{"id":20031,"date":"2026-11-04T17:51:20","date_gmt":"2026-11-04T16:51:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/?p=20031"},"modified":"2026-11-04T17:51:21","modified_gmt":"2026-11-04T16:51:21","slug":"il-partito-del-non-voto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centropersonalista.it\/latenda\/2026\/11\/04\/il-partito-del-non-voto\/","title":{"rendered":"Il partito del non voto"},"content":{"rendered":"\n<p>E la democrazia si ammala nel silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019astensione non \u00e8 pi\u00f9 un fenomeno marginale, n\u00e9 una semplice manifestazione di disinteresse. \u00c8 diventata il sintomo pi\u00f9 evidente della frattura tra cittadini e istituzioni. Quando milioni di persone rinunciano a votare, non \u00e8 soltanto la politica a perdere consenso: \u00e8 la democrazia stessa a perdere forza, credibilit\u00e0 e legittimazione. C\u2019\u00e8 un partito che cresce a ogni elezione, conquista consensi senza organizzare comizi, non ha bisogno di candidati, non presenta programmi e non compare sulle schede elettorali. Non ha segretari, capigruppo n\u00e9 portavoce. Eppure, la sua forza \u00e8 ormai tale da mettere in discussione la rappresentativit\u00e0 dell\u2019intero sistema politico italiano. \u00c8 il partito del non voto, il Partito Nazionale Astensionisti, il PNA, una forza senza voce che, paradossalmente, esprime un dissenso sempre pi\u00f9 rumoroso proprio attraverso il silenzio. Alle elezioni politiche del 2018 l\u2019affluenza si attest\u00f2 intorno al 73 per cento. Nel 2022 scese a circa il 64 per cento, con un incremento dell\u2019astensione di quasi nove punti percentuali. Un arretramento significativo, che si inserisce in una tendenza di lungo periodo: se si guarda alle elezioni politiche del 2006, quando vot\u00f2 circa l\u201984 per cento degli aventi diritto, il calo dell\u2019affluenza supera i venti punti percentuali.<\/p>\n\n\n\n<p>I numeri, dunque, raccontano una storia che la politica farebbe bene a non sottovalutare. Sempre pi\u00f9 cittadini si allontanano dalle urne, sempre pi\u00f9 persone rinunciano a scegliere chi dovr\u00e0 governarle, sempre pi\u00f9 elettori sembrano convinti che il proprio voto non sia in grado di cambiare le cose. Non siamo pi\u00f9 di fronte a una fisiologica disaffezione, ma a una crisi profonda del rapporto tra rappresentanti e rappresentati. Eppure, di fronte a questa emorragia di partecipazione, la politica continua troppo spesso a comportarsi come se nulla fosse. Si discute di alleanze, candidature, percentuali, leadership e strategie elettorali. Si celebrano vittorie e si commentano sconfitte. Si rivendicano maggioranze e si rivendica il diritto di governare. Ma raramente ci si pone la domanda fondamentale: quale forza democratica pu\u00f2 dirsi davvero soddisfatta quando una parte crescente del Paese decide di non partecipare? Il paradosso \u00e8 sotto gli occhi di tutti. Le forze politiche si contendono il consenso di una quota sempre pi\u00f9 ridotta dell\u2019elettorato, mentre milioni di cittadini rimangono fuori dal processo decisionale. Chi vince le elezioni conquista legittimamente il potere secondo le regole vigenti, ma non pu\u00f2 ignorare il significato politico e sociale di un\u2019affluenza in costante diminuzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Attenzione, per\u00f2: l\u2019astensionismo non possiede una volont\u00e0 unitaria e non esprime necessariamente un programma comune. C\u2019\u00e8 chi non vota per protesta, chi per sfiducia, chi per indifferenza, chi perch\u00e9 ostacolato da difficolt\u00e0 personali o organizzative. Sarebbe sbagliato attribuire a tutti la stessa <em><a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fmotivazione.Ma%2F%3Ffbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAcGRvZgVicmlkETFTZ1lIM3pyR1N2dU43dDlVc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABH2ihFswBcSvUkI7dyd8ISAuUDWLl77GSwreATVbGDMuoPZmc5-4ZT6QY3KeX_aem_LbJdbZDt9Q9slFmlu4krxA&amp;h=AUCRUybHuia4MiX9j0hepUqidFlvk23H58zXtOKoc1M0wjGgane_gIHw6tIGMouovCv6d5v6wSgjMIUOe5HNGkgJZMw7hIb7CM0om_6aEHHBgLX5mEdGZOrFUQWIlkt1sibh_jsCUBuny3Rx&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AUBfcICw-WaS9Dr7Z8PwZ7CUnWDQdBVBXK_Pv1DuWY5VAih1PmtibDfxumZU4VugPdx6pwZzniT1evAqgzdNqaSSBIDmUO-2UNI_NM4edYnOM_MdVOmt_XV3BfhceC9seEitj4yR7aJd9d54CeGyHlcY-U04EEBklWTQ-k70DvwdJuuiq03L8tXTR68\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">motivazione<\/a><\/em><a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fmotivazione.Ma%2F%3Ffbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAcGRvZgVicmlkETFTZ1lIM3pyR1N2dU43dDlVc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABH2ihFswBcSvUkI7dyd8ISAuUDWLl77GSwreATVbGDMuoPZmc5-4ZT6QY3KeX_aem_LbJdbZDt9Q9slFmlu4krxA&amp;h=AUCRUybHuia4MiX9j0hepUqidFlvk23H58zXtOKoc1M0wjGgane_gIHw6tIGMouovCv6d5v6wSgjMIUOe5HNGkgJZMw7hIb7CM0om_6aEHHBgLX5mEdGZOrFUQWIlkt1sibh_jsCUBuny3Rx&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AUBfcICw-WaS9Dr7Z8PwZ7CUnWDQdBVBXK_Pv1DuWY5VAih1PmtibDfxumZU4VugPdx6pwZzniT1evAqgzdNqaSSBIDmUO-2UNI_NM4edYnOM_MdVOmt_XV3BfhceC9seEitj4yR7aJd9d54CeGyHlcY-U04EEBklWTQ-k70DvwdJuuiq03L8tXTR68\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">. Ma<\/a> proprio questa eterogeneit\u00e0 rende il fenomeno ancora pi\u00f9 preoccupante. Dietro il silenzio delle urne convivono rabbia, delusione, rassegnazione e senso di impotenza. C\u2019\u00e8 chi non si riconosce pi\u00f9 in nessuna proposta politica, chi considera le promesse elettorali sistematicamente disattese, chi percepisce una distanza incolmabile tra i problemi quotidiani e le priorit\u00e0 di chi <a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fgoverna.Il%2F%3Ffbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAcGRvZgVicmlkETFTZ1lIM3pyR1N2dU43dDlVc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABH40wlgzFV3T1b_ZcDH4XIFkn5Q3C6R9EB-6-g8QTOkBbov-lif1og_CZjs0R_aem_0O0-9E6pRgeuqlnRGLbi5g&amp;h=AUB_9sm0Qs1mDxp-nh3h_kAAJ9GtvHxAiwSvkvVQ1J4vKP8k49STYEHotW20GD23yhIwProeBN6lXGO-agGH0mQd49BIIbLvacrRQmX2VQ9Nbr8A_zb0cWDwWY9gRbnu-vTldpPHvNALHYWL&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AUBfcICw-WaS9Dr7Z8PwZ7CUnWDQdBVBXK_Pv1DuWY5VAih1PmtibDfxumZU4VugPdx6pwZzniT1evAqgzdNqaSSBIDmUO-2UNI_NM4edYnOM_MdVOmt_XV3BfhceC9seEitj4yR7aJd9d54CeGyHlcY-U04EEBklWTQ-k70DvwdJuuiq03L8tXTR68\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">governa. Il<\/a> risultato \u00e8 un vuoto di rappresentanza che si allarga. E quando il vuoto cresce, la democrazia non diventa automaticamente pi\u00f9 debole sul piano formale, ma rischia di impoverirsi nella sostanza. Una democrazia, infatti, non vive soltanto di procedure, leggi e scadenze elettorali. Vive anche della fiducia dei cittadini, della loro disponibilit\u00e0 a partecipare, della convinzione che le istituzioni siano capaci di ascoltare e che la politica possa incidere concretamente sulla realt\u00e0. Se questa convinzione viene meno, le urne restano aperte, le elezioni si svolgono regolarmente, i governi si insediano. Ma qualcosa di essenziale si <a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fincrina.Il%2F%3Ffbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAcGRvZgVicmlkETFTZ1lIM3pyR1N2dU43dDlVc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABH2ig7D6U_lKNWwTWtm6xVuAnPtAdDGN4HbdgmlzowR5q6t32HJRQUZpIX-Us_aem_9kZXNBDOZ6AAqwJBfCLvOA&amp;h=AUCDSnIrqNTcPyvah0chGgD5S2D7jbDmJor7gBXlAfmgVo9nxgjJsAbn13GsMuAF12_A7NY3vBo_FAM8jLaOJy3kpbVfRbkkpFJpS3r3fWO7iMeImozpjzPJJpp0DOL8k24WIbsOBmL0Q4Qe&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AUBfcICw-WaS9Dr7Z8PwZ7CUnWDQdBVBXK_Pv1DuWY5VAih1PmtibDfxumZU4VugPdx6pwZzniT1evAqgzdNqaSSBIDmUO-2UNI_NM4edYnOM_MdVOmt_XV3BfhceC9seEitj4yR7aJd9d54CeGyHlcY-U04EEBklWTQ-k70DvwdJuuiq03L8tXTR68\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">incrina.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fincrina.Il%2F%3Ffbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAcGRvZgVicmlkETFTZ1lIM3pyR1N2dU43dDlVc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABH2ig7D6U_lKNWwTWtm6xVuAnPtAdDGN4HbdgmlzowR5q6t32HJRQUZpIX-Us_aem_9kZXNBDOZ6AAqwJBfCLvOA&amp;h=AUCDSnIrqNTcPyvah0chGgD5S2D7jbDmJor7gBXlAfmgVo9nxgjJsAbn13GsMuAF12_A7NY3vBo_FAM8jLaOJy3kpbVfRbkkpFJpS3r3fWO7iMeImozpjzPJJpp0DOL8k24WIbsOBmL0Q4Qe&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AUBfcICw-WaS9Dr7Z8PwZ7CUnWDQdBVBXK_Pv1DuWY5VAih1PmtibDfxumZU4VugPdx6pwZzniT1evAqgzdNqaSSBIDmUO-2UNI_NM4edYnOM_MdVOmt_XV3BfhceC9seEitj4yR7aJd9d54CeGyHlcY-U04EEBklWTQ-k70DvwdJuuiq03L8tXTR68\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Il<\/a> non voto \u00e8 una protesta che nessuno vuole ascoltare. Sarebbe troppo comodo liquidare gli astensionisti come cittadini irresponsabili, persone che rinunciano a un diritto e poi si lamentano delle decisioni altrui. Il voto \u00e8 certamente un diritto fondamentale e partecipare alla vita democratica \u00e8 una responsabilit\u00e0 civica. Ma la condanna morale di chi non vota non risolve il problema: lo <a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fnasconde.La%2F%3Ffbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAcGRvZgVicmlkETFTZ1lIM3pyR1N2dU43dDlVc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABH40wlgzFV3T1b_ZcDH4XIFkn5Q3C6R9EB-6-g8QTOkBbov-lif1og_CZjs0R_aem_0O0-9E6pRgeuqlnRGLbi5g&amp;h=AUDllF8buDXhSXOtxuM7wWYEynIpCjhHGhsc_w8b2WhPwSsQb_rIh5KXWOteUDLgsJKZRUL7hqZ6sRuPZMER1pSYAV48xbvMQsDQGckm44lmxUq5MYbqEcSJgoUcAwY8zXQ9epmyYGWuYOha&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AUBfcICw-WaS9Dr7Z8PwZ7CUnWDQdBVBXK_Pv1DuWY5VAih1PmtibDfxumZU4VugPdx6pwZzniT1evAqgzdNqaSSBIDmUO-2UNI_NM4edYnOM_MdVOmt_XV3BfhceC9seEitj4yR7aJd9d54CeGyHlcY-U04EEBklWTQ-k70DvwdJuuiq03L8tXTR68\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">nasconde. La<\/a> domanda da porsi non \u00e8 soltanto perch\u00e9 tanti italiani non vadano pi\u00f9 a votare. \u00c8 perch\u00e9 una parte cos\u00ec consistente della popolazione abbia smesso di credere nell\u2019utilit\u00e0 del proprio voto. Quando un cittadino ritiene che nessuna proposta lo rappresenti, che le differenze tra i partiti siano insufficienti o che gli impegni assunti in campagna elettorale vengano dimenticati il giorno dopo, la partecipazione perde significato. Quando il dibattito pubblico appare concentrato sulle convenienze dei gruppi dirigenti anzich\u00e9 sui bisogni della collettivit\u00e0, cresce la tentazione di voltare le spalle all&#8217;intero sistema. L&#8217;astensione pu\u00f2 diventare cos\u00ec una forma di protesta, ma anche una resa. Ed \u00e8 proprio questa ambivalenza a renderla pericolosa: il cittadino che protesta non trova necessariamente un interlocutore, mentre quello che si rassegna rischia di non cercarlo pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Il silenzio delle urne, tuttavia, non \u00e8 un messaggio univoco. Non indica chi dovrebbe governare, non chiarisce quali politiche siano desiderate e non permette di trasformare automaticamente l\u2019assenza in una maggioranza politica organizzata. Sarebbe un errore ancora pi\u00f9 grave ignorare ci\u00f2 che quel silenzio segnala: una crescente difficolt\u00e0 della democrazia italiana nel coinvolgere e convincere i propri cittadini. Una democrazia pu\u00f2 dirsi sana se met\u00e0 del Paese si allontana? La questione \u00e8 tutta qui. La democrazia non si misura esclusivamente contando i voti validi o verificando che il passaggio delle consegne avvenga secondo le regole costituzionali. Si misura anche attraverso la partecipazione, la fiducia pubblica, la qualit\u00e0 della rappresentanza e la capacit\u00e0 delle istituzioni di mantenere aperto un rapporto vitale con la societ\u00e0. E\u2019 una democrazia che deve interrogarsi sulla propria <a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fsalute.Il%2F%3Ffbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAcGRvZgVicmlkETFTZ1lIM3pyR1N2dU43dDlVc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABH2ihFswBcSvUkI7dyd8ISAuUDWLl77GSwreATVbGDMuoPZmc5-4ZT6QY3KeX_aem_LbJdbZDt9Q9slFmlu4krxA&amp;h=AUCcRExOoE3Tc8hsh0uWk_fdOHa1HKwJYylqIR_ZP5wKZxYINVoidTDnEMXvsIkVN9qFAX0kagy2DCjCK0vac7ck-g4q71ixxfye48H6qBAW0weoL_NiziknH6EhFk95GlbwHA1sgICzqJWu&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AUBfcICw-WaS9Dr7Z8PwZ7CUnWDQdBVBXK_Pv1DuWY5VAih1PmtibDfxumZU4VugPdx6pwZzniT1evAqgzdNqaSSBIDmUO-2UNI_NM4edYnOM_MdVOmt_XV3BfhceC9seEitj4yR7aJd9d54CeGyHlcY-U04EEBklWTQ-k70DvwdJuuiq03L8tXTR68\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">salute. Il<\/a> problema diventa ancora pi\u00f9 serio quando l\u2019astensione si combina con la percezione di una politica autoreferenziale, con la crisi dei partiti tradizionali, con la precariet\u00e0 economica, con le disuguaglianze territoriali e generazionali e con la sensazione che le decisioni pubbliche siano lontane dalle esigenze reali delle persone. In queste condizioni, il non voto rischia di alimentare un circolo vizioso: meno cittadini partecipano, pi\u00f9 la politica tende a concentrarsi sull&#8217;elettorato che rimane; pi\u00f9 ampie fasce della popolazione si sentono escluse, meno trovano ragioni per tornare alle urne.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 cos\u00ec che una democrazia pu\u00f2 svuotarsi progressivamente senza che le sue istituzioni vengano formalmente abbattute. Non servono necessariamente colpi di mano o rotture costituzionali. A volte basta che la fiducia si consumi, elezione dopo elezione, fino a trasformare la partecipazione da abitudine collettiva in scelta di una minoranza <a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fmotivata.La%2F%3Ffbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAcGRvZgVicmlkETFTZ1lIM3pyR1N2dU43dDlVc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABH1wHg9cugFYHM4vvhLIENKzkQNFtNI5hUwNHGureLGZLTVFrSju4beokIZff_aem_fznslhFSnwAfimsgnh8s4Q&amp;h=AUAF66cIveuRwHY5vNuOOrmlIhK3Gmpxd4JttG78GBKOIJ8mBO48zf8t-BRHAf-yPuvVfFjIPXK0czr3asTxCRd0lpsB3lvs9zRC6bJYTHAqg0-NRVpLDzEJmqaxVG9xDDTz8kFmH2_sLx3y&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AUBfcICw-WaS9Dr7Z8PwZ7CUnWDQdBVBXK_Pv1DuWY5VAih1PmtibDfxumZU4VugPdx6pwZzniT1evAqgzdNqaSSBIDmUO-2UNI_NM4edYnOM_MdVOmt_XV3BfhceC9seEitj4yR7aJd9d54CeGyHlcY-U04EEBklWTQ-k70DvwdJuuiq03L8tXTR68\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">motivata. La<\/a> politica ritrovi il coraggio di farsi ascoltare. Non basta invocare il senso civico. Non bastano gli appelli a votare, le campagne istituzionali o gli inviti a non sprecare il proprio diritto. Sono strumenti utili, ma insufficienti se non accompagnati da un cambiamento concreto nel rapporto tra cittadini e istituzioni. Occorre restituire credibilit\u00e0 alla parola politica. Occorre che i programmi siano comprensibili, gli impegni verificabili e le promesse sottoposte al giudizio dei fatti. Occorre rafforzare i luoghi della partecipazione, rendere pi\u00f9 accessibile l&#8217;esercizio del voto, contrastare gli ostacoli burocratici e organizzativi e ricostruire il legame tra le decisioni pubbliche e la vita quotidiana delle persone. Soprattutto, occorre smettere di considerare l&#8217;astensione un problema che riguarda soltanto chi non vota. \u00c8 un problema che riguarda anzitutto chi chiede il voto, chi governa, chi siede in Parlamento e chi ha la responsabilit\u00e0 di rappresentare la collettivit\u00e0. Perch\u00e9 una politica che non riesce a convincere i cittadini a partecipare non pu\u00f2 limitarsi a rimproverarli. Deve chiedersi che cosa abbia fatto per meritare la loro <a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Ffiducia.Il%2F%3Ffbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAcGRvZgVicmlkETFTZ1lIM3pyR1N2dU43dDlVc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABH2Cu2mpZvSgbe-ICTiD0CDZ1WoXG0N_3iRmed2_iNKitQ_kUiFTT2xtiXdob_aem_blnOdEt6UOnMqsO1VwmTjQ&amp;h=AUCOXNolGK-_bS30QwEIq3Ho0xNGpCSiN6uyKj5rXU8GGY_Y_Ng_gtj2ziCpWYx9FOgNYmC3rr3Zx9_rFJ31TxxG8Grtiq-L8F8_mxkpzAvTNQh9yW7nMg4nlaScJ9WI2wPuTX4ytpNCovKe&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AUBfcICw-WaS9Dr7Z8PwZ7CUnWDQdBVBXK_Pv1DuWY5VAih1PmtibDfxumZU4VugPdx6pwZzniT1evAqgzdNqaSSBIDmUO-2UNI_NM4edYnOM_MdVOmt_XV3BfhceC9seEitj4yR7aJd9d54CeGyHlcY-U04EEBklWTQ-k70DvwdJuuiq03L8tXTR68\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">fiducia. Il<\/a> partito del non voto, in fondo, non chiede necessariamente di essere governato da qualcuno in particolare. Chiede, anche inconsapevolmente, che la politica torni a dimostrare la propria utilit\u00e0. E finch\u00e9 questa domanda rimarr\u00e0 senza risposta, ogni elezione rischier\u00e0 di trasformarsi in una competizione sempre pi\u00f9 ristretta, nella quale si decide chi governer\u00e0 il Paese senza riuscire a coinvolgere una parte crescente di chi quel Paese lo abita.<\/p>\n\n\n\n<p>Definire il PNA il primo partito d&#8217;Italia \u00e8 una provocazione efficace, purch\u00e9 se ne comprenda il significato: gli astensionisti non costituiscono una forza politica omogenea, ma la loro crescita rappresenta una sconfitta collettiva per il sistema della <a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Frappresentanza.Il%2F%3Ffbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAcGRvZgVicmlkETFTZ1lIM3pyR1N2dU43dDlVc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABH40wlgzFV3T1b_ZcDH4XIFkn5Q3C6R9EB-6-g8QTOkBbov-lif1og_CZjs0R_aem_0O0-9E6pRgeuqlnRGLbi5g&amp;h=AUCMZwASJdgvmykjCcVKFZgnKo6nuOF41h2b-mf6MADo9GYe6nW7yxNK1sNx6sQW7_Q8dxRv5eYecsF_YYGUGBmqWbM9JIeQp1KVxKs6YjVvQxgHqW202ChxiDdG4eLUE_PL4-2hE8njqlDu&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AUBfcICw-WaS9Dr7Z8PwZ7CUnWDQdBVBXK_Pv1DuWY5VAih1PmtibDfxumZU4VugPdx6pwZzniT1evAqgzdNqaSSBIDmUO-2UNI_NM4edYnOM_MdVOmt_XV3BfhceC9seEitj4yR7aJd9d54CeGyHlcY-U04EEBklWTQ-k70DvwdJuuiq03L8tXTR68\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">rappresentanza. Il<\/a> loro silenzio non \u00e8 un mandato, non \u00e8 un programma e non \u00e8 una soluzione. \u00c8 un segnale che dovrebbe preoccupare tutti, maggioranza e opposizione, vincitori e sconfitti, partiti di governo e forze di protesta. Perch\u00e9 quando milioni di persone rinunciano a scegliere, non \u00e8 detto che abbiano smesso di avere opinioni, bisogni o speranze. Pu\u00f2 darsi, pi\u00f9 semplicemente, che abbiano smesso di credere che qualcuno sia disposto ad ascoltarli. Ecco perch\u00e9 il partito del non voto \u00e8 il termometro di una democrazia malata. Non perch\u00e9 chi si astiene abbia sempre ragione, n\u00e9 perch\u00e9 ogni assenza dalle urne equivalga a una protesta consapevole, ma perch\u00e9 una democrazia sana deve saper coinvolgere, rappresentare e convincere, non soltanto contare i voti di chi <a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Frimane.Il%2F%3Ffbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAcGRvZgVicmlkETFTZ1lIM3pyR1N2dU43dDlVc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABH0fHCw7Y_f-IDcy3PpvgVhQSxt5uA9PfjE2cdxvggAmhR8sco9DCs_ESPdH-_aem_hu-hFpzI1SETuDJjhkyWyA&amp;h=AUAhRjsesOz3lKeM08gvo63Yw2auW4MR6fxdokIvikwPefLwBUFK87C4HciXfCPpBWdhz6CI8Q5Mz4JvOKn98S9fnKw3aIUucVVxI8SqS88EyDzTuLciBO_Mc0VhWtRvVwvNLJDvAoPHyaYk&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AUBfcICw-WaS9Dr7Z8PwZ7CUnWDQdBVBXK_Pv1DuWY5VAih1PmtibDfxumZU4VugPdx6pwZzniT1evAqgzdNqaSSBIDmUO-2UNI_NM4edYnOM_MdVOmt_XV3BfhceC9seEitj4yR7aJd9d54CeGyHlcY-U04EEBklWTQ-k70DvwdJuuiq03L8tXTR68\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">rimane. Il<\/a> rischio pi\u00f9 grande non \u00e8 che gli astensionisti conquistino il potere. \u00c8 che il potere impari a fare a meno di loro. E quando la politica si abitua al silenzio dei cittadini, il silenzio smette di essere soltanto una scelta individuale e diventa una ferita collettiva. Una ferita che nessuna vittoria elettorale, da sola, pu\u00f2 <a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Frimarginare.La%2F%3Ffbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAcGRvZgVicmlkETFTZ1lIM3pyR1N2dU43dDlVc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABH0fHCw7Y_f-IDcy3PpvgVhQSxt5uA9PfjE2cdxvggAmhR8sco9DCs_ESPdH-_aem_hu-hFpzI1SETuDJjhkyWyA&amp;h=AUAkEMGk2p9JUfuX9IGuE0B3K3W8Y_5rx_AAeNNPJUnsl2Vt3P2UTx4NcaOIZwltO6cL63SJdKjVKZn9kwoJFAgikeRXLYlP1OLVCD2_-SccopXSBvL6tyDf_8-cibOWCprKLdEizJ7XgeVf&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AUBfcICw-WaS9Dr7Z8PwZ7CUnWDQdBVBXK_Pv1DuWY5VAih1PmtibDfxumZU4VugPdx6pwZzniT1evAqgzdNqaSSBIDmUO-2UNI_NM4edYnOM_MdVOmt_XV3BfhceC9seEitj4yR7aJd9d54CeGyHlcY-U04EEBklWTQ-k70DvwdJuuiq03L8tXTR68\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">rimarginare. La<\/a> democrazia non muore soltanto quando qualcuno le toglie la parola. Pu\u00f2 ammalarsi gravemente anche quando i cittadini smettono di credere che valga la pena parlare.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E la democrazia si ammala nel silenzio. L\u2019astensione non \u00e8 pi\u00f9 un fenomeno marginale, n\u00e9 una semplice manifestazione di disinteresse. \u00c8 diventata il sintomo pi\u00f9 evidente della frattura tra cittadini e istituzioni. 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