Amarcord

“Lu fije de lu scarpare”

Questa storia esemplare di emigrazione e di successi dovrebbe iniziare – forse opportunamente – con la famosa formula delle favole: c’era una volta. E’ una storia paradigmatica che, a mio modo di vedere, fa onore alla nostra terra, oltre che, naturalmente, al  protagonista.

A Valle San Giovanni dunque, frazioncina di Teramo, dimorava circa un secolo fa Ermanno Clemente, ciabattino (“nu scarpare”), fratello della madre di mio suocero. A causa – suppongo – dei tempi grami, l’artigiano prese, come infiniti altri, la penosa strada dell’emigrazione, imbarcandosi verso gli Stati Uniti, l’America “bbone”, come dicevano i vecchi. Si stabilì nel New Jersey, dove nacquero i tre figli, i quali, grazie all’impegno e ai sacrifici della famiglia, conseguirono tutti una laurea: Anna divenne avvocato, i fratelli Celestino e Carmine entrambi medici. Questa di cui vorrei parlare è la storia di quest’ultimo.

Carmine Domenico Clemente, così “paisane” anche per nome e cognome, aveva solo sedici anni, lo sottolineo, quando il padre morì. Conseguita la laurea all’Università della Pennsylvania, entrò nel 1952 a far parte della neonata UCLA School of Medicine di Los Angeles, in California, come istruttore di anatomia. Si occupò all’inizio della carriera di rigenerazione delle fibre nervose nel midollo spinale dei mammiferi adulti, oggetto di molto interesse per i ricercatori. Dopo un biennio trascorso a Londra per occuparsi di questa specialità, tornò alla UCLA come assistente, per divenire, nel 1963, professore e presidente del dipartimento di anatomia. Nel luglio 1976 fu nominato direttore del Brain Research Institute, che allora era un edificio di dieci piani contenente 135 laboratori di ricerca. Clemente continuò alla UCLA come professore di anatomia e biologia cellulare e presidente del programma di psiconeuroimmunologia. Il suo impegno nella ricerca e nell’insegnamento gli diedero fama e riconoscimenti; non è facile darne conto, data la messe. Intensa l’attività di divulgatore: pubblicò quasi 200 articoli scientifici e libri. Molto lunga la lista di incarichi prestigiosi e riconoscimenti avuti dal Professore. Per le sue ricerche – riassumo molto – ricevette l’Annual Award of Merit in Science dalla National Paraplegia Foundation, la Pavlov Medal dalla Pavlovian Society of North America, l’Annual Research Award 1978 della Japanese Society for the Promotion of Science e il Rehfuss Award and Medal 1986 dal Jefferson Medical College di Filadelfia. Fu presidente di tre organizzazioni scientifiche: l’American Association of Anatomists, l’Association of Anatomy Chairman e la Pavlovian Society of North America. Per quindici anni (1973-1988) il Dott. Clemente fu Editor-in-Chief di Experimental Neurology. Opera di fondamentale importanza di Clemente l’Atlas of Human Anatomy, utilizzato dalla maggior parte degli studenti di medicina americani. Nel 1985 completò un’ampia revisione della 30a edizione americana di Gray’s Anatomy che ha vinto il primo premio nella Medical Book Division della Philadelphia Book Fair nel 1986. Produsse anche una serie di film sulla dissezione del corpo umano che sono oggi utilizzati in oltre 170 scuole di medicina in tutto il mondo. Insegnò anatomia agli studenti di medicina del primo anno presso l’UCLA per 52 anni ed anatomia chirurgica ai residenti in chirurgia presso il Martin Luther King Hospital di Los Angeles dal 1973, quando l’ospedale fu aperto. Si ritirò ufficialmente dall’UCLA nel 1994, ma fu poi richiamato per continuare a insegnare anatomia a studenti di medicina e odontoiatria.

Riporto adesso qualche briciola della vita privata del Dr. Clemente. Aveva sposato Dorothy, figlia del famoso Giudice Earl Warren, per un decennio Governatore della California, successivamente Presidente della Corte Suprema e poi al comando della Commissione che da lui prese il nome e che si occupò, con polemiche che ancora durano, dell’assassinio del Presidente Kennedy. All’epoca del matrimonio Clemente veniva chiamato dalla stampa ‘Little shoemaker’ ( “lu scarparitte”, diremmo da noi). La citata madre di mio suocero commentò l’evento, stando ai giornali, come  qualcosa che poteva accadere solo nel nuovo mondo: il piccolo figlio del ciabattino che sposa la figlia del Presidente della Corte Suprema! 

E ora un aneddoto che mi coinvolge. Clemente, arrivato a Francoforte in Germania e diretto in auto a Taormina per un Congresso scientifico, volle passare a far visita al cugino (mio suocero) che, non essendo stato preavvertito, era fuori. Venne allora a casa mia e conversammo molto piacevolmente per qualche ora. Mi chiese, tra l’altro, qual era la mia occupazione. Io gli dissi di essere un bancario e Clemente mi propose di andare a trovarlo a Los Angeles, dove mi avrebbe presentato il suo grande amico Presidente della Bank of America, la Banca che, tra l’altro, aveva creato la Bankamericard. Mi viene ancora da sorridere al pensiero di trovarmi di fronte all’illustre banchiere e di presentarmi come “cassiere della Cassa di Risparmio di Colonnella”.

Carmine D. Clemente è deceduto, ottantottenne, nel 2016 e riposa in un famoso cimitero di Los Angeles, lo stesso che ospita i resti di celebrità come Truman Capote, Kirk Douglas, Peter Falk (il Tenente Colombo), Burt Lancaster, Billy Wilder, Jack Lemmon e, prima di tutti, Marilyn Monroe.