Categoria: GUARDANDO UN QUADRO

Home L'ANGOLO DELL'ARTE GUARDANDO UN QUADRO
Dipingere per tutti
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Dipingere per tutti

Dipingere per la strada, sui muri, su installazioni, su mezzi che talvolta suscitano non poche perplessità, è ormai una forma di arte riconosciuta che, bene o male, tutti abbiamo preso a metabolizzare.  Forse per amore ancestrale verso la grotta di Altamira e tutti gli altri graffiti primordiali  che alitano di spirito umano. In tempi moderni, ...

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I volti “vissuti” di Marco Novati

Quando Novati cominciò a dipingere scelse e privilegiò un genere che ereditava una posizione scomoda per sua natura e cioè il ritratto. Lo fece a bella posta, come studioso dell’animo umano colto in atteggiamenti quasi mai lieti. Un modo di fare arte senza paraventi. Certo non solo crudi ritratti, ma, da buon veneziano, certamente dipinse...

Il Surrealismo di Max Ernst
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Il Surrealismo di Max Ernst

Sull’ onda del periodo precedentemente trattato condurremo oggi qualche ulteriore  osservazione relativa ad un’epoca veramente fitta di fermenti e mutamenti essenziali. Lo faremo rivolgendo l’attenzione alle opere d Max Ernst, un poliedrico autore tedesco, naturalizzato  francese, che, negli anni venti dello scorso secolo, operò anche in Dada, come vedemmo, è abbracciò poi un surrealismo meno...

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COME NASCE IL NAIF

Agli inizi del secolo scorso erano davvero tante le forme espressive coesistenti nelle arti figurative e tutte fondamentali. Esse si basavano sulla ormai conclamata certezza  che  bellezza e arte non sempre coincidono e che un vero artista non si può giudicare da come rende, ad esempio, la bellezza femminile quando essa per lui non sia...

Il fenomeno del “dadaismo”
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Il fenomeno del “dadaismo”

Come mio primo intervento nel nuovo tipo di “Tenda” che oggi inizia ad essere proposta in modo più attuale e conforme ai tempi, nel mio spazio dedicato all’arte, mi viene spontaneo tornare a parlare di correnti, di fatti basilari che coinvolgono determinati momenti e la produzione artistica ad essi successiva.

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Curiosità

Il detto ‘È un altro paio di mani-che’ – per indicare l’assoluta diversità di una situazione rispetto a un’altra – giunge dal Medioevo, quando per necessità pratica o per esigenza decorativa, le maniche erano riposte in una cassapanca lontano dall’abito di cui facevano parte. Le maniche erano mobili, intercambiabili modeste in casa, raffinate fuori, capaci...