Paesi orfani siete nel mio cuore, io vi adoro,/
vi scruto da lontano e poi vi vengo a trovare./
Adoro/
la vostra silenziosa confessione,/
la vostra commovente afflizione./
Adoro/
i gradini in pietra grezza obliqui e sconnessi/
lucidati dalle impronte dei passi lesti e stanchi/
e i parapetti incurvati dalle pressioni delle mani./
Adoro/
lo sguardo che fluisce tra archi e sottopassi,/
il chiocciare stanco della vecchia fontana/
e il vento che sussurrale antiche trame./
Adoro/
la campana ferma appesa a stento al veliero altero,/
il sagrato con l’acciottolato che nell’erba si disperde/
e gli squarci dei muri che lasciano passare una preghiera,/
la preghiera salva, che viene dal Cristo in croce sull’altare/
e senza intercessore arriva al mio cuore che si commuove,/
mentre, il labbro mio, dal tempo disimparato, non muove./
Adoro i paesi orfani racchiusi senza ragione nel mio cuore./