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  • Fatturato in calo del 60-70%, in molti si sono ridotti a lavorare solo il sabato o al massimo nel weekend, si respingono le prenotazioni dei clienti, e all’orizzonte si profila per la località turistica dei Prati di Tivo la chiusura di qualche attività commerciale. Un’opzione non così remota che viene alimentata da una continua sfortuna che attiene alla sfera del dissesto idrogeologico, come la recente frana sulla Sp 43, strada che collega il sito a Pietracamela, l’ultima goccia che ha fatto traboccare un vaso colmo da tempo. Si lavora quel poco per “pura sopravvivenza”. 
  • Pagati poco, vessati da un’utenza spesso giovane e arrabbiata (tant’è che Tua sta pensando di ricorrere a delle cabine schermate per le aggressioni verbali ed anche fisiche), in alcuni casi sempre più precarizzati, stressati dalla sosta selvaggia e dai cantieri cittadini in città, gli autisti del trasporto pubblico locale soffrono. Qualcuno comincia pure ad abbandonare il sedile, dirigendosi in parte nel mondo del trasporto merci che ha salari più dignitosi: ci sono già le prime dimissioni, fa sapere il sindacato e le aziende di trasporto pubblico, pertanto, fanno fatica a trovare personale.   
  • La mia più grande frustrazione è non aver potuto fare i regali di Natale ai miei due figli di due e cinque anni”. Il precariato è una brutta bestia e Alessandro Cioci, collaboratore scolastico all’istituto Sandro Pertini di Martinsicuro lo conosce bene. “Si fa fatica a pagare bollette e benzina e quando rimani senza stipendio per mesi è davvero dura, meno male che ho mia moglie che ha uno stipendio”. Entrato a lavorare il primo ottobre scorso, ha visto arrivare i suoi stipendi a fine dicembre: “Ogni volta vado con la proroga, mi rinnovano il contratto di quando in quando, la fortuna è che non ho mutui sulle spalle. Ma non ho nessun tipo di tutela sanitaria, nemmeno dinanzi a chi ha un contratto di un anno, niente Tfr. Non ho prospettive di vita futura o almeno sono molto ridotte. Mi sento impotente”. 
  • Molto preoccupati i residenti ed i commercianti del quartiere Santa Maria a Bitetto per i prossimi lavori sul conservatorio Braga e sul mercato coperto che implicheranno serie problematiche di mancanza di parcheggi per diversi anni. In una zona ad alto tasso di cantierizzazione, in cui peraltro insiste ancora Via Sant’Antonio in rifacimento dopo i ritrovamenti di vestigia romane e in cui Via Savini fa la parte del leone per quanto riguarda l’aspetto commerciale, in tanti mostrano perplessità. Tra cui anche i commercianti che si dicono esasperati e che si sono ritrovati una lingua sottile di stalli bianchi (circa 15) in Piazza Verdi che non riesce a soddisfare le loro esigenze commerciali: c’è poco turn over di auto, dicono. Anzi, alcuni sono proprio infuriati e minacciano di andarsene, di traslocare altrove, e lasciare un sito che dà solo problemi. 
  • I sindaci dei piccoli comuni montani temono fortemente i tagli che si stanno profilando all’orizzonte con la bozza del decreto sul Pnrr, che deve essere ancora pubblicato e che mette in dubbio le somme già prestabilite. Alcuni temono il gioco delle tre carte, già denunciato in precedenza dal sindaco di Teramo e presidente Anci Abruzzo, Gianguido D’Alberto: cioè si tolgono o riducono i finanziamenti Pnrr puntando solo sui fondi di coesione e sviluppo peraltro già assicurati, quando invece i primi cittadini hanno già fatto affidamento su entrambe le linee. A rischio diverse opere soprattutto nell’ambito del dissesto idrogeologico: come strade e viabilità in genere e scuole. Alcuni sindaci dicono di andare aventi lo stesso coi fondi propri in attesa che si chiarisca la situazione ma la nebbia sui fondi mettono in ambasce tanti amministratori. 
  • Figli d’Italia riunitevi e tornate in Patria”. Il motto del presidente Leonardo D’Ippolito, coordinatore nazionale dell’Anfe (Associazione Nazionale delle Famiglie Emigranti), è volto a far sì che i discendenti dei nostri padri e nonni partiti per altri lidi per maggiori fortune possano avere una chance qui da noi in un periodo storico di aree interne che faticano a seguire i canoni della demografia e di dinamiche del lavoro stravolte. “Attraverso due convenzioni siglate da poco si valorizzeranno rilancio occupazionale e contrasto dello spopolamento, migliorando l’attrattività e la qualità di vita del territorio. Ora la palla passa alla Regione, soggetto importante e indispensabile per far decollare queste firme”. 
  • Grazie alle due tappe teramane della Tirreno-Adriatico con arrivo a Giulianova e Valle Castellana (il 7 e 8 marzo) e agli 800 milioni di audience di telespettatori assicurati dappertutto per i 187 paesi del globo, il presidente della provincia ha colto l’occasione di risistemare gli asfalti malridotti di parecchi chilometri, tra Castellalto, Cermignano, Civitella, Sant’Omero, Campli e tanto altro ancora. Spesa: “Due milioni di euro. Alcune sono state riparate altre sono da fare, qualcuna tornerà pure percorribile”- ha spiegato ieri mattina Camillo D’Angelo. – “In questo modo abbiamo dato risposta sia all’organizzazione ma anche ai tanti amanti di questo sport che ai cittadini stessi, che attendono queste opere da molto tempo. Poi avrò anche un appuntamento con il commissario straordinario Castelli per occuparci di strade abbandonate in territori che non hanno avuto le stesse attenzioni di altri”. Ospiti d’onore della kermesse presentata ieri nella sede di Via Milli i Jalisse e il due volte campione del mondo, Gianni Bugno. 
  • Si cerca un pertugio dappertutto pur di parcheggiare la propria auto in una città, che a detta del Pums, riserva in centro poche migliaia di stalli tra strisce blu e bianche e parcheggi. In un lembo di terra stretto tra colline, orograficamente poco agevole, con la Polizia locale in perenne sottorganico, si lascia l’auto anche dinanzi ai monumenti principali: è facile vedere ad esempio Suv e Fiat Punto dinanzi alle mura del duomo di Teramo in Via San Berardo, oppure file di auto davanti al teatro romano: spesso i turisti ingaggiano slalom per districarsi dalle lamiere. Pensionati discorrono amabilmente per ore dentro la loro auto in piena Piazza Martiri della Libertà, mentre sul lato dell’olmo è sosta selvaggia tutto il giorno, alcuni forzano anche l’arredo urbano pur di incunearsi. Non mancano nemmeno gli esempi di proprietari di attività commerciali che lasciano il mezzo per diverso tempo. I furgoni dei corrieri, sempre in piazza, non riescono a rispettare il divieto di parcheggio perché i loro stalli di carico e scarico merci sono occupati da chi non ne ha diritto. Alcuni automobilisti non riescono a ricaricare le loro auto elettriche nelle apposite colonnine per via di mezzi a benzina che approfittano di tanta grazia. 
  • Sono artigiani o commercianti in pensione e malgrado 40-45 anni di contributi, fanno fatica ad arrivare a fino mese. E allora ecco che ci si ingegna in mille modi pur di raggranellare qualche soldo per l’affitto e le spese varie. Si lavano le auto per altri, si accompagna una donna anziana dal medico, si svuotano i fondaci e si tinteggiano le pareti se si è ancora in forma, questo per realizzare qualche sommetta per arrivare ad un orizzonte quasi dignitoso di vita. “Il 52 % dei pensionati teramani ha una pensione inferiore ai mille euro – dichiara Luigi Scaccialepre, segretario Spi Cgil – di certo l’inflazione ha peggiorato le cose perché non ci sono stati adeguamenti sufficienti, non si è recuperato ciò che si è perso negli ultimi anni, soprattutto nel periodo 2014-2020, poi l’adeguamento è ripartito nel 2021 ma è stato troppo tardi, sono state coperte solo in parte le esigenze dei pensionati che hanno perso tanto potere d’acquisto”.