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— Con il piano triennale delle opere pubbliche per 821 milioni di euro approvato ieri in Via Milli, “ci apprestiamo a diventare protagonisti in Abruzzo”. Questa è la promessa, ancorché carica di aspettative per tutta la popolazione teramana, fatta dal presidente della Provincia, Camillo D’Angelo, che a distanza esatta di un anno dalla sua elezione, scommette sul suo operato per fornire ai suoi amministrati opere all’altezza e “scuole del futuro che potranno confrontarsi con le realtà europee perché dotate di laboratori all’avanguardia, aperte alla collettività e ai cittadini per attività pomeridiane volte alla cultura, allo sport e allo spettacolo”. Inoltre, prosegue D’Angelo, “stiamo progettando opere strategiche come la Val Vomano-Val Fino e il ponte tra Pineto e Roseto. Inoltre, in un anno sono state assunte 43 persone, tra cui i cantonieri che dopo 25 anni tornano a svolgere il proprio utile lavoro sulle strade”. 

— “Eppure un tempo suonavo la chitarra, avevo il mio lavoro di tecnico radiologico, i miei amici, ero benestante, poi all’improvviso il cambio di vita”. Felice Amighetti ora da due mesi dorme con sua moglie e i suoi due cani, Mira e Bingo, dentro un’auto: “La vita cambia così senza che uno se ne accorga”. Per la verità per lui è stato un lento declino. Complice alcune sfortune concomitanti ma soprattutto negli ultimi tempi la perdita della casa che stava acquistando con un contratto preliminare di 60 mila euro. Per una serie di circostanze sfavorevoli, si è ritrovato con uno sfratto, quindi per strada assieme a sua moglie Francesca. “Con la mia pensione, decurtata per una serie di incombenze, non ce la faccio a vivere dignitosamente e la pensione di invalidità di mia moglie è poca roba. È davvero dura andare avanti”. Lui 70 anni, lei 41, l’altra mattina si sono risvegliati nella morsa del gelo notturno dei giorni della merla nella loro auto dinanzi al cinema Smeraldo, presso il parco fluviale, da dove l’umidità sale e penetra nelle ossa.  

— S’aggira tra i tavoli silenzioso e serve il primo o la pizza: il piccolo robot da 15 mila euro, dotato di vassoi multilivello, sta diventando per i ristoratori teramani la speranza futura ma nemmeno tanto lontana (a L’Aquila uno è già operativo con successo) da opporre alla mancanza di personale. Trasporta piatti e bevande dalla cucina ai tavoli e grazie all’intelligenza artificiale, aggira gli ostacoli con eleganza. A Roseto una pizzeria ne vorrebbe uno: “Abbiamo grosse difficoltà a reperire camerieri e questo strumento ci potrà essere d’aiuto” dicono i titolari. E come lui anche altri stanno cercando di ovviare con la tecnologia 4.0 a problemi ormai atavici e strutturali, del resto in Asia si ricorre abbondantemente ai robot nella ristorazione e negli Usa si comincia ad attingere a loro. 

— L’ultimo evento è stato quello di sabato scorso, quando calcinacci ed alcuni mattoni sono caduti da un immobile di Vico del carro: la strada è stata transennata con un divieto d’accesso. Quello degli immobili fatiscenti, dei ruderi, in città, impensierisce e non poco i cittadini, oltre che chiaramente l’amministrazione comunale. L’assessore al ramo, Domenico Sbraccia, ha assicurato che interverrà subito: “Stiamo già facendo una ricognizione ma non è semplice perché ce ne sono tanti in città, parecchi nemmeno si conoscono. Intendiamo affrontare subito il problema, a partire dal giorno dopo dell’approvazione del bilancio, a febbraio, e poi ci metteremo sotto. In certi siti ci stiamo dando da fare, come nelle case popolari di nostra competenza, almeno con la manutenzione ordinaria”. 

— Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, s’è proposto mediatore nel dirimere la querelle dai toni sempre più accesi, e che ha visto la presa di posizione di enti e associazioni ambientaliste, tra l’Ente Parco di Tommaso Navarra e il Gal di Carlo Matone. I due organismi sono venuti ai ferri corti per via della mancata illuminazione rosa del “paretone” del Gran Sasso al passaggio del prossimo Giro D’Italia. Il Gal aveva promosso l’idea, oltretutto già messa in atto sulle Tre Cime di Lavaredo e sul Cervino, ma è stata bocciata dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga da Navarra. 

— Saranno una settantina i cantieri superbonus, sui 700 complessivi in provincia di Teramo ancora operanti, che in definitiva potranno avere problemi per terminare i lavori alla luce della mancata proroga da parte del governo centrale. Una cifra che fa tirare un sospiro di sollievo a tutto il movimento edile anche perché aprirebbe ad un numero di contenziosi abbastanza limitato. Inoltre, le contribuzioni per la maggior parte dei condomini non saranno più del 30% (dalla formula del 110% si è infatti passati al 30%) ma di importi più limitati ad accessibili: fino a poco tempo fa si temeva per il peggio. Per di più, a detta dell’Ance Teramo, l’edilizia scorge un orizzonte abbastanza sereno: dopo la ricostruzione privata che è già cominciata, c’è quella pubblica che nel 2024 vedrà l’apertura di cantieri molto importanti, a partire dalla prefettura e dal municipio. In buona sostanza, per un superbonus che s’avvia a spegnersi del tutto, c’è ancora ricostruzione e Pnrr: “Alla luce di ciò, possiamo affermare che i lavori potranno calare solo di un 10%, non di più”, precisa il presidente dell’Ance di Via Brigiotti, Ezio Iervelli. Smentendo così il quadro a tinte fosche tratteggiato per il settore qualche tempo fa: i 400 addetti a rischio ora sono molti di meno come del resto le 100 imprese che erano additate di fallimento. 

— “Mentre Simon Wiesenthal andava a caccia di nazisti per farli sottoporre a processo, io invece cerco gli ebrei che testimonino al contrario le gesta nobili di coloro che hanno salvato tante vite nei campi di concentramento”. La scrittrice Paola Fargion spiega come sia arrivata al nome del podestà teramano Umberto Adamoli, nominato “Giusto tra le nazioni” il 7 dicembre scorso, un riconoscimento che premia quei non-ebrei che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita per salvare anche un solo ebreo dal genocidio nazista della Shoah. Dal 1962 c’è anche un’onorificenza ufficiale conferita dall’Yad Vashem, ovvero l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah dello Stato di Israele. Con la sua indagine, svolta assieme al marito Meir Polacco, che è durata anni, tra gli Usa, la Francia e altrove per scovare i parenti prossimi degli ebrei, Fargion ha accertato che il podestà, dal 1939 a Teramo, aveva salvato dalla deportazione “almeno una ventina di persone, ma il numero è superiore perché dovrei fare ricerca in territori come l’ex Jugoslavia dove però è molto difficile reperire testimonianze”.  

— I giovani teramani che migrano all’estero ma anche al Nord Italia sono sempre di più. E non tornano: la fuga dei cervelli è inarrestabile, vuoi per un’occasione difficilmente ripetibile sul territorio (come Stefania Tarquini, figlia dell’ex primario Pierluigi, che lancia i satelliti per l’Europa), vuoi perché per far rientrare le migliori menti spesso si offrono lavori non all’altezza (a Gisella Natali, un passato nella Banca mondiale a Washington, con un master in economia internazionale alla Johns Hopkins University, è stato proposto un lavoro da cassiera in banca), vuoi anche perché i salari non sono quelli europei. 

— “Rischio di essere investita quasi tuti i giorni, le auto non si fermano nemmeno al passaggio pedonale”, spiega Eugenia Marconi, residente in Circonvallazione Spalato, soggetta da tempo alla zona 30. “Qui è una giungla”, prosegue Roberto Venuti, che si lamenta del fatto che l’autovelox, o meglio il “deterrente”, posto all’altezza della Curva Est del vecchio stadio “non ha senso, qui da noi (Curva Ovest) ogni volta che usciamo da casa è un pericolo, gli automobilisti procedono pure contromano in Via Taraschi”. “Quando mi capita di rientrare di sera – aggiunge Rita Forcini – vedo le auto sfrecciare come bolidi, è una cosa pazzesca, infischiandosene anche dei dossi che già esistono a rischio di pregiudicare la loro auto, non c’è nessuno che rispetta il pedone e i ciclisti”. Mauro Di Pietro passeggia sull’esiguo lembo di marciapiede, laddove ne esista uno: “Certo mantenere i 30 km orari qui è difficile dal momento che questa è una circonvallazione, comunque siamo fortunati ad averne due per il traffico in città”.

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