Le guerre raramente finiscono quando vengono dichiarate concluse. Accade oggi in Medio Oriente, dove la tregua tra Iran e Israele appare più fragile che solida, sospesa tra violazioni, minacce e diffidenze reciproche. Accade in Ucraina, dove dopo anni di combattimenti nessuno sembra in grado di imporre una pace. E accade soprattutto nella percezione del potere mondiale, che esce profondamente modificata da questi conflitti. Per decenni siamo stati abituati a considerare gli Stati Uniti come la potenza capace di determinare da sola gli equilibri internazionali. La superiorità militare americana appariva talmente schiacciante da rendere quasi inevitabile il successo politico delle sue iniziative. Oggi questa convinzione non è più così evidente. Il confronto con l’Iran ne offre un esempio significativo. Nessuno può seriamente sostenere che Teheran abbia prevalso sul piano militare. Le infrastrutture iraniane hanno subito danni ingenti e l’economia del Paese continua a pagare un prezzo elevato. Eppure il regime è sopravvissuto, non è stato rovesciato, non ha rinunciato alla propria influenza regionale e continua a utilizzare la sua principale leva strategica: la capacità di condizionare la sicurezza energetica mondiale attraverso...
Le guerre raramente finiscono quando vengono dichiarate concluse. Accade oggi in Medio Oriente, dove la tregua tra Iran e Israele appare più fragile che solida, sospesa tra violazioni, minacce e diffidenze reciproche. Accade in Ucraina, dove dopo anni di combattimenti nessuno sembra in grado di imporre una pace. E accade soprattutto nella percezione del potere mondiale, che esce profondamente modificata...









































