Presentazione


Dalla esperienza personale alla fondazione di un Centro di cultura indipendente 

La nascita del Centro Ricerche Personaliste si collega alla esperienza  personale di Attilio Danese e Giulia Paola Di Nicola, ricercatori e sposi, che hanno voluto dare vita ad una associazione culturale autonoma, aperta, non strettamente accademica, non ideologica o confessionale. Attorno al primo nucleo di amici del CRP si sono via via aggregati altri amici, in maniera spontanea, con o senza specifici titoli di studio, che hanno così costituito una rete allo scopo di rafforzare i comuni intenti ed evitare l’isolamento e la debolezza dei singoli ricercatori nel panorama della cultura contemporanea postmoderna. 
Sin dall’inizio il filosofo e amico Paul Ricoeur ne ha condiviso gli intenti, ha aderito al progetto ed è stato nominato “Presidente onorario” del CRP, incarico che ha mantenuto fino alla morte nel maggio 2005.
Dal punto di vista pratico, il CRP si sostiene tramite:  domande di sovvenzioni e progetti presentati  ad enti pubblici, privati, eventuali libere donazioni da parte di soci, di amici e attività editoriali. 

OLTRE I “VIRUS” DELLA CULTURA

Dopo anni di ricerca su Hegel, Di Nicola e Danese hanno scelto una filosofia più vicina alla sensibilità contemporanea, più attenta alla vita delle persone e più impegnata a valorizzarne le risorse. I rapporti umani, nella loro autenticità e nei valori che comportano sono diventati decisivi  a livello interpersonale, sociale, antropologico, filosofico e teologico per unire la ricerca teorica al vissuto, dando senso umano e spirituale alla ricerca e alla vita. Sulla base di questo orientamento essi hanno avvertito il fascino dei protagonisti del personalismo francese (in primis E. Mounier, J. Maritain, J. Lacroix) italiano (L. Sturzo, I. Giordani, G. La Pira, G. Capograssi, L. Stefanini, L. Pareyson), tedesco (M. Buber, E. Rosentock-Hussey, F. Ebner), spagnolo (Alfonso Carlos Comin, Carlos Diaz, Mariano Moreno Villa, Josè Ortega y Gasset, Maria Zambrano, Miguel De Unamuno, Xabier Zubiri). Questo orientamento filosofico oltre a dare nuovo slancio all’insegnamento, ha sollecitato un impegno più coerente tra pensiero e vita, lavoro e famiglia, credenze e comportamenti. La ricerca si è orientata alla verità e all’impegno a servizio di quanti possono trarne giovamento. Approfondendo gli autori del personalismo, diveniva più agevole liberarsi di sei virus principali che assediano e inquinano l’amore per la cultura, specialmente quella universitaria:

1. La cultura come strumento di potere

Ragionamento tipico di chi intende conoscenze in funzione della carriera e nella convinzione che: “So, dunque posso”. Questo atteggiamento da una parte induce a considerare il sapere come fine a se stesso e la sua accumulazione esponenziale come ampliamento del dominio sull’uomo e sulla natura, dall’altra induce a considerare gli altri esseri umani in funzione degli obiettivi dell’io. In questa prospettiva la selezione della classe dirigente viene fatta in base alle affidabilità, alle attestazioni ufficiali e formali, alle appartenenze, più che alla professionalità e alla eticità delle persone. Chi promuove qualcuno preferisce scegliere persone mediocri per essere sicuro che riceverà dall’eletto obbedienza, fedeltà e all’occorrenza un ossequio servile. I mediocri finiscono con l’occupare i posti chiave della società facendo barriera alle persone migliori. Sono evidenti i danni sulla società di un simile criterio selettivo, che troppo spesso fa avanzare nella carriera persone incompetenti e spesso anche immorali, provocando considerevoli effetti dannosi sulle giovani generazioni, che sentono spegnersi la speranza e la volontà di puntare sul merito.

 2. La cultura come strumento di guadagno.

 Evidentemente chi fa ricerca merita di ricevere una giusta paga per la sua fatica, spesso solitaria e non immediatamente produttiva. Tuttavia quando il guadagno diventa il criterio prevalente e discriminante delle proprie attività, inevitabilmente si trascura la qualità, si accettano tutte le richieste di eventuali committenti, senza discernere secondo criteri di qualità e di eticità. Il mercato s’impadronisce  di quasi tutta la cultura, grazie alla debolezza di ricercatori che si “vendono” al migliore offerente.

3. Cultura e visibilità.

Questo “virus” inietta la convinzione che la ragione sia neutra e come tale imponga a tutti di accettare delle verità razionali e oggettive cui sottostare. Viene penalizzata la persona nella concretezza della sua realtà esistenziale e nella storicità dei suoi percorsi. Molti “mostri” sono stati prodotto nella storia da una ragione ritenuta falsamente neutrale. Oggi dovrebbe essere più chiaro a tutti, a cominciare dagli studenti, che ognuno interpreta la realtà a partire dalla sua prospettiva, dal suo angolo visuale, dalla sua fede, dai suoi valori. Un professore, un giornalista, un regista, offrono prodotti culturali filtrati dalla loro visione della realtà. È impossibile liberarsi di se stessi per raggiungere una verità oggettiva, perché non è dato all’essere umano di avere un visione ampia, dall’alto, comprensiva di tutte le variabili che incidono sulla complessità dei fenomeni. Questa impossibilità, per evitare gli errori, suggerisce l’umiltà dell’intelligenza come condizione non solo etica ma anche epistemologica.

4. Cultura e neutralità.

Questo “virus” inietta la convinzione che la ragione sia neutra e come tale imponga a tutti di accettare delle verità razionali e oggettive cui sottostare. Viene penalizzata la persona nella concretezza della sua realtà esistenziale e nella storicità dei suoi percorsi. Molti “mostri” sono stati prodotto nella storia da una ragione ritenuta falsamente neutrale. Oggi dovrebbe essere più chiaro a tutti, a cominciare dagli studenti, che ognuno interpreta la realtà a partire dalla sua prospettiva, dal suo angolo visuale, dalla sua fede, dai suoi valori. Un professore, un giornalista, un regista, offrono prodotti culturali filtrati dalla loro visione della realtà. E’ impossibili liberarsi di se stessi per raggiungere una verità oggettiva, perché non è dato all’essere umano di avere un visione ampia, dall’alto, comprensiva di tutte le variabili che incidono sulla complessità dei fenomeni. Questa impossibilità, per evitare gli errori, suggerisce l’umiltà dell’intelligenza come condizione non solo etica ma anche epistemologica.

5. Frammentazione del sapere.

Una forte specializzazione, necessaria allo sviluppo di competenze settoriali elevate, corre il rischio di frammentare la realtà perdendo di vista il riferimento principale della ricerca, che è la persona umana nella sua interezza (corpo, psiche, intelligenza, anima, affettività…). Il CRP, con le sue diverse attività e grazie all’antropologia integrale cui fa riferimento favorisce la ricostruzione del mosaico complesso della vita, grazie al contributo di tutti, purché ciascuno sia disposto a non assolutizzare il proprio particolare.6. Individualismo. Il legame tra sapere e carriera pone gli intellettuali in una condizione di competitività senza regole. L’altro appare come il potenziale nemico e i rapporti conflittuali danneggiano la ricerca spassionata della verità. In una visione più collegiale, personalista e comunitaria, si valorizza la bellezza di una comunità di studiosi, che confrontano i diversi punti di vista, correggono le parzialità evidenti, si arricchiscono delle risorse gli uni degli altri.

Fini e compiti istituzionali

Il Centro Ricerche Personaliste è costituito da persone che condividono il valore trainante della cultura e perciò svolgono attività di promozione culturale, senza scopo di lucro, a servizio della persona, nella convinzione che proprio sulla persona si possa convergere pur provenendo da diverse ideologie e fedi, per individuare e promuovere valori indispensabili alla ricerca di convergenze nella società pluralista. Registrato ufficialmente nel 1985, il CRP era di fatto già attivo in precedenza, grazie ai rapporti di condivisione che si andavano creando attorno ad iniziative mirate promosse dall’associazione. Il Centro Ricerche Personaliste è associazione laica, ecumenica e tuttavia cristianamente ispirata. Non potrebbe contentarsi di fare cultura senza spendersi sui valori. Ma non potrebbe neppure fare della fede, uno stendardo e una barriera.

  In uno spirito di rispetto delle scelte di ciascuno, l’obiettivo comune è di non occultare la fede quando c’è e di non imporla quando non c’é. Si considera ormai preoccupazione desueta quella di liberarsi di Dio considerato come una imposizione e una sopravvivenza del passato. Oggi si guarda più liberamente l’altra faccia della medaglia, senza timore di essere retrò quando si constata che i tentativi di scardinare Dio dal cuore della donna e dell’uomo non hanno sortito l’effetto desiderato e spesso hanno suscitato una più forte nostalgia. . Coniugare cultura e fede è continuare a sentire il dovere di porre domande a Dio, in maniera sempre nuova, perché nel dialogo creatura-creatore, Dio non diventi un idolo, individualista o collettivista, maschilista o femminista. Sullo sfondo di una reciprocità ogni domanda su Dio è, analogicamente, domanda sulla donna e sull’uomo, e viceversa. I componenti del CRP sentono il dovere di valorizzare la libertà interpretativa di ciascuno, a tutto campo, secondo la specifica sensibilità e l’orientamento di pensiero, senza pretese dogmatiche, raccogliendo piuttosto sollecitazioni, liberi dal fanatismo, dal relativismo di maniera, dal dogmatismo religioso o laico. Facendo riferimento alla persona si punta soprattutto sulla coerenza tra idee, valori e comportamento come condizione di riconoscimento reciproco, al di là delle differenti scelte individuali, purché fatte con retta coscienza.

L’associazione non ha scopo di lucro e svolge attività di promozione sociale ispirata ai principi di pari opportunità tra uomini e donne e rispettosa dei diritti inviolabili della persona.

In particolare persegue:

L’associazione persegue

art.2 dello Statuto

a) la ricerca di modelli teorici e pratici, nonché di categorie filosofiche e sociologiche utili al rinnovamento della società e della politica;
b) l’informazione e la formazione sui problemi della società contemporanea, con l’uso delle più moderne tecniche scientifiche di analisi, di ricerca e di divulgazione, tenendo presente il pluralismo linguistico europeo;
c) la sollecitazione dell’impegno culturale e sociale della comunità italiana ed europea a partire dalla comunità in cui opera;
d) l’approfondimento specifico dei problemi sociali, politici, culturali ed economici delle comunità regionali in cui opera, a partire da quella abruzzese, sede del centro nazionale;
e) l’aggiornamento della classe docente di ogni ordine e grado;
f) la formazione permanente degli adulti;
g) la promozione di momenti artistico-culturali.

art. 3

I settori di specializzazione e di ricerca nei quali l’Associazione articola la propria attività sono tutte quelle scienze e rami di attività che si riferiscono alla cultura, alla società, alla politica, all’etica, al diritto, alla religione, alla pedagogia, alla scienza, alla sanità, all’amministrazione, all’economia, all’emigrazione, all’arte, all’informazione, all’emarginazione, alla storia, all’aggiornamento professionale per insegnanti, con particolare riferimento all’ispirazione personalista e alla dimensione locale, nazionale, europea e mondiale.

Art. 4
L’Associazione svolge la sua attività attraverso:

a) seminari ed incontri di studio;
b) convegni, tavole rotonde e conferenze;
c) indagini e ricerche;
d) pubblicazioni e notiziari cartacei, audio o video (DVD);
e) corsi di formazione e aggiornamento;
f) convegni nazionali e internazionali su tematiche personaliste;
g) edizione di riviste, giornali, periodici in forma cartacea e telematica;
h) edizione di testi sia in forma cartacea che telematica;
i) sito web con news e collegamento in mailing list e in link con altre associazioni;
j) compartecipazione come associazione a convegni, seminari, corsi, manifestazioni artistiche, letterarie, teatrali e musicali, a livello nazionale ed internazionale, intesi come strumento di formazione e valorizzazione delle energie e potenzialità culturali in questo campo e di elaborazione originale di idee, concetti ed istanze di arricchimento della sfera culturale;
k) ogni attività idonea al raggiungimento del fine associativo, tra cui la stipula di convenzioni con enti pubblici o privati fornendo tutte le garanzie richieste, per il raggiungimento dello scopo sociale;
l) la richiesta di finanziamenti pubblici o privati fornendo tutte le garanzie che saranno richieste, al fine di raggiungere gli scopi sociali;
m) la presentazione di progetti di finanziamento europeo per sè o per terzi, sia come associazione leader che come partner nazionale e/o internazionale;
n) organizzazione e gestione di apposita “Sala di Lettura” con biblioteca aperta al pubblico;
o) promozione, organizzazione e gestione di momenti artistici e musicali;
p) l’esercizio, in via meramente marginale e senza scopi di lucro, di attività di natura commerciale per autofinanziamento: in tal caso dovrà osservare le normative amministrative e fiscali vigenti.

L’Associazione ha facoltà di organizzare, anche in collaborazione con altri enti, società e associazioni, manifestazioni culturali e artistiche connesse alle proprie attività, purchè tali manifestazioni non siano in contrasto con l’oggetto sociale, con il presente Statuto Sociale e con l’Atto Costitutivo.

Caratteristiche del CRP

  • La creazione di una rete di persone che mettono il loro sapere a servizio del rinnovamento dei rapporti umani in famiglia, nel mondo della cultura, nella società e nella politica;
  • La flessibilità nella assunzione degli impegni, in corrispondenza con le possibilità effettive di ciascuna persona e ciascun gruppo
  • L’autonomia di ciascun gruppo, sia contenutistica che finanziaria, nel rispetto del comune sentire personalista
  • La ricerca di elementi teorici che nelle diverse scienze delineino il ricorso alla persona e ne consentano l’affermazione nei contesti politici, giuridici, religiosi più diversi.
  • L’informazione sui problemi della società contemporanea, con ottica locale e internazionale, mirando ad un sapiente discernimento, la raccolta degli studi più in sintonia con gli intenti del personalismo e l’elaborazione di  ricerche mirate, opportunamente divulgate;
  • L’approfondimento delle categorie culturali, socio-politiche ed economiche che promuovono la dignità della persona, con particolare riferimento a quelle meno avvantaggiate, che soffrono situazioni di ingiustizia;
  • La formazione permanente
  • L’obbligo interiore a dare al proprio impegno il valore di una vocazione, senza con ciò sottovalutare eventuali proventi che ne possono derivare
  • L’attenzione ad armonizzare con coerenza teoria e comportamenti, evitando quelle schizofrenie tipiche di persone di talento che adottano nella vita atteggiamenti contrastanti con le loro convinzioni
  • La disponibilità a condividere spazi di comunicazione e di scambio delle risorse materiali e immateriali, quali l’amicizia, il sapere, la sensibilità umana, i problemi
  • La ricerca di riferimenti condivisi tra quanti amano la cultura, indipendentemente dalle appartenenze ideologiche, dalle differenze di status sociale di cultura, di genere, di etnia
  • L’intento di promuovere nei giovani l’amore per la verità e la creatività, specie in quelli che guadagnandosi da vivere al di fuori dei sistemi accademici accreditati rischiano di rimanere tagliati fuori dai circuiti culturali innovativi

DENOMINAZIONE

CENTRO RICERCHE PERSONALISTE

Cod. Fiscale: 92008540673
Part. IVA: 00948600671
Cc postale: 1075964
 intestato a Centro Ricerche Personaliste- Via Nicola Palma, 37  – 64100- Teramo
Iban IT83C0760115300000010759645
Bic Swift:   BPPIITRRXXX
Poste impresa on line

INDIRIZZO:

Via N. Palma 33 – 37
64100  – Teramo
Città: TERAMO
Direzione: Via Torre Bruciata, 17
Tel/fax: 0861244763
Indirizzo di posta elettronica: mail@prospettivapersona.it

DATA DI COSTITUZIONE:

1° Aprile 1985

FONTI NORMATIVE:

Atto costitutivo

Notaio Eugenio Giannella

Statuto e relativi provvedimenti di approvazione registrati il 26 Luglio 1988

Statuto rivisto e aggiornato secondo la legge 383/2000 in data 24 febbraio 2004 presso il Notaio Eugenio Giannella

rivisto e aggiornato dall’Assemblea dei soci in data 3 ottobre 2016

ORGANI STATUTARI :

Assemblea dei soci, Comitato direttivo, Legale Rappresentante

Legale rappresentante: prof. Giuseppina BIZZARRI

Direttore responsabile: GIULIA PAOLA DI NICOLA

Scarica la scheda di adesione allo statuto del Centro Ricerche Personaliste 

(documento pdf )

Consulta il Verbale di assemblea dell’Associazione “Centro di Ricerche Personaliste”, con sede in Teramo del 03/10/2016. 

(documento pdf )

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