{"id":19505,"date":"2025-10-09T17:50:55","date_gmt":"2025-10-09T15:50:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/?p=19505"},"modified":"2026-01-08T17:43:46","modified_gmt":"2026-01-08T16:43:46","slug":"uomo-e-societa-nella-dottrina-sociale-della-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/2025\/10\/09\/uomo-e-societa-nella-dottrina-sociale-della-chiesa\/","title":{"rendered":"Uomo e societ\u00e0 nella dottrina sociale della Chiesa"},"content":{"rendered":"\n<p>La scelta del nuovo pontefice di assumere il nome di Leone \u00e8 apparsa come un chiaro riferimento alla figura e al magistero del precedente omonimo, Leone XIII.<\/p>\n\n\n\n<p>Gioacchino Pecci, eletto nel 1878, con l&#8217;enciclica <em>Rerum Novarum <\/em>ha segnato una svolta nella posizione della Chiesa di fronte al mondo moderno. Con Leone XIII, che inizi\u00f2 a riflettere\u00a0 intorno alle \u201ccose nuove\u201d, si pass\u00f2 da un atteggiamento di condanna della tecnica moderna e della societ\u00e0 (Gregorio XVI, il <em>Sillabo<\/em>) a una attenta considerazione delle dinamiche sociali del tempo, con particolare riferimento al\u00a0 divario sempre crescente tra\u00a0 l&#8217;arricchimento della borghesia industriale e la povert\u00e0 della classe lavoratrice. Nella seconda met\u00e0 del secolo XIX la cosiddetta &#8220;seconda rivoluzione industriale&#8221;, accanto agli indubbi progressi nell\u2019ambito tecnico-scientifico ed economico, all\u2019innalzamento del tenore di vita e allo sviluppo urbanistico e politico, aveva portato anche gravi problemi sociali. I lavoratori non godevano di alcuna tutela e le loro condizioni di vita erano molto\u00a0 precarie; l&#8217;impiego di donne e bambini nelle fabbriche aveva ripercussioni anche sulla struttura della famiglia, travolta dalla necessit\u00e0 di guadagnare il minimo per sopravvivere; questo veniva a pregiudicare la salute, tanto che la vita media non superava i 25-30 anni. Le condizioni dei lavoratori avevano ispirato numerose dottrine politiche, dal socialismo &#8220;utopistico&#8221; al marxismo, ed erano sorte diverse associazioni operaie e socialiste, che portavano avanti delle rivendicazioni salariali e normative. Di fronte a tale situazione, la Chiesa si sent\u00ec sollecitata a prendere posizione sia per dare una risposta agli interrogativi posti dall&#8217;evoluzione economica e politica, sia per dare una sua interpretazione alla luce dei principi della dottrina cristiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1891 il papa eman\u00f2 la Lettera enciclica <em>Rerum novarum<\/em>, con la quale prendeva atto della questione operaia, enunciando il punto di vista della Chiesa sui\u00a0problemi del mondo industrializzato. Non si trattava di una posizione rivoluzionaria;\u00a0la Chiesa cattolica ha insita una vocazione socio-culturale, in quanto il suo messaggio e la sua azione sono rivolti alla guida e al sostegno dell\u2019operare umano in vista della salvezza: i testi evangelici sono alla base di quella che \u00e8 stata definita la \u201cdottrina sociale della Chiesa\u201d.\u00a0L&#8217;enciclica affrontava i molteplici aspetti della realt\u00e0 sociale del tempo, con l&#8217;intento di individuare la possibilit\u00e0 di un\u00a0 ordine sociale pi\u00f9 giusto, alla luce del principio che per attuare un ordine sociale pi\u00f9 giusto \u00e8 necessario stabilire dei criteri di giudizio sulla base dei quali ipotizzare delle linee di sviluppo coerenti con la dignit\u00e0 della persona.<\/p>\n\n\n\n<p>Il documento accoglieva le esigenze\u00a0 del mondo operaio e nello stesso tempo proponeva la pacifica cooperazione capitale-lavoro; forniva indicazioni morali ai credenti per l\u2019azione concreta: ai datori di lavoro consigliava di corrispondere \u201cla giusta mercede\u201d agli operai, mentre riconosceva il diritto naturale\u00a0 alla propriet\u00e0 privata. Il contrasto con le forze socialiste, unite nella Seconda Internazionale (1889), si basava su tre principi fondamentali: l&#8217;affermazione della legge naturale come base dei rapporti politici e sociali; il riconoscimento della propriet\u00e0 privata; il rifiuto della lotta di classe e del\u00a0legame tra rivendicazioni sociali e conquista del potere politico.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0Il magistero ecclesiastico \u00e8 ritornato pi\u00f9 volte sulle tematiche della societ\u00e0 e del lavoro, a prova dell\u2019importanza che questo ambito riveste non solo\u00a0sul piano civile e politico, ma anche su quello religioso. In ognuno dei documenti successivi viene ribadita la continuit\u00e0 del magistero cattolico, in opposizione al marxismo, ma viene anche condannato il liberalismo individualista, alla base del laicismo moderno.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1931, per celebrare il quarantesimo anniversario della <em>Rerum novarum<\/em>,\u00a0 papa Pio XI eman\u00f2 la <em>Quadragesimo anno<\/em>, riprendendo e sviluppando i motivi fondamentali dell\u2019enciclica leonina.\u00a0Ribad\u00ec, infatti, la necessit\u00e0 della propriet\u00e0 privata, ma ne attenu\u00f2 gli aspetti, sottoponendola all\u2019attivit\u00e0 regolatrice dello stato e proclamando la necessit\u00e0 di un\u2019equa redistribuzione della ricchezza e della solidariet\u00e0 fra le classi; inoltre sostenne i vantaggi delle organizzazioni corporative, fondate in quel periodo, in alternativa alle organizzazioni sindacali.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il pontificato di Giovanni XXIII si ha una svolta nella dottrina sociale della Chiesa: se nelle encicliche precedenti il tema dominante era la giustizia sociale, e di conseguenza era privilegiato l\u2019ambito giuridico, con le encicliche giovannee si attua una svolta in senso dottrinale-teologico: le tematiche sociali vengono ricondotte al tema evangelico della carit\u00e0, in nome della comune filiazione divina.\u00a0Con la <em>Mater et magistra <\/em>del 1961, papa Roncalli condannava lo sfruttamento dei deboli e sosteneva la necessit\u00e0 di un\u2019armonica collaborazione fra lo stato e i privati,\u00a0auspicando la partecipazione dei lavoratori agli utili.\u00a0Nella <em>Pacem in terris<\/em>, del 1963, affermava il diritto al lavoro, alla sicurezza sociale, all\u2019istruzione, all\u2019individualit\u00e0 etnica e alla parit\u00e0 sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 la <em>Populorum progressio<\/em> di Paolo VI il documento basilare della dottrina sociale cristiana nel XIX secolo. In questo documento il pontefice affrontava i problemi della contemporaneit\u00e0 alla luce de messaggio cristiano e dei principi della teologia cattolica. Secondo papa Montini la missione della Chiesa \u00e8 annunciare la Buona Novella e testimoniare la Verit\u00e0 in vista della salvezza, per questo deve saper <em>cogliere i segni dei tempi <\/em>e aiutare gli uomini nella loro crescita umana. L&#8217;enciclica si rivolge <em>a tutti gli uomini di buona volont\u00e0<\/em>, ai governanti, agli uomini di cultura, a coloro che sono impegnati in qualunque modo nella vita sociale e ai giovani. Il documento indica le condizioni della giustizia sociale; afferma la dimensione ecumenica della dottrina sociale della Chiesa; affronta i\u00a0 problemi relativi allo sviluppo dei popoli, alle loro aspirazioni e ai loro bisogni; critica il liberalismo sfrenato, che ha portato allo sfruttamento imperialistico e\u00a0il concetto di progresso basato solo sul profitto, mentre ribadisce il diritto naturale alla propriet\u00e0 privata.\u00a0La visione dell\u2019enciclica paolina ha una impostazione fortemente personalista: l\u2019uomo \u00e8 un essere concreto, la cui esistenza si attua come persona, creatura spirituale dotata di intelligenza e volont\u00e0, che realizza pienamente se stesso\u00a0 nella libert\u00e0. La persona persegue il proprio fine quando attraverso le sue scelte fa crescere l\u2019umanit\u00e0 dell\u2019uomo, incrementa il suo essere, lo avvicina al creato e al Creatore; in tal modo il valore morale si identifica con la scelta del bene e la ricerca della verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel ventesimo anniversario della <em>Populorum progressio<\/em> la Pontificia Commissione <em>Iustitia et<\/em> <em>Pax<\/em> ne promuove una solenne commemorazione attraverso l\u2019emanazione di una nuova enciclica, la <em>Sollicitudo rei socialis<\/em>.\u00a0In questa Lettera, Giovanni Paolo II sottolinea la presenza di un corpus dottrinale della Chiesa in campo sociale, costituitosi a partire dalla <em>Rerum Novarum<\/em>, e nello stesso tempo mette in luce l\u2019importanza e la novit\u00e0 dell\u2019enciclica di Paolo VI.\u00a0Richiamandosi allo \u201cstorico documento\u201d, il papa rivendica \u201cla continuit\u00e0 della dottrina sociale ed insieme il suo costante rinnovamento\u201d mentre ribadisce \u201cil perenne valore dell\u2019insegnamento della Chiesa\u201d. Le basi dottrinali della nuova enciclica sono individuate nel messaggio evangelico, nella dottrina sociale costituita mediante le precedenti encicliche, nelle deliberazioni\u00a0 nel Concilio.<\/p>\n\n\n\n<p>Viene poi affermato l\u2019obbligo per gli individui, le Nazioni, la Chiesa cattolica e le altre comunit\u00e0 ecclesiali, \u201cdi impegnarsi per lo sviluppo dei popoli\u201d, intraprendendo tutte le iniziative possibili volte la miglioramento economico, al progresso culturale dei popoli in via di sviluppo, al riconoscimento e al rispetto dei diritti umani. Il dovere di solidariet\u00e0 si deve basare sulla carit\u00e0, che aiuta a vedere l\u2019altro come nostro simile, fratello in Cristo. La tradizionale condanna del capitalismo e imperialismo delle grandi potenze nonch\u00e9 del consumismo,visto come \u201cstruttura di peccato\u201d, accanto al rifiuto del collettivismo di stampo marxista, sembrava collocare la posizione cattolica come una sorta di terza via fra le due posizioni; in realt\u00e0 nel capitolo sulla <em>lettura teologica dei problemi moderni, <\/em>troviamo, invece,\u00a0l\u2019affermazione che\u00a0 la dottrina sociale della Chiesa non \u00e8 una \u201cterza via\u201d fra capitalismo e collettivismo marxista, ma \u201cuna categoria a s\u00e9\u201d. Compito della Chiesa \u00e8 interpretare la realt\u00e0 e orientare il comportamento cristiano secondo i principi del Vangelo; la sua missione evangelizzatrice la porta a denunciare i mali e le ingiustizie e a reclamare un\u00a0 impegno di solidariet\u00e0 e giustizia, a prescindere da qualsiasi ideologia. L\u2019enciclica si chiude con un richiamo al rispetto della dignit\u00e0 della persona \u201dimmagine di Dio creatore\u201d e identica in ciascuno, e con la sollecitazione rivolta a religiosi e laici di realizzare \u201cun\u2019era di eguaglianza e di pace\u201d, alla luce dell\u2019appello di Paolo VI, che legava la soluzione del problema sociale al raggiungimento della pace, poich\u00e9, per la Chiesa, non\u00a0 pu\u00f2 esservi pace senza giustizia.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scelta del nuovo pontefice di assumere il nome di Leone \u00e8 apparsa come un chiaro riferimento alla figura e al magistero del precedente omonimo, Leone XIII. Gioacchino Pecci, eletto nel 1878, con l&#8217;enciclica Rerum Novarum ha segnato una svolta nella posizione della Chiesa di fronte al mondo moderno. 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