Buon compleanno Mogol, un cuore che batte anche in Abruzzo
Lunedì 17 agosto Giulio Rapetti Mogol ha compiuto 90 anni. Un traguardo straordinario per l’uomo che ha scritto alcune delle pagine più belle della musica italiana e che conserva un legame speciale con l’Abruzzo e, in particolare, con Silvi Marina. Novant’anni. Novant’anni di parole, di emozioni, di incontri, di canzoni diventate patrimonio della memoria collettiva di un Paese. Lunedì 17 agosto è stato un giorno speciale per Giulio Rapetti, in arte Mogol, uno dei più grandi autori della canzone italiana, protagonista di una stagione irripetibile della nostra musica e artefice, insieme a interpreti e musicisti straordinari, di brani che ancora oggi appartengono alla vita quotidiana di milioni di italiani.
Ma per l’Abruzzo questo compleanno ha un significato ancora più particolare. Perché Mogol non è soltanto un grande nome della cultura musicale italiana: è anche un uomo che ha conosciuto e amato questa terra fin da giovane. E tra i luoghi rimasti più profondamente legati alla sua memoria, c’è Silvi Marina, dove trascorreva le vacanze con la famiglia.È una storia fatta di estati, mare, amicizie e immagini che nel tempo sono entrate persino nella sua produzione artistica. Il portale turistico di Silvi ricorda proprio il legame tra Mogol e la cittadina adriatica e racconta come le sue esperienze vissute durante quelle vacanze siano rimaste nella sua sensibilità di autore. Ed è proprio qui che la storia di Mogol incontra una delle canzoni più amate di sempre. “La canzone del sole”, firmata da Mogol e Lucio Battisti, è universalmente associata all’estate italiana, al mare, alla giovinezza, alla nostalgia e a quei ricordi che sembrano non invecchiare mai. A Silvi, da anni, si tramanda il legame tra quelle immagini e le estati abruzzesi dell’autore. Lo stesso rapporto con la città fu riconosciuto ufficialmente nel 2008, quando il Comune di Silvi conferì a Mogol la cittadinanza onoraria. Un riconoscimento che racconta qualcosa di più di un semplice rapporto istituzionale. Racconta l’affetto di una comunità verso un uomo che, attraverso le sue parole, ha contribuito a rendere immortale un certo modo tutto italiano di vivere l’estate: il mare davanti agli occhi, il sole sulla pelle, i ricordi dell’adolescenza, gli amori, le partenze e i ritorni. E forse è proprio questa la grandezza di Mogol. Avere saputo trasformare esperienze personali e sentimenti universali in parole nelle quali intere generazioni hanno potuto riconoscersi.
Il suo sodalizio artistico con Lucio Battisti rappresenta uno dei capitoli più importanti della storia della musica italiana. Da Emozioni a I giardini di marzo, da Eppur mi son scordato di te a Il mio canto libero, fino a La canzone del sole, Mogol ha costruito insieme a Battisti un repertorio capace di superare mode e generazioni. Ma la sua storia artistica è molto più ampia e attraversa decenni della canzone italiana, con testi affidati alle voci dei più importanti interpreti del nostro panorama musicale. Oggi, a 90 anni, Mogol rappresenta dunque qualcosa che va oltre il mestiere di autore. È memoria italiana. È il racconto di un Paese che cambiava, delle sue inquietudini e delle sue speranze, degli amori e delle amicizie, dei ragazzi che cercavano la propria strada e degli adulti che guardavano indietro con nostalgia. E per noi abruzzesi c’è anche un motivo in più per festeggiarlo. C’è quella striscia di Adriatico che per Mogol non è stata soltanto un luogo di vacanza. C’è Silvi, con le sue estati e i suoi ricordi. C’è il mare abruzzese entrato, direttamente o indirettamente, nell’immaginario di uno degli autori più importanti della nostra canzone. È bello pensare che, ogni volta che sulle spiagge italiane risuonano quelle note, una piccola parte di quell’estate possa tornare anche qui, sulla costa teramana. Buon compleanno, Mogol! Novant’anni sono un traguardo immenso, ma le parole belle non hanno età. E le sue continuano a vivere ogni volta che qualcuno le canta, le ascolta, le ricorda. Da Silvi Marina, dall’Abruzzo e da tutti coloro che hanno amato le sue canzoni, arriva allora un augurio semplice e sincero: buon compleanno, Maestro. Che ci siano ancora tanti giorni da vivere, tante storie da raccontare e, soprattutto, tante emozioni da regalare. Perché alcune canzoni passano. Quelle vere, invece, restano.
