“I profondi, per essere capiti, devono simulare una superficie”

Questa frase di Nietzsche, che posso considerare il mio primo e maggiore ispiratore filosofico e psicologico, è l’ occasione per parlare delle ragioni che possono portare un’anima gentile di 14 anni a togliersi la vita. Potremmo parlare di cose più allegre, ma il Mondo cambia velocemente e dobbiamo invertire la deriva individualistica della Società prima che sia troppo tardi.

Viviamo nell’ Era dei Social Media e quindi della Superficialità elevata a valore supremo e per i giovani sensibili diventa sempre più difficile trovare il proprio spazio. Dobbiamo insegnare loro a restare in equilibrio tra due tensioni opposte: cooperare e difendere se stessi! La sensibilità è una virtù, non deve essere soppressa per creare un’armatura impenetrabile; ma al tempo stesso è prioritario insegnare alle persone sensibili a costruirsi le loro difese contro la stupidità altrui. Da dove cominciare? Proprio dalla distruzione degli Idoli di nietzschiana memoria. Gli Idoli sono le convenzioni sociali che alcuni privilegiati hanno eretto per dare una forma alla vita in società. Alcuni di questi Idoli sono pilastri fondamentali: ci impediscono (il più delle volte) di ucciderci a vicenda, di derubarci, di farci violenza. Altri sono addirittura dannosi e devono essere demoliti e sostituiti con altri pilastri sani: le discriminazioni, il razzismo, i pregiudizi dannosi.

Se esercitiamo il senso critico, possiamo imparare ad identificare lucidamente pregi e difetti degli Idoli, decidere quando condividerli e quando smantellarli; con la leggerezza nel cuore di chi sta facendo la cosa giusta e non può essere scalfito dalle vessazioni di quelli ancora prigionieri inconsapevoli di queste fantocce convenzioni. Questa è l’ autodifesa da insegnare ai nostri figli.

Anche le Istituzioni e l’ Istruzione hanno molta strada da fare per migliorare. Devono imparare ad opporsi e condannare apertamente, tutte le volte che è necessario, gli atti di bullismo e discriminazione. Non possiamo pensare che i giovani risolvano da soli, tra di loro, i propri problemi; mentre gli adulti stanno a guardare. Devono essere guidati, instradati, ripresi e corretti spesso per poter imparare. Nel Mondo di Oggi più che nel passato; perché tutto ha una risonanza maggiore, tutto è amplificato dalla comunicazione capillare a cui siamo esposti. Le difese devono essere più robuste di come erano nel passato. Questo richiede uno sforzo da parte di tutti! Perché è vero che per crescere un bambino occorre un villaggio. Non si può crescere sani nell’ isolamento e nel disinteresse collettivo.

Giulia Veramonti