la parola libera \u00e8 testimonianza e la testimonianza diventa oggetto di incontro e di riflessione, in tal modo il femminismo diventa un movimento del <em>plurale donne<\/em>, capace di costruite un pensiero delle donne basato sulla diversit\u00e0 personale, evitando la tentazione del <em>pensiero unico<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marisa Forcina, Francoise Collin. Pensare nella differenza, pensare nella libert\u00e0, ed. Franco Angeli, Mi 2024 In questo libro l&#8217;autrice, Marisa Forcina, che ha al suo attivo numerosi studi sulle problematiche relative alla condizione femminile, propone una riflessione sulla figura e l&#8217;opera della scrittrice e filosofa Fran\u00e7oise Collin. 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