- La recente morte dell’egiziano di 25 anni nel carcere di Castrogno di Teramo, avvenuta il 31 maggio scorso, riporta alla luce il tema del sovraffollamento della struttura. La notizia del decesso ha immediatamente surriscaldato gli animi all’interno del penitenziario sfociando in una protesta, poi sedata, e in disordini in cui sono stati distrutti vetri, arredi e oggetti all’interno dei reparti. “Un episodio, questo, che addolora ma che resta il simbolo della critica situazione di Castrogno” afferma Mauro Nardella, segretario nazionale Cnpp-Spp. “Allo stato attuale vi sono 452 detenuti presenti a fronte di 255 posti regolamentari, quindi di detenuti: stante le tabelle ministeriali, ve ne sarebbero circa 200 in più, tanti quanti la capienza di un altro istituto di pena di media grandezza. Il sovraffollamento carcerario, unito a una mancanza di circa il 15% di agenti, non aiuta per niente, né in termini del mantenimento di ordine e sicurezza né, così come previsto dall’articolo 5, comma 2 della Legge di Riforma della Polizia penitenziaria, nell’ambito del trattamento e della rieducazione giacché la polizia penitenziaria è abilitata a salvaguardarne l’attuazione così come contemplato dall’articolo 27, comma 3 della Costituzione”.
- Dopo gli ultimi fatti di microcriminalità, il sindaco di Teramo chiama a raccolta tutti: cittadinanza, istituzioni, famiglie, lo stesso Imam, “perché le città soffrono se gli immigrati vengono lasciati soli senza accompagnamento e integrazione“. Quindi “è fondamentale che tutte le istituzioni si assumano le proprie responsabilità per una risposta di sistema e per una condivisione delle problematiche”. Nel commentare e approfondire la recente ordinanza antibivacco e antialcol, considerata come uno strumento “plus” e “innovativo” rispetto alle altre misure (introducendo anche l’ordine di allontanamento e il Daspo urbano, con l’obiettivo di migliorare la vivibilità e la qualità della vita cittadina), Gianguido D’Alberto spiega che “verrà implementata la collaborazione tra prefettura e Polizia locale”. Ripete fermo più volte che il tema e la gestione dell’immigrazione “sono di competenza esclusiva del governo, non dei comuni che gestiscono il servizio Sai che funziona: questo sì integrazione vera con la sua accoglienza diffusa“.
- Salari troppo bassi in provincia di Teramo, allora alcune amministrazioni comunali percorrono la strada del salario minimo. Il lavoro in certuni casi si fa sempre più povero ma l’imperativo diventa quello che sotto i nove euro all’ora non si possa andare: ne va di mezzo la dignità personale e tutta una serie di valori connessi. “Questione di civiltà” spiega la consigliera comunale Rosaria Ciancaione “difendiamo chi ha meno tutele a livello nazionale, soprattutto persone che lavorano nel settore delle mense e delle pulizie”. Difatti il salario minimo, per il momento in provincia adottato nei comuni di Teramo e di Roseto, va a garantire negli appalti, nei subappalti e nei contratti di lavori, di forniture e servizi dei comuni una soglia minima di retribuzione oraria lorda non inferiore a 9 euro nei settori più fragili e a rischio di lavoro povero, nei quali il potere contrattuale dei lavoratori è appunto più debole.
- “Anni di mobilitazione e di determinazione che oggi trovano finalmente una risposta concreta”. “Habemus Tampax”, acclamano ironicamente gli studenti universitari a Colleparco per l’installazione di distributori di assorbenti gratuiti nei bagni dell’ateneo. Le donne ringraziano. L’Udu canta vittoria: “Ciò che era iniziato come una risposta dal basso, la nostra tampon box, oggi si trasforma in una conquista strutturale e accessibile a tutte”. Da tempo le richieste erano pressanti: “La nostra prima comunicazione ufficiale risale a tre anni fa, ma da otto anni ci lavoravamo. Avere il ciclo non è una scelta e i beni sanitari di prima necessità non possono più essere considerati un lusso, bensì un diritto inalienabile che le istituzioni hanno il dovere di garantire. Con questa misura facciamo un passo concreto e storico verso un’università realmente equa, accessibile e attenta ai bisogni della componente studentesca”. Questo traguardo non è nato oggi: “La tenacia della rappresentanza sa superare anche i tempi della burocrazia”- chiude l’Unione degli Universitari.
- Impone cautela lo stato di un pilone della seggio-cabinovia di Prati di Tivo (il numero 4) dopo essere stato colpito ad inizio marzo da una slavina che, come effetti, procurò alcuni danni anche ad un bar e ad un condominio. I controlli sulla perfetta staticità verranno compiuti nei prossimi giorni dai tecnici dell’Ansfisa su quell’impianto di risalita definito cruciale per la ripresa e la vita della stazione turistica.
- Un ragazzo nigeriano solleva la forchetta da un contenitore di plastica e mormora qualcosa a bassa voce, ingurgitando una poltiglia gialla con meditata calma. In lontananza il rumore sordo di una piastra sconnessa sul selciato fa cadere un uomo che con un colpo di reni riesce a raddrizzarsi. “Qui in Piazza Sant’Anna la situazione è critica – attacca Raffaele che ha uno studio nei pressi – degrado e vandalismi la fanno da padroni; ad essere onesti quando esco dall’auto ho un po’ di paura, temo la reazione dei ragazzi che spesso dopo le sei del pomeriggio presidiano lo slargo a suon di musica a tutto volume, insulti, bestemmie (anche da parte di ragazze) e noto che spesso compiono movimenti da rapper”.
- Preoccupano sempre più in città ed in provincia i fenomeni di occupazioni di alloggi privati in disuso o in ricostruzione: Teramo e Martinsicuro sono le località che presentano più criticità. Finestre forzate, ante svolazzanti che mostrano il buio, qualcuno nota un viavai che si consuma di giorno e di notte: in pieno centro storico a Teramo, in Via Paladini, a pochi passi dal Comune di Via Carducci, l’occupazione dell’immobile ora disabitato dove è sistemato uno studio notarile è diventata il simbolo di un’emergenza abitativa, assieme a quella della sicurezza, che in città ed in provincia si sta facendo di giorno in giorno più critica. Il fenomeno è intimamente legato ad altri aspetti: difatti, fa sapere il Sicet-Cisl, nel solo comune di Teramo ci sono 450 persone in attesa di un alloggio popolare, a livello provinciale la cifra supera i tremila richiedenti. E le occupazioni pertanto non si fermano.
- Bici selvaggia sul corso cittadino. E lo struscio, o quel che ne rimane, si fa sempre più pericoloso e ardito per i pedoni, soprattutto per anziani e bambini. Le e-bike rappresentano un pericolo reale, sfrecciando spesso a tutta birra in spazi talvolta ristretti a causa di strozzature per via dell’avanzata dei cantieri. La zona, quella di Corso San Giorgio, è strettamente pedonale ma a rispettarla sono davvero in pochi. “Devo accompagnare i clienti personalmente fuori dall’uscio della mia profumeria per metterli in completa sicurezza – dichiara Pierluigi Di Stefano di Le Reve – perché soprattutto le bici elettriche sfrecciano veloci e il corso è pieno di anziani e bambini che sono in pericolo, occorrerebbero più controlli per evitare questo spiacevole fenomeno”. Difatti, in questo caso, il codice della strada impone ai ciclisti di condurre il mezzo a mano.
- Mentre dal web si diffonde virale l’appello “riappropriamoci della nostra città“, i teramani nel frattempo chiedono anche poliziotti di quartiere, forniti di droni e monopattini, ed il nucleo antidegrado, cioè il Noa. Per entrambi sarebbe un ritorno, giacché furono impiegati negli anni passati sul campo con buone esperienze anche se poi non ripetute. Se lo auspicano le associazioni, la politica stessa e i semplici cittadini. Così si intenderebbe dare una risposta ad un clima che si sta incattivendo e “che sta generando odio” come ha ribadito lo stesso sindaco D’Alberto nella sua ultima sortita ufficiale.