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. L’hanno ribattezzato il “ladro di confetti“, l’uomo che da maggio tiene sotto scacco un intero borgo, quello di Valle San Giovanni, assieme alla vicina Travazzano. “Da mesi non dormiamo più la notte per la paura di essere derubati” asseriscono in coro i residenti stufi della situazione e che si sono trasformati in blocco in piccoli Sherlock Holmes, investigando, compiendo sopralluoghi e traendo deduzioni soprattutto sui social. È partita la caccia al ladro. Che poi dovrebbe essere uno del posto, non si sa ancora se bianco o di colore ma l’ultimo frame di una telecamera, qualche giorno fa, avrebbe dissipato il dubbio: “Il suo solito passamontagna che usa sempre – spiega una donna – aveva il foro più largo del solito ed abbiamo scorto che aveva la pelle chiara”. O olivastra, niente di più e di sicuro a Valle San Giovanni e dintorni. Si sa solo che scompaiono le scale dalle case di campagna dal momento che il ladro di confetti adotta un metodo tutto suo per entrare nelle abitazioni. 

. “Non si può più negare che a Teramo esista una questione sicurezza” chiosa la minoranza in Comune che inserisce l’argomento nella sua mozione unitaria; “non è solo insicurezza percepita ma è molto di più” aggiunge l’associazione Teramo Vivi Città che vuole gruppi di cittadini in strada (con il controllo di vicinato) per vigilare e per riappropriarsi del centro e dei quartieri, comportandosi “da terzo occhio per le forze dell’ordine”, segnalando “con coraggio le situazioni delittuose o potenzialmente tali“. Il tema è esacerbato dalla cronaca degli ultimi giorni condita da risse e accoltellamenti, la prefettura stessa ha chiesto un giro di vite soprattutto tra bar e locali, nel frattempo i vigilantes compiono percorsi nei punti caldi della città per metterla in sicurezza. Berardo Rabbuffo della Lega chiede che il sindaco cambi parere: “Non può più ignorare il problema: in centro storico ormai si viene meno, non solo per carenza di parcheggi, ma per l’insicurezza che si vive tutti i giorni. Però se D’Alberto seguirà le indicazioni che abbiamo posto nella mozione, noi staremo dalla sua parte“. 

. Nel giorno in cui Confesercenti certifica che dal 2019 a Teramo c’è il 22,5% di imprese in meno con la possibilità che “senza questi presidi aumentino i problemi di sicurezza”, i commercianti invocano il modello Ascoli. Cioè misure e incentivi che si varano a pochi km da Piazza Martiri, con risultati che sono palpabili. Mentre in città, in pieno centro, s’inaugura un altro kebab (tra via Carducci e Corso San Giorgio) ed è boom di negozi etnici, in molti chiedono che si faccia come nel comune retto dal sindaco Marco Fioravanti: “Basta col corso pieno di agenzie di servizio, di telefonia, immobiliari e negozi di cover – chiarisce la presidente del Consorzio Franca Labrecciosa –  la via dello shopping, che è il nostro biglietto da visita, ha bisogno di qualità e soprattutto deve seguire l’esempio della città marchigiana dove il sindaco offre 5 mila euro di incentivi a chi inaugura attività che non siano del comparto food e al contempo ha bloccato le licenze per bar per tre anni in centro, ed in più ha disposto per l’esenzione Tari”. 

. “Grazie al ritorno a casa di tanti sfollati per il sisma e pertanto ad una ricostruzione privata che ha subito un’accelerazione decisiva”, a poche ore dal trillo della prima campanella è boom di richieste che rischia di mandare in tilt il trasporto scolastico comunale. L’assessore al ramo, Miriam Tullii, è dovuta intervenire per stabilire dei criteri in delibera “ma nessuno al momento è rimasto fuori: ci siamo inventati giri doppi per gli scuolabus e soprattutto abbiamo investito in un’altra linea stanziando ulteriori 80 mila euro“. Sono 550 gli utenti che verranno serviti per una decina di linee in totale. La buona nuova per l’assessore è che molte famiglie sono rientrate nelle case ripristinate un tempo lesionate dal terremoto. 

. Its Academy Agroalimentare inaugura a Piano d’Accio la sua nuova sede: “Qui c’è il futuro dei giovani che incontrano le imprese per matchare aspirazioni dei ragazzi e necessità del mondo produttivo che cambia in maniera rivoluzionaria”, asseriscono gli addetti del settore. Risultato: una snella location su tre piani, immersa nel verde e incastonata in una sorta di “agrivalley“, tra l’università di veterinaria, la nuova sede ancora da terminare dell’Izs nelle vicinanze, l’istituto tecnico agrario a fianco, il nucleo industriale e buon ultimo anche un Ai data center. La sede, che prevede un nuovo polo di formazione e di tecnologie, contempla diversi laboratori 4.0: e-commerce, comunicazione, linguistico, prototipazione sensoriale e altri. 

. Inaugurata ieri mattina la palazzina dell’autostazione di Piazzale San Francesco, interessata dai lavori di restyling durati più di due anni: è destinata a diventare uno dei punti di riferimento della mobilità cittadina, con davanti a sé 15 stalli per gli autobus già operativi e ristrutturati da tempo, una nuova biglietteria automatica e servizi, come quelli smart da realizzare in previsione futura, pensati per rendere più moderno e sicuro il terminal. Nel sito convoglierà anche l’enorme flusso proveniente dalla cittadella della cultura che si sta realizzando proprio dinanzi, con facoltà e teatri, nonché tutto l’universo degli studenti e dei pendolari che già vi afferiscono. Un hub che diverrà, di concerto con la stazione ferroviaria, sempre più intermodale, dal momento che coi nuovi servizi della biglietteria è possibile avere svariate opzioni.   

. Così lontana, così vicina. La falce e martello “è quanto di più distante possa esservi dalla storia, dalla cultura e dai principi della Fondazione Luigi Einaudi, nata nel 1962 per iniziativa di Giovanni Malagodi e da sempre impegnata nella difesa della libertà individuale, dell’economia di mercato e dello Stato di diritto”. Ma appunto in virtù di ciò, la stessa Fondazione ha inteso, con una lettera indirizzata al sindaco Fabio Altitonante, accogliere quel simbolo poche settimane fa sradicato dai muraglioni del lungofiume di Montorio (era lì dal 1960 stabilmente, prima saltuariamente dal 1950) “perché la nostra intenzione – prosegue il direttore Giuseppe Benedetto – non significa rendere omaggio al comunismo, ma riaffermare un principio più forte: le idee si confutano, i regimi si giudicano, la storia si comprende; nulla di tutto questo richiede che se ne cancellino le vestigia”. 

. Nel bilancio di fine stagione, il comparto del turismo teramano sciorina buoni numeri, con exploit soprattutto a Tortoreto, reginetta incontrastata della costa. Tiene il comparto ricettivo ma è crisi per le case private al mare: “il ceto medio è stremato dal caro vita” fa sapere Federalberghi. Ed è allarme alcol e malamovida negli stabilimenti balneari e dintorni. Hotel, B&B, residence, campeggi hanno così dimostrato una solida capacità di tenuta e i borghi dell’entroterra hanno vissuto un’estate da record, a frenare è il mercato degli affitti delle case private lungo la costa: un segmento storico che quest’anno ha pagato il prezzo più alto, con ripercussioni evidenti sull’indotto: meno pizze e meno cocktail nei pressi.