Sarah Mullally, vescovo di Londra, è la prima donna ad essere nominata Primate della Chiesa Anglicana.
Nata a Bowser 63 anni fa nella contea del Surrey, è un’ex infermiera che ha svolto la sua attività in vari settori della sanità pubblica. Malgrado la sua dislessia, riesce a superare le scuole superiori scegliendo di seguire poi la carriera infermieristica anziché quella di medico, dichiarando di preferire un approccio olistico alle cure del paziente. Sposata dal 1987 con un architetto, Eamon Mullally, ha due figli, Grace e Liam. Dopo il tirocinio presso il St.Thomas Hospital, diviene in breve tempo Capo del Servizio Infermieristico per l’Inghilterra con la responsabilità di 400.000 fra infermieri e ostetrici. E’ del 1998 la decisione di dedicarsi di nuovo agli studi presso l’Institute of Theological Education di Londra; se rapida era stata la carriera da infermiera, altrettanto rapida è quella in ambito ecclesiastico.
Lasciato l’incarico nella sanità, diviene presto diacono della cattedrale di Southwark (Londra) e nel 2017 è nominata vescovo della Capitale: è la terza carica per importanza dopo l’Arcivescovo di Canterbury e l’Arcivescovo di York. In qualità di vescovo di Londra siede nella Camera dei Lord come Lord Spirituale ed è membro del Consiglio Privati del monarca. Presente all’incoronazione di Carlo III, succede a Justin Welby, dimessosi agli inizi del corrente anno per un caso mal gestito di abusi sessuali su minori.
Sarah Mullally sale sullo scranno che fu del monaco Agostino, inviato da Papa Gregorio per convertire i sassoni pagani, e dove sedette anche St. Thomas Becket. sarà capo spirituale di 85 milioni di fedeli appartenenti alle Comunità della Chiesa Anglicana sparse in tutto il mondo; la sua nomina arriva in un momento di crisi interna a causa della secolarizzazione della società e di una strisciante islamizzazione di alcune aree della nazione. Molte sono inoltre le divisioni del clero anglicano su questioni fondamentali come l’ordinazione delle donne ed i matrimoni omosessuali, tensioni ben diverse da quelle che determinarono la nascita storica della Chiesa Anglicana in seguito allo scisma voluto da Enrico VIII.
Le varie divergenze hanno portato ad un’intensificazione del dissenso con un rischio concreto di rottura fra le Chiese Anglicane a livello globale. Le sfide che Sarah Mullally si troverà ad affrontare non sono poche e la gestione dell’eredità lasciata dal suo predecessore tutt’altro che facile. Ian Paul, uno dei membri del Sinodo Anglicano, si chiede: “Come sarà il nuovo Vescovo di Canterbury? Avrà la mentalità ed il temperamento necessari per affrontare l’attuale realtà?” Molti teologi sono concordi sul fatto che la nomina della Mullally sembra importare più al di fuori della Chiesa Anglicana che ai membri della Chiesa stessa.
Sarah Mullally, è opinione generale, ha sempre dimostrato di preferire trasparenza nelle scelte, di accettare il progresso e quindi di adattare il credo religioso al cambiamento dei tempi. Alcuni indicano un suo punto debole: Ha scarse capacità comunicative e non ama molto mettersi in evidenza. Per questa ragione avrà bisogno di persone che la aiutino nell’importante compito che le è stato affidato. Ma avrà successo per la sua nobiltà d’animo e la capacità di ascoltare tante voci senza esclusioni. Nel suo primo discorso dopo la nomina, ha citato una celebre frase: “Se vuoi andare veloce vai da solo, se vuoi andare lontano vai insieme”.
Il cardinale Vincent Nichols, arcivescovo cattolico di Westminster, e, per il Vaticano, il cardinale Kurt Coch hanno entrambi dato il benvenuto a nome del mondo cattolico confidando che per le doti personali e l’esperienza, il nuovo Primate d’Inghilterra saprà continuare il dialogo fra le due Chiese iniziato 60 anni fa con Giovanni XXIII e l’allora Arcivescovo di Canterbury Geoffrey Fisher. Ben nota è la frase pronunciata da quest’ultimo nell’incontrare Papa Giovanni: “Santità, finalmente! Sono ben 400 anni che non ci si vede!”