. A rischio la sicurezza negli ospedali e nelle strutture sanitarie teramane: aumentano i furti assieme agli atti di vandalismo perpetrati nei confronti delle auto in sosta nei relativi parcheggi. I sindacati e le associazioni di categoria denunciano la scarsa vigilanza e l’inefficacia delle attuali misure di sicurezza, che lasciano i reparti esposti ai malintenzionati.
L’ultimo caso in ordine di tempo riguarda l’ospedale di Giulianova dove mercoledì scorso una ventina di armadietti sarebbero stati forzati nello spogliatoio femminile riservato alle operatrici sanitarie, situato in una zona sotto il tunnel. Le indagini sono in corso e gli investigatori non escludono alcuna ipotesi: ancora è da quantificare il bottino del furto.
I pazienti ricoverati negli ospedali, in particolare anziani e fragili, sono stati vittime nel tempo di furti di effetti personali, borse, contanti e smartphone all’interno delle stanze di degenza. Ed esiste la possibilità di sgraffignare anche qualche farmaco costoso come medicinali biologici (contro tumori, artrite reumatoide e sclerosi multipla), se non addirittura stupefacenti. Di solito vengono presi di mira gli spogliatoi.
. Prati di Tivo, assieme a Prato Selva, resta centrale per l’offerta turistica dell’area interna teramana. Si chiede pertanto di fare in fretta per salvare almeno la stagione estiva (oltre a quelle invernali prossime) ripristinando gli impianti di risalita, recentemente minacciati anche da maltempo e slavine.
Dalla Gst (Gran Sasso Teramano), società in liquidazione che gestisce gli impianti, si fa sapere che “si sta lavorando per riaprire quest’estate la seggiocabinovia affidando direttamente la gestione limitata a diversi mesi, mentre per il bando di gara – chiarisce il liquidatore Piergiorgio Passerini – che interesserà tutti gli impianti e che porterà poi ad un piano di manutenzione straordinaria, c’è ancora da attendere: per stilare un bando che sia appetibile bisogna vedere come si snoderà la vicenda giudiziaria che pesa molto sulla risposta di eventuali imprenditori interessati”.
Ai Prati ormai non si scia da sei anni.
. In città fervono i lavori per la ricostruzione, stanno per partire i nuovi cantieri per opere importanti (prefettura, Regina Margherita e altro ancora) malgrado i rallentamenti della ricostruzione pubblica che si sono registrati in questi anni, anche a causa degli aumenti dei prezzi dei materiali.
La Prefettura ha iniziato ieri il trasferimento dalla vecchia sede storica di Corso San Giorgio a quella temporanea di Viale Mazzini, presso l’ex Consorzio Agrario che ha ospitato recentemente gli alunni del Delfico. L’inaugurazione è prevista per il 12 maggio: “Saranno settimane impegnative di adattamento e ambientamento – ha reso noto il prefetto Fabrizio Stelo – ma necessarie per il recupero del valore identitario e simbolico della sede storica”. Al termine dei lavori, non solo gli uffici di Corso San Giorgio torneranno operativi, ma anche quelli attualmente dislocati in Corso Porta Romana rientreranno nella sede centrale, permettendo di riunificare tutti i servizi in un unico polo.
. Negli ultimi mesi, i controlli nel territorio teramano hanno portato alla scoperta di decine di lavoratori in nero e alla sospensione di diverse attività, segno di un fenomeno ancora radicato. Le recenti operazioni di contrasto al fenomeno continuano a segnare numeri rilevanti. Nelle settimane scorse il Nil (Nucleo Ispettorato del Lavoro) e la Guardia di Finanza hanno fatto emergere criticità preoccupanti nei settori della ristorazione, dell’edilizia e del commercio.
L’allarme dei sindacati resta sempre alto per una piaga da combattere in provincia e per un fenomeno che ad esempio nel nostro territorio incide di più “a causa del fatto che il 70% del turismo in regione si svolge tra Martinsicuro e Silvi” spiega Mauro Pettinaro della Fp-Cgil. E aggiunge come “sia raro che si denunci il fenomeno, a volte capita pure che il lavoratore prima dell’assunzione lavori in nero”.
. Dopo tanti affanni e chiusure si nota in città una ventata di aria nuova, una frotta di nuovi e giovani imprenditori che stanno investendo sul centro storico, riaffollandolo con nuove aperture che si stanno susseguendo una dopo l’altra. Una vera e propria boccata d’ossigeno per un commercio un po’ troppo in là con l’età e apparentemente privo ormai di idee, schiacciato dal web e da una mancato ricambio generazionale che ha impedito soprattutto ai negozi storici di sopravvivere.
Le nuove aperture di sabato scorso di Puro, una caffetteria bistrot dove si mangia sano con prodotti salutistici altamente controllati; di ieri di due saloni di parrucchieri (In primo piano e Barberia 900), entrambi in Via Veneto; e il prossimo avvento di una nuova gioielleria in Via Comi, segnano l’arrivo in centro di giovani imprenditori speranzosi nel futuro della città. Altri sono giunti in centro rilevando attività (come Caffè Novecento e Tappezzeria) per scommettere ancora le proprie carte in una realtà in difficoltà per cantieri e mancanza di parcheggi. Altri ancora proseguono invece la loro attività con successo (come nel caso del ristorante Entroterra). Si rileva insomma uno svecchiamento dell’età commerciale nel centro storico. Giovani imprenditori sono anche cinesi, pakistani, afgani, turchi e così via. Cambia il volto anche delle insegne storiche con diciture più sbarazzine e al passo dei tempi.
. “Nel 2027 ci sarà la posa della prima pietra per il nuovo ospedale”. Il dg Maurizio Di Giosia ha accolto con favore il recente via libera tecnico e politico, con l’approvazione dello studio di fattibilità, della Regione Abruzzo, al piano per costruire il nuovo ospedale di Teramo, che sorgerà nell’area di Villa Mosca, nella stessa location del Mazzini, solo traslato nel suo baricentro un po’ verso l’ex sanatorio. “Questo è un momento molto importante per la nostra azienda sanitaria – ha proseguito il manager Asl – si concretizza così il nostro obiettivo di realizzare una nuova struttura sanitaria: l’idea progettuale, quindi, comincia ad essere realtà. Ora sarà necessario un passaggio al ministero che dovrà approvare la procedura, poi si proseguirà con la redazione di un progetto esecutivo e con il conseguente bando per l’appalto dei lavori”. Sulla nuova opera Di Giosia si mostra entusiasta: “Nella prima fase realizzeremo una piastra altamente innovativa e tecnologica migliorando di molto la nostra sanità e il suo stesso appeal verso i medici, fattore importante per attrarre le migliori professionalità”.
. A distanza di 16 giorni, il sindaco Gianguido D’Alberto, dopo l’azzeramento del 13 aprile scorso, ha varato ieri pomeriggio la sua nuova giunta, la formazione che l’accompagnerà nei suoi due ultimi anni di mandato. La compagine resta suppergiù la stessa, c’è solo l’addio dell’assessore Alessandra Ferri, che per motivi personali ha lasciato, sostituita con Anastasia Liouras (che incasserà la delega Sport e protezione civile). Da registrare la nomina dell’ assessore Antonio Filipponi alla carica di vicesindaco che è stata di Stefania Di Padova. Per il resto, i nomi restano gli stessi: in buona sostanza, il reset politico, la rivisitazione (che il Pd ha voluto chiamare verifica di metà mandato e che doveva essere fatta a dicembre scorso) ha partorito un semplice rimpasto di deleghe, che ha però seguito un criterio più uniforme: prima erano dettate seguendo logiche ad incastro, ora invece appaiono più pertinenti e meno dispersive.
Il sindaco ha comunque mostrato di andare per la sua linea, resistendo a diverse ed inevitabili pressioni esterne e pazientemente smussando tutti i desiderata che giungevano delle fazioni politiche e civiche.
. C’è chi lo vuole dinanzi casa, chi lo vorrebbe distruggere e chi gli fa battaglia. L’autovelox fa discutere, oltre al semplice automobilista, anche le associazioni ma soprattutto la politica, come nel caso dell’ultimo consiglio provinciale.
Dopo la protesta per il caso simbolo (quello della galleria Piancarani sulla Sp 3, molto contestato dai cittadini e anche dallo stesso sindaco di Campli Federico Agostinelli, e che avrebbe generato in totale circa 20 mila multe), e dopo i vari mal di pancia di residenti che si vedevano il totem in strade a loro care, c’è invece chi lo invoca a gran voce.
Come nel caso del neonato Comitato Centro Abitato Salinello, che chiede l’installazione di un autovelox sulla Strada Provinciale 8, nel tratto compreso tra l’intersezione con la SP 17 e l’intersezione con la SP 13, ricadente interamente nel territorio del Comune di Sant’Omero. Sui social si sprecano gli inviti anche per altre zone: “Non dimenticate Poggiomorello che adesso dal lunedì al sabato è una pista di formula 1 e la domenica diventa una pista di motocross”, scrive Ilario.